Mappa | English version   
  Cerca   
  
Home Chi siamoMondo UNIProdotti e serviziFormazioneGrandi temiComUNIcareUNIversoNorme e Leggi

ComUNIcare
Archivio notizie
Come comunica UNI
U&C
U&C ottobre 2008
U&C settembre 2008
U&C luglio/agosto 2008
U&C giugno 2008
U&C maggio 2008
U&C aprile 2008
U&C marzo 2008
U&C febbraio 2008
Archivio U&C
UNInotizie
Gli Speciali
Comunicati stampa
Ricerca avanzata delle notizie


Articoli

La normazione contro il riciclaggio di denaro sporco e il terrorismo

La Financial Action Task Force (FATF) è un organismo intergovernativo creato nel 1989 per combattere, attraverso lo sviluppo di politiche nazionali e internazionali, il riciclaggio di denaro sporco e i finanziamenti al terrorismo.
Al momento il FATF ha pubblicato oltre 40 raccomandazioni. La Raccomandazione speciale VII sui bonifici (SR VII) ha lo scopo di evitare che i terroristi e altri criminali abbiano libero accesso ai bonifici, bloccando le informazioni di base relative a chi ha effettuato il trasferimento e analizzando le attività finanziarie sospette o inusuali.
L’ambito di riferimento della regolamentazione del FATF comprende una serie di parti coinvolte:

  • il FATF, composto da rappresentanti del Governo che non sempre sono a conoscenza dei processi e delle operazioni bancarie e quindi potrebbero stabilire regole che risultano difficili o costose nella loro applicazione;
  • coloro che regolano le istituzioni finanziarie, che, invece, conoscono meglio le procedure bancarie, sono aperti al dialogo e quindi promuovono una regolamentazione più efficiente che tenga conto del rapporto costi-benefici per le istituzioni finanziarie che supervisionano. Così facendo, chi regola è disponibile a discutere le modalità di attuazione se le istituzioni sanno dimostrare che l’obiettivo richiesto è stato o sarà raggiunto;
  • infine le istituzioni finanziarie, che sostengono il peso sempre maggiore della regolamentazione, senza godere di nessun appoggio per coprire i capitali o i costi di gestione, stando, al tempo stesso, sempre sotto pressione per abbassare i prezzi.

Per lungo tempo, le istituzioni finanziarie hanno attivamente contribuito a combattere il riciclaggio di denaro sporco e i finanziamenti al terrorismo. Tuttavia, il loro impegno attuale non può mettere a rischio lo Straight through processing (STP - ossia il processo continuo automatizzato nel traffico pagamenti), realizzato per migliorare l’efficienza e i costi e che consente di attuare elettronicamente il ciclo completo dei processi e delle transazioni.
In fase di applicazione del SR VII - su informazione da parte di chi amministra le transazioni bancarie - è apparso subito chiaro che il dialogo sarebbe stato fondamentale. Infatti, la prima versione della bozza di regolamentazione internazionale, elaborata da un gran numero di autorità nazionali, si è rivelata costosa per le banche, in particolare rispetto agli investimenti in information technology, ma anche in termini di costi ricorrenti.
Questa regolamentazione non si è adattata alle pratiche bancarie e inoltre ha determinato una alterazione nella competitività all’interno dell’Unione europea, proprio alla nascita dell’Area unica dei pagamenti in euro (SEPA).
In Europa, il Consiglio europeo per i pagamenti ha creato la FATF, sotto l’autorità del Gruppo di supporto legale.
La Task Force contava su professionisti del back office (ossia tutto ciò che consente la realizzazione dei prodotti o dei servizi destinati al cliente), esperti legali e rappresentanti delle associazioni europee di credito. L’obiettivo era quello di identificare le istanze urgenti su cui era necessario concentrarsi, definendo poi il successivo programma di lavoro:

  • ottenere un consenso sul significato della SR VII e le sue note interpretative;
  • convincere della necessità di un processo omogeneo in tutta Europa (il concetto di giurisdizione unica);
  • trovare una soluzione che evitasse di modificare tutti i sistemi di Automated Clearing House - che consentono la ripulitura di ogni trasferimento bancario scelto tra altri strumenti di pagamento - qualche anno prima dell’attuazione del concetto di Pan-European Automated Claering House di SEPA.

La FATF prima ha dovuto perorare una causa in favore del concetto di “singola giurisdizione”, basata, tra l’altro, sul Regolamento 2560 dell’Unione europea e poi garantire la sua adozione da parte della Commissione europea al fine di convincere il Paese rappresentativo del FATF.
La Task Force ha provato a chiarire i concetti (bonifici, trasferimenti multipli) che avrebbero facilitato una buona comprensione dei canali distributivi e di elaborazione.
Il passo successivo sarebbe stato quello di assicurare la loro adozione da parte dei rappresentanti della FATF attraverso la Commissione europea.
Sorprendentemente, le banche, attraverso la Task Force, hanno fortemente richiesto di ricevere regole più che direttive. L’idea che ci stava dietro era quella di rispettare regole paritarie ed evitare attuazioni divergenti in Europa.

Infine, la Task Force ha proposto la sua collaborazione per raggiungere:

  • l’investimento e il costo d’esercizio più basso possibile;
  • l’efficienza ottimale per le future regole.

La Commissione europea ha accettato questa proposta e ha fatto seguire una descrizione dettagliata di processi di back office e il sopralluogo in questo senso da parte di chi ha realizzato le regole, allo scopo di conoscere meglio le effettive procedure delle operazioni.
La Task Force ha poi avviato un ampio e positivo dialogo. Ogni fase ha comportato una discussione passo-passo dei vari articoli che costituiscono il regolamento 1781/2006.
Il risultato è un più che ragionevole compromesso, l’unico che possa essere di effettiva applicazione.
Tuttavia, poiché il mondo bancario è globale, si doveva comunque garantire che la SR VII potesse essere di applicazione mondiale.
Sono state perciò avviate due azioni: la ISO 20022 Universal financial industry (UNIFI) e lo standard di messaggistica SWIFT.

Riciclaggio di denaro sporco e finanziamenti al terrorismo, attività miliardarie

Dal sito web dell’Unione europea (1) si apprende che un rapporto della Commissione sui movimenti di contanti, datato 2002, aveva rivelato che in un periodo di sei mesi a cavallo tra il 1999 e il 2000 le somme in contanti o altri strumenti facilmente convertibili (titoli, azioni, traveller’s cheques) che avevano attraversato, in un senso o nell’altro, le frontiere dell’UE erano di 1,6 miliardi di euro. “Se è impossibile valutare con precisione la portata del riciclaggio rispetto a questi movimenti, si tratta comunque di volumi abbastanza ingenti da comportare un rischio potenziale per l’UE” si afferma.
Ma il problema del riciclaggio di denaro sporco ha una portata mondiale. Il Fondo monetario internazionale stimava, nel 2006, che complessivamente questa attività rappresenti il 2-5% del PIL mondiale, corrispondente a una cifra che si aggira tra gli 800 miliardi e i 2 trilioni di dollari.
La valutazione del FMI potrebbe essere, purtroppo, stimata per difetto. Secondo altre stime affidabili, come affermato da “L’Espresso”, questo fenomeno rappresenterebbe anche il 10% del PIL mondiale. “Nonostante gli sforzi compiuti dopo l’11 settembre per tagliare i finanziamenti al terrorismo internazionale, il riciclaggio di denaro sporco è ancora in crescita”.

Ma dove vanno i soldi riciclati? A una prima considerazione si sarebbe portati a pensare ai paradisi fiscali sparsi nel mondo. Ma non è così. Da quanto si apprende dalla rivista telematica “Fisco Oggi” dell’Agenzia delle Entrate (2) Daniel Mitchell, esperto di questioni economiche presso la Heritage Foundation, i luoghi dove convergono “soldi sporchi” sarebbero altri. A sostegno della sua tesi, vi sono i dati raccolti dal Dipartimento di Stato (il ministero degli Esteri Usa), la Cia, l’Internal Revenues Service (l’Agenzia delle Entrate statunitense) e proprio la Financial Action Task Force: da tutte queste organizzazioni, attraverso loro ricerche autonome, si è evidenziato che la capacità di attrazione dei paradisi fiscali nei confronti del denaro di provenienza illecita è decisamente inferiore a quanto si possa pensare.
Un esempio: secondo la Cia soltanto 4 dei 41 paesi identificati dall’Ocse come “paradisi fiscali” funzionano come centri internazionali per il riciclaggio del denaro sporco, mentre almeno 11 tra i Paesi considerati isospettabili, cioè a tassazione elevata, sono riciclatori di consistenti somme illecite. Dalle stime tracciate dal Dipartimento del Tesoro Usa, il 99,9% dei proventi delle attività illegali negli Stati Uniti (300miliardi di dollari all’anno, all’incirca 330 miliardi di euro, per il Fondo Monetario Internazionale) è reinserito con successo nelle maglie dell’economia “pulita”.
Passando dal riciclaggio al finanziamento al terrorismo, le somme di denaro in gioco sono sempre monumentali. Nel libro “La nuova economia del terrorismo” dell’economista Loretta Napoleoni, si parla di una cifra stimata di 1500 miliardi di dollari equivalenti al 5% del valore della produzione mondiale. Su tanto possono contare le organizzazioni eversive di tutto il mondo.

NOTE
(1) http://ec.europa.eu/news/justice/070615_1_it.htm
(2) http://www.fiscooggi.it/reader/?MIval=cw_usr_view_articolo&articolo=778&giornale=781

ISO 20022 Universal financial industry (UNIFI)
Durante la fase di sviluppo delle norme in materia di pagamenti (PAIN - Payments Initiation, per l’inizio del trasferimento cliente-banca e PACS - Payments Clearing & Settlement, per il trasferimento di credito da banca a banca - vedi il sito web www.iso20022.org), gli esperti hanno assicurato che tutte le informazioni richieste sarebbero state considerate a livello ISO e che i messaggi dedicati sarebbero stati elaborati per il SEPA. Ogni istituzione che intende pensare a strumenti di pagamento basati su UNIFI troverà tutti gli elementi necessari per essere conformi alle raccomandazioni speciali FATF.

Standard di messaggistica SWIFT
Gli attuali messaggi usati per i pagamenti potevano non essere aggiornati per la distribuzione in rete nel novembre 2006 (la SR VII non è stata obbligatoria prima del 1° gennaio 2008). Il gruppo di lavoro in ambito SWIFT ha elaborato una nuova modalità di descrizione del campo di applicazione relativo a chi, in caso di ordini di pagamento, provvede al lancio.
Ciò consentirà un procedimento più semplice in fase di ricezione, consentendo alle istituzioni di provvedere agli ordini con la cura necessaria.
Il mondo bancario ha quindi fatto fronte al proprio impegno nella lotta al riciclaggio del denaro sporco e al terrorismo, riuscendo a mantenere al minimo i costi aggiuntivi nella fase di attuazione della nuova regolamentazione.
La normazione ha, quindi, dimostrato, ancora una volta, di essere un valore per le parti interessate.

Jean-Yves Garnier
Capo Relazioni interbancarie Natixis

Traduzione di articolo pubblicato su ISO Focus.

Standardization to fight money laundering and terrorism
The Financial Action Task Force (FATF) is an intergovernmental Body that has laid out various policies in order to fight money laundering and the funds used for terroristic purposes. One of these policies is applied through the publication of the special Recommendation VII (SR VII) on wire transfers. Such a Recommendation aims at preventing terrorists and criminals from having free access to wire transfers, by blocking the basic information concerning transfer-makers and by analysing suspicious or unusual financial activities. The bank community, however, is global and therefore it was needed for the SR VII to be applied worldwide. This led to the introduction of two actions: the ISO 20022 Universal Financial Industry (UNIFI) and the standard SWIFT.This article describes the most relevant steps to get to these standards, by identifying the actors involved and the rationale behind the application of these two measures.




Copyright© UNI. All rights reserved. - webmaster@uni.com   -   Tutela e responsabilità -   Privacy Policy del Sito UNI
P.IVA 06786300159
Sito ottimizzato 1024x768