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Studi di impatto ambientale per le cave e di impatto paesaggistico

Sono nove le norme tecniche che l’UNI ha pubblicato relativamente all’impatto ambientale delle opere e in particolare agli studi di impatto ambientale (SIA) finalizzati alla procedura di valutazione dell’impatto ambientale (VIA), secondo le direttive applicabili. Si tratta sostanzialmente di un pacchetto di linee guida per la redazione degli studi di impatto, tutte elaborate nell’ambito delle attività della Commissione Ambiente dell’UNI dall’apposito gruppo di lavoro GL6 “Impatto ambientale”, suddivise in norme di carattere trasversale e norme sulle tipologie specifiche di opera.

Tra le norme generali, la UNI 10742 definisce le finalità e i requisiti per la redazione di uno studio di impatto ambientale, indipendentemente dal tipo di opera presa in esame, mentre la UNI 10745 riporta le definizioni di 52 termini utili alla lettura del pacchetto complessivo di norme, tra cui le definizioni di impatto diretto ed indiretto, cumulativo, a breve e a lungo termine, positivo e negativo, reversibile e irreversibile, nonché di indicatore ambientale, di indice ambientale e di studio di impatto ambientale. Anch’esse trasversali, ma relative a singoli aspetti dei SIA, sono poi le norme UNI 10964 (realizzata in collaborazione con il gruppo GL4 “Qualità dell’aria”) per la scelta del modello matematico più appropriato alla valutazione della dispersione di inquinanti in atmosfera ai fini di un SIA, e la UNI 11109 per la determinazione della componente paesaggistica dell’impatto ambientale. Le restanti cinque norme (UNI 10743, 10744, 10908, 10974 e 10975) si concentrano invece su tipologie specifiche di opere, come si evince dalla tabella seguente.

Norme di riferimento

UNI 10742:1999

Impatto ambientale - Finalità e requisiti di uno studio di impatto ambientale

UNI 10743:1999

Impatto ambientale - Linee guida per la redazione degli studi di impatto ambientale relativi ai progetti di impianti di trattamento di rifiuti speciali (pericolosi e non)

UNI 10744:1999

Impatto ambientale - Linee guida per la redazione degli studi di impatto ambientale relativi ai progetti di impianti di termoutilizzazione o di incenerimento di rifiuti urbani ed assimilabili

UNI 10745:1999

Studi di impatto ambientale - Terminologia

UNI 10908:2001

Impatto ambientale - Linee guida per la redazione degli studi di impatto ambientale relativi ai progetti di impianti di depurazione delle acque reflue civili

UNI 10964:2001

Studi di impatto ambientale - Guida alla selezione dei modelli matematici per la previsione di impatto sulla qualità dell'aria

UNI 10974:2002

Impatto ambientale - Linee guida per la redazione degli studi di impatto ambientale relativi ai progetti di discariche di rifiuti

UNI 10975:2002

Impatto ambientale - Linee guida per la redazione degli studi di impatto ambientale relativi ai progetti di attività di cava

UNI 11109:2004

Impatto ambientale - Linee guida per lo studio dell'impatto sul paesaggio nella redazione degli studi di impatto ambientale

Le cinque norme relative a diverse tipologie di opera hanno una struttura simile, ben esemplificabile analizzando i contenuti della UNI 10975 sulle attività di cava, una delle più recenti. Dopo i primi punti, comuni a tutte le norme UNI, il corpo principale della norma si sviluppa partendo dal punto 4 “riferimenti programmatici”, che elenca gli argomenti da trattare nel SIA:

  • la definizione del ruolo che il progetto assume nell’ambito della pianificazione che interessa l’attività di cava a livello territoriale, correlata alla pianificazione generale regionale, provinciale o di carattere locale dei vari settori, dal piano dei trasporti, al piano di risanamento ambientale;
  • la definizione delle destinazioni di utenza suddivise per attività produttive;
  • indicazioni sulle richieste di mercato del prodotto;
  • le analisi dei possibili effetti che potrebbero verificarsi qualora la cava non venisse realizzata nei tempi e nei modi previsti.

Fondamentale anche prevedere la ricomposizione della cava e l’attività successiva a recupero ultimato.
Alla parte programmatica segue una parte più tecnica, dedicata alla descrizione dettagliata del progetto (punto 5 della norma), nella quale vengono elencati i seguenti aspetti da approfondire:

  • una descrizione del progetto relativo all’attività di cava;
  • una descrizione dei principali parametri progettuali relativi al sito di cava;
  • una descrizione delle attività gestionali della cava;
  • un’analisi costi/benefici;
  • una descrizione del progetto dell’attività che sarà insediata a recupero ultimato della cava;
  • una descrizione delle alternative progettuali.

Il punto 6 è quello relativo alla descrizione del contesto territoriale e degli impatti ambientali, in cui si prevedono la descrizione generale dell’area di inserimento dell’attività di cava e dell’attività che sarà svolta successivamente, la definizione dell’ambito di potenziale influenza dell’opera, la descrizione della situazione ambientale sia "ante operam", sia "post operam" (in previsione degli effetti sull’ambiente attribuibili all’attività di cava), l’analisi del rischio determinato dalla presenza dell’attività e le analisi previsionali, la descrizione sintetica delle misure di mitigazione e le analisi ambientali, il tutto corredato da una serie di prospetti di sintesi per la caratterizzazione dei componenti-fattori ambientali (dall’atmosfera all’ambiente idrico, dal suolo e sottosuolo alla vegetazione, dagli ecosistemi alla salute pubblica, dal rumore all’impatto visivo, dal patrimonio culturale alla viabilità). La norma si chiude poi con la richiesta di analisi e conclusioni del SIA e della sintesi non tecnica secondo la norma UNI 10742.

Lasciando le attività di cava e gli studi di impatto specifici delle singole opere e tentando invece di affrontare l’impatto paesaggistico, indipendentemente dall’opera, ci si imbatte in un’estrema complessità, insita nello stesso significato di paesaggio, per il quale esistono da sempre interpretazioni differenti, dovute anche ai diversi approcci culturali e disciplinari (geografico, urbanistico, filosofico, architettonico, naturalistico, ecc.).
La norma UNI 11109:2004 ha tentato di richiamare e sintetizzare tutti questi approcci per dare le più opportune indicazioni a chi debba affrontare la tematica paesaggistica in un SIA. In prima istanza si è fatto riferimento a due elementi fondamentali: quello legato alla percezione sensoriale del paesaggio, e quindi ai suoi valori estetici e alle implicazioni storico-culturali, e quello invece orientato sul paesaggio come prodotto di un insieme di ecosistemi, risultato dell’azione congiunta di processi naturali e di processi antropici. Per questo la definizione che la norma dà del termine “paesaggio” è quella della Convenzione europea del paesaggio stipulato a Firenze nel 2000, e cioè “determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”.

Successivamente alla fase di definizione e individuazione della componente “paesaggio”, il processo valutativo si sviluppa connotando l’ambito sul quale si intende intervenire con la specifica tipologia di opera o di attività, relazionandola al contesto e quindi all’area di influenza potenziale.

A tal fine, i progetti possono essere ricondotti a tre macro-tipologie:

  • opere a carattere diffusivo e distribuito arealmente (grandi cantieri, opere portuali, ecc.),
  • opere a carattere lineare (infrastrutture stradali, ferroviarie, ecc.),
  • opere a carattere puntuale (singoli impianti industriali, discariche, ecc.),

che evidentemente determinano diverse modalità di delimitazione dell’area d’influenza nonché di scala e di unità di paesaggio presa in considerazione.

Il punto 5 della norma propone i contenuti principali di riferimento ai fini degli studi di impatto ambientale, rimarcando che la metodologia adottata debba comunque permettere di sviluppare ogni elemento nel quadro programmatico, in quello progettuale e in quello ambientale, valutando il paesaggio ante-operam e la previsione del paesaggio modificato dall’opera. Coerentemente, il punto 6 della norma, relativo agli “aspetti metodologici”, si suddivide nelle analisi conoscitive dello stato di fatto, con opportuni indicatori e supporti tecnici, e analisi previsive, anch’esse basate su opportuni indicatori per la descrizione dei fattori fisici, vegetazionali, storico-culturali, visuali, per le relazioni tra i vari fattori considerati e le conseguenti valutazioni di qualità.

Stefano Sibilio
Responsabile Divisione UNI Impresa e società

Studies of environmental impact of quarries and landscape impact
UNI has published so far nine technical standards covering the environmental impact of works and, in particular, studies of environmental impact aimed at the procedure to be used for the evaluation of the latter, in compliance with the relevant Directives. It is a "package" of guidelines for drafting studies of impact and all of them were worked out in the framework of the activities carried out by the UNI Commission on Environment or rather by its Working Group 6, right focused on "Environmental impact". They are subdivided into crosswise standards and ones with a specific focus on special kinds of works. Let’s go into further details by reading this article.




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