Giova anzitutto rilevare che è ormai tendenza consolidata del nostro Legislatore, al pari di quello comunitario, di demandare a “norme tecniche” la definizione particolareggiata dei parametri tecnici contenuti nei testi di legge. Questa prassi, largamente in uso da molto tempo anche nei paesi di diritto anglosassone, mira a conseguire l’obiettivo di assicurare che le cognizioni continuamente aggiornabili che promanano dalla rapida evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche siano tenute nel debito conto, con quella immediatezza che la produzione ordinaria delle norme da parte del potere legislativo non potrebbe in alcun caso assicurare. Ciò vale in ogni campo, ma particolarmente rilevante diviene quando si affronti il tema della sicurezza delle persone, dei prodotti, degli ambienti di lavoro.
Per questo motivo le direttive comunitarie e la legislazione nazionale fanno ricorso sempre più frequentemente al criterio del “rinvio recettizio” alle “norme tecniche” elaborate dagli enti di normazione europei e nazionali, che vengono pertanto immediatamente recepite ed investite di efficacia giuridica. Ne è un esempio recente il rinvio alle “norme tecniche” utilizzate dal Governo nel ddl riguardante il T.U. sulla sicurezza sul lavoro, successivamente ritirato. Ovviamente si cita questo esempio perché concerne un tema di fondamentale interesse per il nostro Istituto, la base portante della sua stessa “mission”, vale a dire la sicurezza e salute dei lavoratori insieme alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali: tutti diritti fondamentali costituzionalmente previsti e protetti (artt. 3, 32, 38 e 41). In tale contesto trova giustificazione la presenza di INAIL in UNI, presenza che si concretizza in un significativo sostegno economico all’attività e - ciò che appare di maggior rilievo - si manifesta attraverso la collaborazione attiva alle Commissioni tecniche, Sottocommissioni e Gruppi di lavoro (42 nostri rappresentanti sono attualmente in campo su questo fronte) e, d’ora in avanti, attraverso la presenza dell’Istituto negli organismi gestionali di vertice. Partecipare all’attività dell’UNI significa contribuire alla predisposizione di una normazione chiara, lineare, avulsa da ogni forma di condizionamento, ma solo giustificata dalle esigenze della tecnica e della scienza e tale da consentire di portare avanti una politica equilibrata e compatibile con lo stato di avanzamento del nostro sistema produttivo e con le risorse disponibili. In tal modo sul terreno dello specifico interesse pubblico sotteso all’attività dell’INAIL potranno essere raccolti i frutti di un’oculata gestione di “Safety and Health”, misurabile attraverso la riduzione del trend degli infortuni e delle malattie professionali. Quanto affermato non deve far pensare, tuttavia, che l’interesse dell’INAIL sia concentrato soltanto su quelle specifiche attività che sono dirette ai temi della sicurezza delle macchine, delle attrezzature, degli impianti e delle persone, sebbene questi temi costituiscano uno dei punti cardine dell’azione espletata dall’UNI, come espressamente garantisce il suo Statuto. Al contrario, l’INAIL estende il suo interesse ad altri campi, quali quelli della qualità della vita e dell’ambiente nonché tutti gli altri in cui l’azione dell’uomo è protagonista, essendo consapevole che ogni attività produttiva è svolta da uomini, per ciò stesso esposti, in modo disuguale ma mai nullo, a rischi di tipo occupazionale, vale a dire a quei rischi che l’INAIL è tenuto, in forma obbligatoria e pressoché monopolistica, ad assicurare attraverso le connesse fasi della prevenzione, del ristoro (realizzato da una molteplicità di prestazioni), della riabilitazione e del reinserimento. In questo contesto rientra anche l’impegno dell’UNI volto a regolamentare le procedure per la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi agli infortuni ed alle malattie professionali. Come pure rientrano gli sforzi di standardizzazione delle metodiche di analisi e valutazione dei rischi, anche attraverso la regolamentazione delle fasi di campionamento e di analisi degli inquinanti. Le scelte assunte e pubblicizzate dall’UNI attraverso la produzione delle “norme tecniche” riguardanti le caratteristiche delle macchine, degli apparati e degli impianti, o riguardanti la regolamentazione dei processi produttivi, comportano dirette ricadute sul versante di sicurezza e salute degli ambienti di lavoro e contribuiscono per questa via ad innalzare il livello di tutela degli interessi perseguiti dal nostro Istituto, che non a caso è ormai considerato per unanime riconoscimento un pilastro del sistema previdenziale ed un “bene” per il nostro Paese. Aggiungasi l’altro rilevante aspetto connesso col rapporto esistente tra “norme tecniche” e principi civilistici in tema di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, una questione, questa, che può produrre interessanti riflessi nel campo assicurativo nell’ottica delle relazioni intercorrenti tra datori di lavoro e terzi ritenuti responsabili degli infortuni. In questo quadro appare più che plausibile l’ipotesi che l’INAIL acquisisca un ruolo effettivo nell’attuazione dei controlli sulla corretta applicazione delle norme (in specie delle “norme tecniche” UNI), e ciò come necessario corollario dell’attività da sempre volta ad incentivare, anche economicamente, le aziende più virtuose e più capaci di meglio tutelare la personalità, la salute e la dignità dei lavoratori e, ad un tempo, il corretto funzionamento del mercato. E’ il caso di ricordare ancora come, nell’applicazione dei meccanismi di oscillazione dei tassi di premio, l’INAIL abbia inserito, tra gli altri, un elemento di riduzione rappresentato dall’applicazione in azienda di un Sistema di Gestione della Sicurezza del Lavoro (SGSL), da valutare anche sulla scorta delle Linee Guida coordinate ed elaborate nel 2001 in collaborazione tra UNI ed INAIL, col diretto coinvolgimento delle parti sociali. Inoltre non va sottaciuto che l’INAIL ha interesse a sostenere l’impegno dell’UNI verso la normalizzazione degli standard produttivi, un elemento di chiarezza e di uniformità, essenziale per assicurare al meglio la crescita del sistema produttivo italiano, dunque lo sviluppo della sua competitività. Non appaia, infine, un’affermazione di circostanza il manifestare la soddisfazione che proviamo nel constatare quale livello di credibilità l’UNI abbia ormai acquistato agli occhi del Paese, e segnatamente della Magistratura, per i meriti acquisiti in funzione dell’alto livello scientifico espresso dalle sue “norme tecniche”. E’ questo un primato che l’INAIL, per mio tramite, intende anche qui riaffermare ed altamente apprezzare. Vincenzo Mungari Presidente INAIL |