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Dossier

La direttiva macchine oggi

La direttiva 98/34/CE, conosciuta come direttiva Macchine, malgrado non fosse la prima direttiva del tipo “Nuovo Approccio”, è stata sicuramente quella di maggior impatto, sia per il mercato sia per il mondo della normazione tecnica volontaria, perché ha introdotto moltissime novità nel modo di costruire le macchine.
Per apprezzare la portata di questa affermazione, è utile rammentare il concetto di “macchina”, intesa come un insieme di elementi o di organi tra loro collegati con circuiti di potenza, per effettuare una determinata applicazione come, la trasformazione, il trattamento, lo spostamento e il condizionamento di un materiale.
L'industria meccanica svolge un ruolo trainante per l’intera economia in quanto fornisce agli altri settori industriali (agricolo, minerario, edile, trasporti, ecc.) le attrezzature necessarie per il loro “sostentamento”. Per di più, grazie ad un considerevole contributo dell’industria italiana, l'Unione Europea è il maggiore esportatore di macchine e attrezzature meccaniche.
A più di dieci anni dalla sua applicazione, quali e quanti obiettivi della direttiva Macchine sono stati recepiti dal mercato italiano?

Nel corso di questo dossier si è cercato di rispondere in modo completo a questo interrogativo, dando particolare rilevanza al concetto, secondo il quale, le macchine devono funzionare senza esporre a rischi evitabili gli operatori. Pertanto, le misure adottate devono permettere di eliminare il rischio di infortuni durante la vita presunta della macchina, comprese le fasi di montaggio e di smontaggio.

La risposta dei fabbricanti ha fatto emergere che la direttiva Macchine ha stimolato in modo particolare i progettisti perché chiamati a scegliere soluzioni più opportune per:

  • eliminare o ridurre i rischi nel miglior modo possibile (integrazione della sicurezza nella progettazione e nella costruzione della macchina);
  • adottare le misure di protezione necessarie nei confronti dei rischi che non possono essere eliminati;
  • informare gli utilizzatori dei rischi residui dovuti all’incompleta efficacia delle misure di protezione adottate;
  • indicare se è richiesta una formazione particolare per gli operatori e segnalare se è indispensabile che essi siano dotati di un dispositivo di protezione individuale.

In altre parole la progettazione della macchina deve attuare una misura di progettazione intrinsecamente sicura al fine di eliminare i rischi. Poiché questo non è sempre possibile, i rischi eccedenti si riducono con le misure di protezioni e si descrivono in maniera esplicita i rischi residui mediante il manuale d’uso.
Da ciò si evince che è necessario:

  • il fascicolo tecnico, che costituisce la fonte di notizie, di dati, di informazioni aziendali che dovrebbero essere resi noti e condivisi in ambito tecnico e produttivo;
  • l’analisi dei rischi, che permette di acquisire una conoscenza profonda della macchina per offrire al mercato un prodotto intrinsecamente sicuro. Questo documento deve essere accurato, puntuale e con una forte valenza legale, tanto da rendere rintracciabili, nel tempo, le risposte e le motivazioni che hanno portato ad adottare determinate soluzioni per eliminare o ridurre i rischi legati al bene tecnico;
  • il manuale d’uso, per trasferire le informazioni in modo comprensibile ed univoco adottando il principio di comunicazione visuale “vedere - pensare - usare” contrapposto a quello testuale “leggere - sperare di interpretare - tentare di usare”.

La direttiva Macchine, e con essa le altre direttive “Nuovo approccio”, costituiscono la pietra miliare del mercato unico ai fini della libera circolazione delle merci. I meccanismi per realizzare tale obiettivo si basano sull’armonizzazione tecnica volontaria. Ovvero la Commissione Europea indica i requisiti essenziali di sicurezza e di salute per uno specifico prodotto demandando agli Enti di normazione europei: CEN e CENELEC l’incarico di redigere norme europee EN che specificano soluzioni tecniche adeguate. Agli Enti normatori europei spetta il compito di elaborare tali norme, soprattutto quelle armonizzate, le quali, elaborate su mandato della Commissione Europea, vengono riconosciute come adeguate a garantire la “presunzione di conformità” ai requisiti essenziali delle direttive “Nuovo approccio”. Ad oggi le norme europee armonizzate per la Direttiva Macchine sono ben 720, e costituiscono un pacchetto normativo considerevolmente strutturato. Un esempio in tal senso lo possiamo trovare nelle norme sul rumore.

a cura di Roberto Bottio - Funzionario Tecnico UNI Comparto Meccanica




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