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Dossier

Quale evoluzione normativa per l’agroalimentare?

Perché un dossier sull’attività normativa nel settore alimentare? Come consumatori e consumatrici non possiamo ritenere sufficienti il corpo legislativo italiano ed europeo, frutto anche del lavoro delle istituzioni che dichiarano, in modo determinato e convinto, la volontà di conquistare e mantenere la nostra fiducia e di salvaguardare la nostra salute? Allo stesso tempo, a fronte di questi impegni, al momento dell’acquisto nella dispersione degli spazi dei supermercati e dei centri commerciali piuttosto che alle bancarelle degli ambulanti o nei piccoli negozi al dettaglio ormai in via di estinzione non ci sentiamo pervasi da un sentimento di disorientamento e di scarsa capacità di scegliere tra tanti prodotti quelli che più rispondono al nostro benessere?

Il mondo normativo volontario del settore alimentare opera a fianco della legislazione sui temi della sicurezza alimentare, dell’agricoltura e dell’attenzione verso i consumatori raccogliendo l’interesse ed il contributo tecnico di tutte le componenti della filiera agroalimentare, comprese quelle che rappresentano la legislazione.
Con questo dossier intendiamo dare visibilità all’impegno dei principali soggetti coinvolti: la produzione primaria, con una delle associazioni professionali per illustrare l’utilità di riflettere in una norma gli accordi su aspetti specifici che li riguarda. A complemento, offriamo un approfondimento sulla produzione integrata: una tecnica agronomica oggi priva di una definizione nel quadro legislativo; l’Istituto Superiore di Sanità, per comprendere che l’utilità di partecipare ai tavoli normativi è anche quella di stringere una collaborazione sempre più stretta tra Ministero della Salute ed Ente Normatore ai fini di facilitare l’applicazione operativa dei concetti legislativi della sicurezza alimentare; la Federazione Confindustriale che raccoglie l’industria alimentare, per spiegare il valore delle norme volontarie di sistema e di processo ma anche di metodi di analisi quali strumenti per accrescere l’aggressività dei mercati attraverso il riconoscimento sul mercato da parte dei consumatori delle caratteristiche dei prodotti che appartengono alla nostra cultura secolare; la Federazione che rappresenta la grande distribuzione, per illustrare il ruolo delle norme volontarie quale riferimento concreto per aiutare ad equilibrare e rendere più trasparenti i rapporti di forza tra gli anelli della filiera agroalimentare.

L’intervento dei consumatori mira a far comprendere quali possono essere le opportunità delle norme volontarie per migliorare la fiducia dei consumatori e favorire da una parte la comunicazione tra l’industria alimentare e la grande distribuzione e dall’altra le nostre esigenze di un’alimentazione corretta e bilanciata da un punto di vista nutrizionale nel rispetto anche del piacere per il gusto e del benessere per la nostra salute psicofisica. L’insieme di queste testimonianze costituisce il segno della crescente attenzione ed interesse per il mondo normativo volontario.
Ne è prova anche la recente partecipazione ai tavoli normativi UNI di alcune significative componenti della filiera fino ad ora assenti: i produttori di sementi, un’associazione di stoccatori e di essiccatori di cereali e l’associazione dei produttori di mangimi.

In questa ottica nel dossier abbiamo dato voce al presidente della Commissione Agroalimentare (nuova denominazione della Commissione Alimenti e Bevande dell’UNI) per fare il punto sulla evoluzione storica di questo settore molto giovane sia in ambito nazionale che europeo circa le esigenze delle componenti. Sulla base del confronto sulle diverse problematiche emergenti che si realizza durante le riunioni della commissione, l’intervento ha lo scopo di delineare uno scenario di nuove tematiche oggetto di normazione o di sviluppo di alcune già in corso. Il crescente impulso dell’attività normativa nazionale è da leggere anche in stretta connessione con il fermento europeo, in particolare nella rete di collaborazione istituzionale tra Commissione europea, CEN, ISO, Codex Alimentarius ed EFSA (European Food Safety Authority). Creata nel 2003, essa prevede che le norme EN possano essere adottate all'interno dei regolamenti o delle direttive comunitarie.

Essendo gli organismi nazionali di normazione parte di questa rete, ne diventano il punto di incontro di andata e ritorno per formulare proposte nazionali da inoltrare in ambito internazionale e di interfaccia di argomenti trattati a livello CEN ed ISO. A questo proposito troverete in questo dossier sotto forma di cenno anche alcuni nuovi argomenti che riflettono l’evolversi del mercato e la pronta risposta dei soggetti della filiera: la conservazione dell’identità di alcuni ingredienti alimentari quali OGM ed allergeni ed i tappi sintetici.

a cura di Paola Visintin - Funzionario Tecnico UNI Commissione Agroalimentare




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