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Passi avanti sulla via della gestione della sicurezza alimentare

Novità in materia di sistemi di gestione della sicurezza alimentare (SMSA). Un nuovo documento della serie ISO 22000 definisce le esigenze per gli organismi che realizzano l’audit e la certificazione dei SMSA.
La specifica tecnica ISO/TS 22003:2007 offre informazioni, criteri e linee direttrici per realizzare l’audit e la certificazione secondo la norma ISO 22000:2005. Essa sarà dunque utile per gli organismi certificatori, gli organismi di accreditamento che le approvano, i fornitori che si augurano di avere il loro SMSA certificato, i loro clienti e le autorità pubbliche del settore agroalimentare.

Sul tema dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare riportiamo la traduzione dell’articolo pubblicato sul numero di gennaio-febbraio 2007 di ISO Management Systems, rivista bimestrale edita dal Segretariato Centrale ISO. Il contributo, dal titolo “Requisiti per la certificazione del sistema di gestione della sicurezza alimentare”, realizzato da Didier Blanc - uno dei promotori del progetto di sviluppo della ISO/TS 22003 - fornisce un’analisi approfondita sull’argomento.

Fin dal 2004, già mentre si elaboravano i requisiti per la certificazione del sistema di gestione della sicurezza alimentare, pubblicati come ISO 22000 nel settembre 2005, gli esperti coinvolti si erano resi conto della necessità di un documento aggiuntivo, che specificasse i requisiti per quegli organismi che svolgono attività di certificazione in conformità a tale norma, requisiti che si prevedeva di contenere in una specifica tecnica, denominata ISO/TS 22003, la cui stesura ha avuto inizio nei primi mesi del 2005.
L’articolo contiene il resaoconto dell’ultima riunione del gruppo di esperti internazionali che si stanno occupando dell’ISO/TS 22003, tenutasi dal 27 al 29 settembre 2006 a Copenhagen.

Necessità urgenti
Una norma sul sistema di gestione che può essere usata per la certificazione richiede un materiale di supporto su due livelli:

  • Direttive, linee guida e raccomandazioni utili all’interpretazione della norma, destinate a coloro che ne fanno uso: è il caso della ISO 9004:2000 "Sistemi di gestione per la qualità - Linee guida per il miglioramento delle prestazioni", per quanto riguarda la ISO 9001:2000 "Sistemi di gestione per la qualità - Requisiti", e dell’ISO/TS 22004:2005 "Food safety management systems - Guidance on the application of ISO 22000:2005"
  • Requisiti per gli organismi di certificazione, destinati a chi accredita tali organismi, come, per esempio, la ISO/IEC 17021 "Valutazione della conformità - Requisiti per gli organismi che forniscono audit e certificazione di sistemi di gestione".

Nel caso specifico del sistema di gestione della sicurezza alimentare, l’impressione avuta era che i requisiti della ISO/IEC 17021 (allora ancora in fase di bozza) necessitassero di una maggiore specificità su una serie di punti, in particolare rispetto alle seguenti questioni fondamentali:

  • Scopi e categorie di attività applicabili all’accreditamento di organismi di certificazione e la qualifica dei loro auditor;
  • Requisiti e criteri di qualifica per gli auditor, secondo gli scopi o le categorie di attività delle organizzazioni da certificare (dalle applicazioni della ISO 22000 alle altre organizzazioni della filiera alimentare);
  • Scopo delle due fasi di audit nella certificazione (essendo ora richiesta una duplice fase di audit a fronte della ISO/IEC 17021 per tutte le certificazioni di sistemi di gestione);
  • Limiti e potenzialità di un approccio di audit basato sulla campionatura di aziende multinazionali;
  • Durata degli audit e criteri di definizione di tale durata.

Nonostante fossero destinati, in linea di principio, agli organismi di accreditamento e ai loro clienti, ovvero gli organismi di certificazione, questi requisiti sono di interesse anche per chi utilizza le norme di base (nella produzione, nell’industria, nella distribuzione) dal momento che hanno un impatto sul costo della certificazione.
Inoltre, prima di affidarsi alla certificazione, i maggiori rivenditori - che sono tra i primi promotori della diffusione dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare - hanno il diritto di sapere come, e a fronte di quali livelli di requisiti, si prevede avvenga l’iter di certificazione in conformità alla norma in questione.
Il progetto di norma ISO/TS 22003 ha avuto inizio ai primi del 2005, e ha tenuto conto di tutti i parametri sopra citati.

Una strada più lunga
Idealmente, l’ISO/TS 22003 avrebbe dovuto essere disponibile contemporaneamente alla ISO 22000, cioè nel settembre 2005. La programmazione iniziale prevedeva la possibile pubblicazione entro la fine del 2005 o l’inizio del 2006. Tuttavia, la votazione sulla prima bozza sottoposta dal gruppo di esperti - ISO/TC 34 “Prodotti alimentari”, il Gruppo di Lavoro WG 11, un gruppo di esperti provenienti dall’ISO/CASCO, il Comitato per la valutazione di conformità - è risultata negativa per un solo voto. Di conseguenza, la riunione inizialmente fissata per il novembre 2005 al fine di perfezionare il testo sulla base dei commenti ricevuti è stata, invece, dedicata a rifinirne il testo, con lo scopo di sottoporre al voto una seconda bozza.
Una serie di fattori, incluso il necessario coordinamento con la norma ISO/IEC 17021 elaborata in parallelo, ha bloccato la pubblicazione di questa seconda bozza, resa disponibile nell’aprile 2006. La votazione della nuova bozza ISO/TS 22003, conclusasi il 15 agosto 2006, ha dato esito positivo per un solo voto, malgrado quello negativo espresso da nove paesi, compresi alcuni tra quelli che hanno maggiori interessi nel settore.

Questioni delicate
Mentre l’iter di elaborazione della ISO 22000 era stato positivo e senza intoppi e si era concluso con l’approvazione all’unanimità della bozza finale, le cose sono andate in modo completamente diverso per la ISO/TS 22003.
Le ragioni sono facili da comprendere, dal momento che non era più, come per la ISO 22000, una questione di “cosa” o “perché”, quando erano tutti d’accordo sulla necessità di un approccio sistematico al sistema di gestione della sicurezza alimentare basato sull’analisi del rischio e il controllo del punto critico. Intorno ai temi trattati nella ISO/TS 22003 questa volta la questione riguardava:

  • Chi: quali auditor, qualificati da chi e secondo quali criteri?
  • Come: per quali scopi di attività, e che scopo per la fase di audit?
  • Quanto: quanto dovrebbe durare l’audit e quindi qual è il suo costo?
  • Quando: con quale frequenza dovrebbe avvenire l’audit e quindi quali dovrebbero essere i costi totali?
  • Dove: che tipo di campionamento (dovrebbe essere previsto) nel caso di organizzazioni multinazionali - e ancora una volta quale dovrebbe essere il costo?

Conclusioni concrete
Alla luce di quanto sopra, la nuova riunione, svoltasi dal 27 al 29 settembre 2006 a Copenhagen, si è focalizzata sull’esame di 80 pagine di commenti espressi dai Paesi sulla seconda bozza.
I commenti relativi all’ISO/IEC 17021 sono stati esaminati rapidamente, poiché era stato già deciso precedentemente di eliminare il testo di questa norma dall’ISO/TS 22003 e di inserire solo una specifica guida settoriale per la certificazione dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare.
Il resto dei commenti é stato suddiviso e affidato ai quattro gruppi incaricati di elaborare soluzioni proposte sulla base dei commenti, da sottoporre poi alla riunione plenaria per l'approvazione.
Ecco una sintesi del lavoro fatto dai quattro gruppi:

Segmentazione della filiera alimentare
Il modello sottoposto a votazione è stato approvato con pochi cambiamenti: suddivisione delle due categorie (distribuzione e ristorazione) e chiarimenti o correzioni fornite negli esempi di settore.

Campionatura di società multinazionali
L’ISO/IEC 17021 si occupa di campionamenti in situ per il lavoro di audit all’interno di organizzazioni multinazionali. Questa opzione è stata oggetto di un acceso dibattito sulla certificazione ISO 22000, in quanto la buona pratica igienica (PRP) dovrebbe essere sottoposta ad audit in situ.
Si é trovata una duplice soluzione al fine di far fronte ai vincoli finanziari e alla scarsa credibilità presente in questo ambito:
- il campionamento è autorizzato solo per alcuni soggetti (ad esempio, produzione agricola e distribuzione) ed è proibito nella industria di trasformazione di prodotti alimentari;
- il campionamento deve coprire un minimo di 20 siti, più un sito per un gruppo di altri cinque .

Durata dell’audit
Si è giunti a un compromesso non facile tra credibilità, pressioni del mercato e comparazione con altre norme in contrasto.
Si è elaborato un modello semplice ed efficace,basato sui seguenti parametri:
- durata minima di base (varia in relazione alla categoria);
- numero di studi HACCP (da sottoporre ad audit sia su carta che in situ fino a quando viene coinvolta un’altra linea di produzione);
- esistenza di un altro sistema certificato (può giustificare una riduzione);
- numero di dipendenti.

Qualifica e capacità dell’auditor
Qualificare sulla base di criteri “contabili”, in particolare quando si parla di esperienza, è abbastanza semplice, ma i suoi limiti sono ovvi. L’ISO/IEC 17021 evidenzia il concetto di capacità, difficile da specificare e da valutare.
E’ stato elaborato un quadro di riferimento per la qualifica e le capacità relative alle quattro categorie di “attori”principali nel processo di certificazione: quelli incaricati della revisione dei contratti, gli auditor, gli esperti e coloro che sono responsabili delle decisioni riguardanti la certificazione.

Prospettive più chiare
È necessario assicurarsi che la versione finale dell’ISO/TS 22003 fissi le condizioni di base per consentire la certificazione in conformità alla ISO 22000 di trovare e giustificare la propria collocazione, sul piano tecnico ed economico, accanto ai documenti privati esistenti.
Il ritardo nel completamento dell’ISO/TS 22003 ha logicamente portato a un certo riserbo da parte dei servizi di accreditamento, il che significa che oggi si sta affrontando una situazione a livello mondiale in cui:

  • l’accreditamento di chi certifica secondo la ISO 22000 non è ancora possibile in molti Paesi;
  • l’accreditamento si svolge su basi diverse di fatto in tutti i Paesi in cui gli enti di accreditamento hanno deciso di seguire la richiesta del mercato e accreditare prima che la ISO/TS 22003 sia resa disponibile.

La pubblicazione della ISO/TS 22003 - che si avrà di fatto nei primi mesi del 2007 - sostenuta da tutte le parti in causa, porrà rimedio alla situazione e armonizzerà a livello internazionale la certificazione del sistema di gestione della sicurezza alimentare.

Steps forward on the way of food safety management
Something new is being developed in the field of food safety management systems. A newly published document of the ISO 22000 series supplies the Bodies in charge of auditing and certification for food safety management systems with the requirements needed for this. This question is covered by an article published in the January-February 2007 issue of “ISO Management Systems”, the two-monthly review published by ISO Central Secretariat. This article, titled “Requirements for food safety management system certification”, written by Didier Blanc, one of the first developers of the ISO/TS 22003 draft, offers a comprehensive overview of this issue.




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