Incidenti, inquinamento ambientale, diseconomie e scarsa qualità nella vita di tutti i giorni sono la conseguenza diretta di inadeguata o assente manutenzione e scarsa sensibilità alle tematiche gestionali/conservative, frequentemente e impropriamente richiamate in messaggi verdi/ambientalisti, più che altro propagandistici in quanto privi di proposte di soluzione concreta dei problemi. Il mondo che ci circonda, alla luce del progresso industriale/sociale e dell’odierno sviluppo demografico non può più ritenersi sconfinato; esso, deve invece essere considerato un volume ben definito, straordinariamente complesso, all’interno del quale ogni attività umana, sociale e produttiva richiede un attento ed accurato controllo, pena il caos e l’insoddisfazione dei cittadini.
Le cronache quotidiane sono ricche di resoconti di incidenti, di disagi di ogni genere e di ingenti sperperi economici. Alla politica spetta il compito di formulare gli indirizzi risolutivi alla luce di obiettivi chiari e di esigenze che sono sotto gli occhi di tutti. Se tali indirizzi risultano poco concreti, disarticolati e soggetti a spinte emozionali, la conseguenza è il rinvio delle soluzioni e il graduale degrado. Ci si permette, quindi, di sottoporre sommessamente all’attenzione dei decisori istituzionali l’importanza della scienza e della tecnica, troppo spesso trascurate, ovvero relegate a meri strumenti per informare ad effetto il pubblico su nuove realizzazioni o su nuove apparecchiature dalle molteplici funzionalità. L’ingegneria, viceversa, dovrebbe essere presa in considerazione anche e soprattutto quale disciplina per il governo efficiente e correttamente informato dei processi che interessano la quotidianità dei cittadini. Da questo punto di vista la manutenzione, in particolare, si pone fra le discipline ingegneristiche fondamentali, perché straordinariamente trasversale rispetto ai diversi ambiti di vita, e basilare per il corretto approccio tecnico e gestionale ad essi. Perché tale virtuosa prospettiva si realizzi, è indispensabile evitare che la manutenzione venga, anche dagli stessi tecnici, trattata come nebulosa indistinta, mentre, al contrario, deve assumere nelle applicazioni i caratteri di entità ingegneristica. Occorre, dunque, il ricorso a criteri progettuali e di calcolo ben definiti, oltre che sperimentati, che, alla luce di esigenze prioritariamente individuate, conducano il tecnico al calcolo di obiettivi quantitativi ragionevolmente certi. Se ciò non si verifica, i progetti di manutenzione potranno al massimo essere considerati come mere descrizioni qualitative, con il risultato di offrire ai cittadini soluzioni scarsamente soddisfacenti ma soprattutto deludenti. Se ciò dovesse verificarsi, si otterrebbe il decadimento nell’opinione pubblica dell’importanza sociale e politica della manutenzione, come già è accaduto per un’altra disciplina ingegneristica fondamentale, ovvero la qualità. Essa, a causa di operatori spregiudicati e in assenza di adeguato controllo governativo, da fattore di competitività e di sviluppo sociale, è oggi soprattutto considerata come la procedura utile solamente per ottenere un marchio di qualità, privato di gran parte dei significati tecnici. Gli articoli del dossier offrono autorevoli spunti di riflessione su diversi aspetti che il CNIM, nella sua azione politica, propulsiva e di sorveglianza culturale sulla manutenzione, reputa oggi caratterizzati da particolare valenza strategica. Dalla loro lettura si trarrà la seguente considerazione generale sintetica. La manutenzione deve essere progettata sulla base di criteri ingegneristici quantitativi. L’appalto dei servizi di manutenzione, che comporta importanti responsabilità civili e soprattutto penali, sia per i committenti, sia per i fornitori di manutenzione, deve avvenire alla luce di una azione tecnica di sistematica qualificazione dei fornitori e di controllo del loro operato. Con ciò i committenti, non limitandosi a scegliere i fornitori solo sulla base dei prezzi offerti, potranno trarre i reali benefici economici che la manutenzione rende concretamente possibili, favorendo al contempo lo sviluppo e la crescita culturale di operatori della manutenzione in grado di soddisfare adeguatamente le esigenze dei cittadini. La sanità, per complessità tecnologica, valore degli assets tecnici e rilevanza sociale, costituisce un ambito esemplare nel quale è urgente che la manutenzione trovi collocazione adeguata. Per questa ragione il CNIM, oggi, su tale importante settore concentra maggiormente e in primo luogo la propria attenzione.o. a cura di CNIM - Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione |