GPS? Global Positioning System, ovviamente. Beh, non proprio, quanto meno non solo. In questo dossier non si parlerà, infatti, della tecnologia che ha reso possibile la navigazione satellitare e la tracciatura della posizione su scala terrestre, bensì delle Specifiche Geometriche dei Prodotti (Geometrical Product Specification - GPS), un sistema di norme che, nelle intenzioni dei suoi ideatori, dovrebbe ovviare alle perdite che il settore manifatturiero subisce a causa di inadeguatezze ed incomprensioni nella documentazione tecnica, perdite che l’ISO ha quantificato essere comprese tra il 15% ed il 20% dei costi di produzione, per un ammontare di circa 1,5 miliardi di dollari l’anno.
Ma, al di là delle cifre, cosa si cela dietro questa amena dicitura? In realtà il settore geometrico dimensionale è un branca storica dell’ingegneria: la codificazione della documentazione tecnica di prodotto (TPD), la definizione dei principi fondamentali dell’indicazione delle tolleranze, le modalità di verifica sul pezzo reale, la specifica delle caratteristichemetrologiche delle apparecchiature di misurazione e relativi taratura e corretto utilizzo, sono, infatti, tutti processi fondamentali dell’industria manifatturiera, ai quali il mondo della normazione ha da sempre dato un fattivo contributo. Avrete già intuito che la novità non risiede invero nello “scopo e campo di applicazione” del GPS, ambito in cui la normativa si è sedimentata nel tempo in maniera non sempre coordinata, quanto nelmodo in cui un comitato tecnico ISO decise, nel lontano 1995 - sotto la risoluta direzione di un estroverso ingegnere danese, Per Bennich, e del segretario Hans Henrik Køster - di darvi un nuovo ordine nonché una originale, rigorosa strutturazione. Quest’ultima si basa su un semplice, quanto ambizioso, principio: rendere completamente coerenti, limitatamente all’aspetto geometrico di competenza, i processi di progettazione, fabbricazione e misurazione, definendo un linguaggio e delle regole comuni per i diversi attori della produzione, in particolare agli specialisti di progettazione, produzione e controllo dimensionale, eliminando ogni tipo di ambiguità nella comunicazione tecnica: dall’ideazione al collaudo. Dopo un inizio non proprio semplice, si può oggi affermare senza timore di smentita che l’ISO/TC 213 si è fatto promotore di una silenziosa "rivoluzione copernicana", che non solo ha portato alla definizione di uno dei più strutturati corpus normativi dell’intero panorama ISO/CEN, ma anche ad un nuovo modo di concepire, fors’anche interpretare, la normazione in sé. Ma non è il caso di scoprire tutte le carte in anticipo. V’invitiamo piuttosto a leggere un insieme coordinato d’interventi degli esperti che in ambito nazionale, a partire dalla commissione tecnica UNI “GPS - Specifiche e verifiche dimensionali e geometriche dei prodotti”, si sono fatti promotori del sistema GPS verso la realtà produttiva italiana. Questo breve percorso introduttivo al sistema è stato volutamente strutturato secondo un approccio “bottom-up”, non privo di riferimenti storici e pratici, al fine di rendere ancor più evidente la necessità e l’estremo rigore del sistema stesso. Dall’excursus storico sull’indicazione delle tolleranze, all’analisi di prestazione delle CMM, dalle regole decisionali per l’accettazione ed il ruolo dell’incertezza di misura, fino ad addentrarci nella struttura matriciale del corpus normativo e nella “filosofia GPS”, cercheremo di dimostrarvi che dietro al sistema GPS c’è assai di più da scoprire che un banale equivoco sull’acronimo.... a cura di Marco Cibien - Funzionario Tecnico UNI |