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Editoriale

Il rilancio del Sistema Italia all'estero

Antonio MarzanoII disegno di legge per l’internazionalizzazione delle imprese, approvato definitivamente al Senato il 23 marzo 2005, costituisce un passo fondamentale per il rilancio all'estero del Sistema Italia. Il provvedimento si inserisce nel quadro di una politica del governo rivolta al rafforzamento della competitività dell'Italia e della proiezione all’estero delle sue imprese. L'apertura verso l'estero è diventata parte integrante dell'attività delle imprese italiane: di qui la necessità di definire strumenti che ne facilitino la penetrazione e l'affermazione in mercati stranieri e che, più in generale, consentano all'economia italiana di presentarsi sui mercati mondiali valorizzando le proprie potenzialità. La necessità di un intervento di riorganizzazione delle funzioni e delle competenze che, migliorando l'efficacia e il coordinamento delle azioni svolte dai soggetti operanti all'estero, sappia fornire alle imprese l'assistenza e i servizi necessari per facilitare l'internazionalizzazione del sistema produttivo è resa ancor più evidente se si considera che il tessuto produttivo italiano è composto al 99% da aziende di piccole e medie dimensioni, per le quali l'affermazione in un contesto internazionale senza un'adeguata rete di supporto risulterebbe ancor più difficile.

Il disegno di legge è il segno della grande attenzione che il governo rivolge a questi temi. Sono evidenti i vantaggi in termini di orientamento, assistenza e consulenza per le imprese che deriveranno dall'istituzione degli sportelli unici, come strumenti di raccordo tra tutte le strutture che operano per il sostegno all'internazionalizzazione del sistema produttivo italiano. La produzione e la commercializzazione dei prodotti italiani all'estero sarà facilitata dalla presenza di un supporto istituzionale qualificato e competente, che potrà peraltro avvalersi anche della preziosa collaborazione degli enti e degli istituti preposti alla formazione e all'informazione. Occorre poi sottolineare come l'istituzione di un unico punto di riferimento per gli operatori economici all'estero possa costituire un’occasione per favorire le attività di attrazione degli investimenti esteri in Italia, consentendo così di valorizzare le potenzialità offerte dal nostro Paese.

Gli obiettivi di sostegno generale all'internazionalizzazione del sistema produttivo sono confermati dall'inclusione, tra le funzioni affidate agli sportelli unici, dei compiti di assistenza legale alle imprese, di tutela dei diritti di proprietà industriale e intellettuale, nonché di lotta alla contraffazione. Al riguardo, vogliamo anche concentrarci su protocolli d’intesa coi Paesi extracomunitari per limitare l’arrivo di prodotti non a norma e su un efficace sistema di accreditamento per la certificazione, realizzando un unico ente italiano. Con UNI dobbiamo collaborare strettamente per estendere l’uso delle norme tecniche: per garantire l’automatico aggiornamento degli aspetti tecnici delle leggi e per tutelare il consumatore tramite la certificazione del prodotto. Il ruolo che UNI svolge -e svolgerà in futuro- si pone per importanza al livello degli strumenti di sistema per l’intero Paese.

Nel raccordare l'azione di tutti gli organismi e gli enti operanti nel settore dell'internazionalizzazione, il disegno di legge intende valorizzare le professionalità e le competenze già acquisite. In un'ottica di efficienza e snellezza burocratica, sarà possibile selezionare per la direzione di ciascuno sportello le professionalità più idonee a ricoprire gli incarichi sulla base delle esigenze funzionali delle varie sedi. Parallelamente, si prevede la creazione di strutture per la formazione del personale operante presso gli sportelli unici.

Il provvedimento contiene, inoltre, disposizioni per favorire l'attuazione dell'accordo quadro con le università in tema di internazionalizzazione. La definizione di forme di raccordo tra gli organismi istituzionali e i vari soggetti operanti nei singoli comparti, tra i quali gli organismi di rappresentanza delle imprese, potrà facilitare lo sviluppo di significative sinergie nella realizzazione delle iniziative. È assai positiva anche la possibilità di sottoscrivere accordi di programma e di settore con le Regioni.
Concludendo, è opportuno ribadire il carattere strategico delle misure contenute nel disegno di legge, che forniscono una cornice entro la quale le nostre imprese potranno operare per far fronte alle sfide imposte dagli attuali scenari economici.

Antonio Marzano
Ministro delle Attività Produttive




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