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Dalla revisione della UNI 10722 nuove indicazioni per la verifica del progetto edilizio

Le motivazioni sostanziali: strumentare più efficacemente il progetto di Lavori Pubblici
La norma UNI 10722 "Edilizia – Qualificazione e verifica del progetto di nuove costruzioni", elaborata dalla Commissione Processo edilizio, è divisa in tre parti:

  • Parte 1: Principi, criteri generali e terminologia;
  • Parte 2: Definizione del programma del singolo intervento;
  • Parte 3: Pianificazione del progetto e pianificazione ed esecuzione delle verifiche del progetto di un intervento edilizio.

La pubblicazione dell’ultima delle tre parti è avvenuta nell’ottobre del 1999.
La revisione di tale norma divenne un’attività sostanziale, impegnando per oltre un anno e mezzo il Gruppo di Lavoro, quando, a seguito di due pubblicazioni apparse negli anni successivi, si prese atto di diversi interessanti sviluppi e approfondimenti di alcune sue indicazioni in relazione al suo utilizzo per i Lavori Pubblici. Il “Manuale pratico UNI ITACA - Processo di programmazione e progettazione preliminare di interventi edilizi” e le “Linee guida per la qualificazione del procedimento di Lavori Pubblici” da parte della Regione Lombardia, contenevano, infatti, interessanti indicazioni sugli studi di fattibilità, attraverso i quali, oltre a decidere tra diverse eventuali ipotesi di intervento, si prefigurano le disposizioni per il successivo documento preliminare alla progettazione dell’ipotesi prescelta; sulla predisposizione di documenti preliminari alla progettazione per le varie tipologie di intervento (nuova costruzione, riqualificazione del costruito, manutenzione del costruito, interventi su edifici tutelati) e, in modo particolare, sul livello preliminare sempre secondo le varie tipologie di intervento.

Il lavoro preliminare di analisi e la definizione degli obiettivi
Il Gruppo di Lavoro (GL2) costituitosi verso la metà del 2004 per la revisione della norma, nelle prime riunioni aveva in prima analisi individuato i seguenti punti attraverso i quali meglio rispondere alle esigenze degli utilizzatori della norma:

  1. una maggiore specificità delle indicazioni per i vari livelli di sviluppo – strategico, definitivo e operativo - del Programma dell’intervento edilizio, da collegarsi anche più efficacemente ai momenti critici dell’attività decisionale in fase di progetto;
  2. il problema della progressiva ottimizzazione delle scelte progettuali durante la progettazione, in particolare nel passaggio da quella preliminare a quella definitiva, in modo da determinare e nello stesso tempo accertare il soddisfacimento dei requisiti del programma;
  3. il problema della ricerca nei documenti di progetto delle informazioni (caratteristiche delle scelte) riferibili ai requisiti espressi nel programma e a quelli impliciti, cioè non espressi ma sottintesi;
  4. un miglioramento generale del modo di esprimere i concetti contenuti nella norma, collegato ad un adeguamento terminologico, sia di completamento, sia di maggiore efficacia delle definizioni.

Vediamoli in dettaglio:

1. Maggiore specificità di tipi di indicazione contenuti in ciascuno dei tre livelli del Programma di intervento e collegamento con le fasi decisionali più critiche. Innanzitutto, considerando che il Programma operativo dell’intervento (il secondo livello) corrisponde al Documento preliminare alla progettazione previsto dal decreto 554/99, sarebbe opportuno, chiamarlo direttamente nella norma con tale nome.  Di conseguenza, cercare di riferire direttamente i tipi di indicazione della norma UNI a quelli elencati nel Regolamento di attuazione della Legge Merloni (art. 14, comma 5).
Successivamente, stante che il documento preliminare alla progettazione è da redigere prima del progetto preliminare per essere utilizzato, quindi, per il suo avvio e, successivamente, per la sua verifica, si è ritenuto opportuno riferire i tipi di indicazione del precedente livello strategico del documento preliminare (primo livello) alle informazioni da ottenere mediante i cosiddetti studi di fattibilità dell’intervento, da utilizzare poi per la redazione del documento preliminare alla progettazione.
Al riguardo si sarebbero dovuti chiarire gli ambiti (normativo cogente, economico finanziario, di salvaguardia ambientale, tecnologico, ecc.) e l’approfondimento delle informazioni da ottenere attraverso gli studi di fattibilità per meglio avviarne la ricerca e indirizzarne i risultati.
Infine, é stata formulata l’ipotesi di collegare i tipi di contenuto del livello descrittivo del documento preliminare (il terzo livello) agli esiti progettuali, cioè alle scelte, della progettazione preliminare (verificate e approvate) e alle condizioni (eventuali nuove opportunità o nuovi vincoli) che possono essere presenti in tale momento presso la committenza. In pratica tali indicazioni costituiscono un aggiornamento del documento preliminare alla progettazione che accompagna il progetto preliminare per essere sviluppato e approfondito nella progettazione definitiva in modo da soddisfare nuove esigenze o opportunità.

2. Progressiva ottimizzazione delle scelte progettuali attraverso gli esiti di verifiche in corso di progettazione. Il GL aveva segnalato l’opportunità di concludere la 3a parte della norma con un’ulteriore appendice che presentasse dei modelli schematici di processo di progettazione, secondo i tre livelli, attraverso delle ipotesi di fasi. I modelli avrebbero potuto essere riferiti a ipotetiche configurazioni delle metodologie di verifica indicate nella 10722 - 3 e richiamarsi alle altre norme UNI sul processo e la qualità edilizia, quali:

  • la UNI 10723 "Classificazione e definizione delle fasi processuali degli interventi edilizi di nuova costruzione";
  • la UNI 10839 "Terminologia riferita all’utenza, alle prestazioni, al processo edilizio e alla qualità edilizia".

Tali modelli di sviluppo e di coordinamento del progetto, avrebbero potuto costituire una logica conseguenza delle indicazioni relative alle fasi decisionali del processo edilizio e degli aspetti del progetto edilizio (urbanistico territoriale, funzionale spaziale, ambientale, tecnologico, ecc.) consentendo, comunque, ai progettisti un loro percorso progettuale individuale, frutto dell’esperienza e delle condizioni di intervento.

3. Verifica del soddisfacimento dei requisiti attraverso la ricerca e l’individuazione delle informazioni nel progetto. In relazione alla metodologia delle verifiche (non più chiamate controlli) del progetto sotto l’aspetto del soddisfacimento dei requisiti indicati nel documento preliminare alla progettazione e di quelli impliciti, si è ritenuto che si dovesse chiarire nella revisione della norma che tali verifiche dovessero essere precedute, per ciascun requisito, da quelle sotto gli altri due aspetti, di completezza e chiarezza e di affidabilità, delle pertinenti informazioni di progetto.
Si è rilevata, infatti, la necessità di collegare opportunamente tra loro gli aspetti delle verifiche durante la loro esecuzione, evidenziandone la consequenzialità.
Il GL ha osservato al riguardo che la verifica dei requisiti indicati nel documento preliminare alla progettazione è particolarmente relativa al livello preliminare del progetto, mentre quella dei requisiti impliciti è particolarmente rivolta al progetto definitivo e soprattutto a quello esecutivo.
Inoltre, occorre evidenziare chiaramente nella norma il ruolo di indirizzo per le successive verifiche svolto dalle indicazioni progettuali già verificate e, quindi, validate nel livello precedente.
In effetti, escludendo il livello preliminare che si basa esclusivamente sul documento preliminare alla progettazione, è solo partendo dalle indicazioni del livello precedente del progetto che è possibile predisporre la verifica di quello successivo, attraverso l’accertamento della completezza e della chiarezza degli sviluppi e degli approfondimenti delle successive indicazioni. In altre parole si verifica la conformità degli approfondimenti e degli sviluppi di un progetto sia relativamente a quanto già progettato in modo conforme, sia a quanto indicato nel documento preliminare.
Relativamente alla verifica del soddisfacimento dei requisiti impliciti, cioè quelli non espressamente indicati ma sottintesi, si è ritenuto necessario fare diretto riferimento ai “Requisiti essenziali” della Direttiva 89/106/CEE, con le necessarie estensioni, per i livelli definitivo e esecutivo del progetto, alla normativa UNI, quella prestazionale e quella relativa alle categorie di prodotti.
Il GL aveva anche ipotizzato la possibilità di precisare i criteri o i metodi da seguire per la verifica di ogni livello di progettazione, relativamente agli aspetti della qualità edilizia: aspetti di inserimento urbanistico territoriale, aspetti distributivi, aspetti prestazionali, aspetti tecnico costruttivi, ecc. facendo esplicito riferimento alla UNI 10838 "Terminologia riferita all’utenza, alle prestazioni, al processo edilizio e alla qualità edilizia".
Sempre relativamente alla correlazione degli aspetti della verifica per un’efficace esecuzione del progetto, il GL aveva ritenuto opportuno indicare espressamente nella norma il valore di eccellenza della predisposizione delle informazioni secondo i tipi di documenti progettuali: una chiara e finalizzata organizzazione dell’informazione progettuale, sia grafica che verbale, consente un’agevole comunicazione per una verifica efficace ed efficiente (costi della verifica e dei suoi errori). Il GL aveva suggerito, quindi, l’opportunità di sviluppare degli esempi di coordinamento degli elaborati di progetto.

4. Miglioramento della terminologia e della comunicazione dei contenuti della norma. Relativamente all’adeguamento terminologico, il GL aveva ritenuto indispensabile, oltre ad una rilettura attenta delle definizioni, l’introduzione di ulteriori termini necessari o a sostituire termini già presenti ma inadeguati o a incrementare quelli da utilizzare in tutte le attività riferibili alla verifica del progetto, in particolare a quelle oggetto della revisione.
Relativamente alla comunicazione delle indicazioni presenti nella norma, oltre ad una rilettura del testo e ai conseguenti suoi perfezionamenti, il GL aveva segnalato la possibilità di inserire nuovi schemi – considerandoli chiarificatori della esposizione verbale di contenuti - e a perfezionare quelli presenti, alla luce dell’esperienza del loro utilizzo in convegni, corsi di formazione, ecc..

La revisione della UNI 10722: i risultati
A parere dello scrivente, per i tempi di conclusione della revisione che il GL si è dovuto dare e per le risorse umane di fatto disponibili, la revisione ha prodotto risultati significativi, anche se non tutti quelli previsti. Riportiamo qui di seguito i principali, messi in relazione con gli obiettivi 1, 2, 3, 4, argomenti di revisione, individuati inizialmente.
In riferimento al primo punto, si sono ridefiniti i capitoli e i corrispondenti tipi di contenuto del nuovo documento preliminare alla progettazione strategico, quello di primo livello per l’avvio degli studi di fattibilità. Per essi il GL si è riferito alle indicazioni contenute nel documento presentato alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Provincie autonome dell’8 marzo 2001, dal titolo “Studi di fattibilità delle Opere Pubbliche - Guida per la certificazione da parte di Nuclei di Valutazione e Verifica degli investimenti pubblici (NUVV)”. Si tratta di una check list di possibili tipi di contenuto di un documento che, prima dell’avvio di un procedimento specifico, relativamente al soddisfacimento di un fabbisogno edilizio individuato dalla committenza, indica una serie di tipi di problemi a cui gli studi di fattibilità, relativi ad una o a più ipotesi di intervento, daranno delle indicazioni nel merito. Attraverso tali indicazioni la committenza deciderà quale ipotesi di intervento perseguire (vedi Figura 1). Conseguentemente, anche sulla base delle indicazioni del relativo studi di fattibilità, il responsabile del procedimento (pubblico o privato) predisporrà il relativo Documento operativo preliminare alla progettazione.
Si è ridefinito anche il documento preliminare alla progettazione descrittivo, quello di terzo livello. Tale documento è stato inteso come un aggiornamento del documento preliminare operativo di secondo livello che, dopo l’approvazione del progetto preliminare, consente l’avvio in qualità della progettazione definitiva. Questo documento consente al committente di dare indicazioni aggiornate e puntuali al progettista, chiaramente riconoscibili rispetto a quelle del precedente livello. Possono essere indicazioni che derivano sia da scelte del progetto preliminare, sia da evenienze nel frattempo sopravvenute che richiedono o di esprimere nuove esigenze funzionali o di cogliere nuove opportunità (economiche o di altra natura) o di ridurre di necessità quelle indicate all’avvio della progettazione preliminare.
Il livello operativo del documento preliminare alla progettazione è stato ristrutturato, organizzando i tipi di contenuto della norma esistente secondo capitoli corrispondenti alle indicazioni del Regolamento 554/99. Il nuovo schema organizzativo consente di interfacciare immediatamente i contenuti del documento con quanto richiesto dalla normativa per i Lavori Pubblici.
Sono stati aggiornati e revisionati nell’Appendice C - Lista della documentazione di progetto richiesta, della 3a parte, i prospetti che consentono di collegare i contenuti elaborati nei documenti di un certo livello con quelli corrispondenti del livello precedente.
In riferimento al secondo punto, l’argomento di revisione relativo a indicazioni per la progressiva ottimizzazione delle scelte progettuali attraverso gli esiti di verifiche in corso di progettazione, pur essendo di notevole interesse, non si è ritenuto opportuno affrontarlo in sede di revisione. Dovrà essere trattato in una norma apposita, meglio se del tipo codice di pratica.
Sono state, invece, inserite indicazioni sul Rapporto di verifica (appendice H) e sul ruolo e le responsabilità degli autori delle verifiche (appendice G), anche attraverso corrispondente matrice esplicativa.
In riferimento al terzo punto, sono stati modificati gli aspetti della verifica. Questi ora sono quattro, perchè si è ritenuto opportuno separare l’aspetto di chiarezza (ora, nella revisione, rinominato di chiarezza, di inequivocabilità e di ripercorribilità) da quello di completezza (ora, rinominato di completezza e di adeguatezza). Si sono cioè ben distinti aspetti di natura diversa, soprattutto per quanto attiene i criteri e i metodi da seguire per la loro verifica nel progetto.
Si è inserito nell’Appendice E della terza parte della norma un esempio di “Lista di verifica del progetto preliminare”, ritenendo in questo modo di mostrare nel caso specifico le correlazioni esistenti tra gli aspetti della verifica, applicati ai vari documenti di tale livello progettuale, in relazione ai tipi di contenuto cha dovrebbero avere.
In riferimento al quarto punto, è’ stato scritto nel campo di applicazione della prima parte della norma che, pur applicandosi a progetti nel settore degli interventi edilizi di nuova costruzione questo non esclude che molte sue indicazioni siano applicabili a interventi non specificamente edilizi nel settore delle costruzioni in generale.
La revisione terminologica è stata fatta con particolare attenzione e in base a intercorsi approfondimenti sui concetti e sulle procedure di verifica, di validazione e di qualificazione in generale del progetto edilizio. In particolare si è deciso di adottare, dove vi era evidente corrispondenza, gli stessi termini presenti nella normativa di legge sui Lavori Pubblici. Colgo l’occasione per far rilevare il significato di due termini in particolare: quello relativo al riesame della progettazione e quello relativo al riesame del documento preliminare alla progettazione. Il significato dello specifico riesame è leggermente differente da quello presente nella serie Vision 2000 delle UNI EN ISO 9000. Sono, comunque, significati chiari inequivocabili indicanti una necessaria precisa attività.
Nella seconda parte della norma è stato inserito uno schema (Figura 1) di riferimento per agevolare la comprensione dello sviluppo del processo di realizzazione di un intervento edilizio, vedi Figura 2. Come tutti gli schemi, costituisce un’interpretazione grafica tra le molte possibili, è ispirato al diagramma a barre, in modo da evidenziare nel processo le possibilità attività che si possono svolgere anche contemporaneamente da parte di operatori diversi.
Infine, è stato revisionato lo schema esistente nell’Appendice A della terza parte della norma “Schema del procedimento di qualificazione e controllo del progetto edilizio” aggiornandolo nei termini e rendendolo rispondente alla nuova impostazione dei tre livelli del documento preliminare alla progettazione, vedi Figura 3.

Pierangelo Boltri
Coordinatore del GL 2 Qualificazione del processo edilizio di nuovi interventi della CT Processo Edilizio
Politecnico di Milano - Dipartimento BEST

From the review of UNI 10722 new indications for verification of project construction
The UNI 10722 was reviewed by the working group 2 Qualification of the construction process in order to give more detail to indications for the various levels of development, tackle the problem of progressive optimization of design choices, solve the problem in research about implicit information in the papers project and improve the way of expressing the concepts contained in the standard. Let's look at the detail in this article.




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