La rivista, che in questo momento state leggendo, festeggia il 50° anniversario dalla pubblicazione del primo numero. Primo numero che, in effetti, non si riferisce alla attuale rivista mensile che tutti voi conoscete, ma a quella prima forma di diffusione di notizie di interesse del mondo associativo che l’UNI produsse, sin dai primi giorni della rifondazione post bellica con il nome di “L'unificazione”, e che nei suoi contenuti tipici sarebbe più correttamente riconducibile all’attuale bollettino informativo quindicinale.
Prima di scrivere queste poche righe, ho voluto vivere il piacere di sfogliare qualche vecchia copia e, in particolare, mi sono soffermato sul primo numero sul quale è apparsa l’attuale testata “U&C” nata nel gennaio del 1987 dalla riorganizzazione editoriale dei bollettini informativi UNI e CEI, fino ad allora pubblicati. L’emozione è stata grande nel ricordare che, in occasione di tale riorganizzazione, i Presidenti dei due Enti chiesero a me, all’epoca funzionario del CNR, la disponibilità a partecipare al neo costituito Comitato di Redazione. Risposi subito, positivamente e con grande entusiasmo, mettendo a disposizione la mia modesta esperienza. Chi avrebbe mai immaginato che, sedici anni dopo, avrei assunto l’incarico di Direttore Generale dell’UNI e, di conseguenza, di Direttore Responsabile della Rivista. Erano tempi in cui pochi illuminati uomini stavano lavorando tenacemente per portare l’Italia in grado di operare nello spirito dell’iniziativa comunitaria. Erano infatti gli anni del “nuovo approccio” comunitario alla politica normativa e delle iniziative necessarie per consentire alle strutture nazionali di affrontare la stimolante sfida. Ricordo il lavoro svolto, da questi uomini, presso la Commissione Comunitaria per definire le linee guida per l’accreditamento, per gli organismi di certificazione, per i laboratori di prova. Linee guida che consentirono la predisposizione delle norme della cosiddetta serie EN 45000, un pilastro fondamentale per lo sviluppo e l’applicazione del modello europeo. In Italia per iniziativa di UNI e di CEI venne fondato il SINAL e, successivamente, il SINCERT. La rivista U&C, inizialmente, “organo ufficiale di UNI e CEI” divenne così l’organo ufficiale del “sistema qualità Italia”, cioè di quel virtuoso sistema nazionale di gestione, fortemente voluto dagli Enti nazionali di normazione. Dall’editoriale di gennaio 1987 trascrivo: “dopo oltre mezzo secolo di lavoro oscuro e in gran parte volontario, l’UNI ed il CEI hanno visto finalmente riconosciuto il loro ruolo di sostegno dell’industria nazionale e l’apporto dato alla penetrazione dei prodotti italiani sui mercati internazionali”. Queste parole sono di incredibile attualità, ricordano le quasi quotidiane discussioni, di economisti e di politici, sul “made in Italy” e la competitività delle imprese. Ho voluto immediatamente fare una verifica ed ho ripreso gli ultimi numeri della Rivista e in quello del dicembre scorso ho riletto l’articolo di commento alla Giornata Mondiale della Normazione 2004. Vi ripropongo, in particolare, l’affermazione del Ministro delle Attività Produttive, On. Antonio Marzano, “un ruolo tecnico che influisce positivamente su tanti e tali destinatari (consumatori, lavoratori, imprese) da beneficiare l’intera società: questo è il valore politico dell’attività di normazione volontaria” . Una prestigiosa conferma, venti anni dopo, del ruolo della normazione e dell’autorevolezza della fonte, dalla quale è stata tratta l’informazione: la nostra Rivista. In fondo U&C voleva essere ed è stato il luogo, il forum, dove è possibile a chiunque dibattere gli aspetti generali e particolari della normativa tecnica, ma anche una fonte aggiornata e completa di tutte le informazioni del nostro settore prodotte a livello nazionale ed internazionale. Certo la Rivista, nel suo formato cartaceo, è cambiata molto in questi anni ed ha dovuto cedere per tempestività di aggiornamento, per la più ampia fascia di utenza e per la facile accessibilità, al formato elettronico gestito in internet, parte importante dell’informazione, trasformandosi via via da gestore di “news” a sede di approfondimento e di riflessione. Questo anniversario ci spingerà a pubblicare testimonianze su quanto fatto e ad avviare riflessioni sul futuro di U&C, su come migliorarne i contenuti e la veste editoriale. Non è il caso di anticipare le iniziative in programmazione, ma certamente saranno sollecitati contributi della base associativa perché, se già vent’anni fa UNI riteneva che “ogni Socio dovrà sentirsi con noi solidale in quest’opera e collaborare”, oggi possiamo affermare che ogni Socio, continuando a collaborare con noi, ci aiuterà a soddisfare sempre meglio le sue aspettative e quelle dell’intero Paese. Alessandro Santoro Direttore Generale UNI |