L’articolo riprende la presentazione fatta da Carlos H. Gadsden, Direttore Generale dell’Istituto Nazionale Messicano per il Federalismo e lo Sviluppo delle Municipalità, in occasione della riunione dell’ISO/TC 176 di Kuala Lumpur, del dicembre 2004. Cfr. anche il sito http://www.inafed.gob.mx
Coniugare e coordinare i diversi elementi che rispondono alle esigenze dei cittadini e favoriscono una loro partecipazione alla gestione della cosa pubblica dovrebbe costituire la base di ogni buona amministrazione, locale, regionale, statale. Un interessante approccio a questo obiettivo è stato recentemente sviluppato in Messico con la messa a punto uno strumento metodologico, innovativo ed economico, per favorire la “buona amministrazione” nell’ambito di un effettivo decentramento strategico. Dagli inizi del 2004 hanno aderito a questa iniziativa oltre 200 amministrazioni locali messicane e diversi loro organismi federativi. Questo approccio, pur rifacendosi idealmente ai princìpi della ISO 9001:2000, ne esalta di più gli aspetti di pratica e rapida attuazione che quelli di un rispetto, spesso solo formale, dei relativi requisiti sistemici, fornendo un’interpretazione molto concreta e vicina alle esigenze della gente. Questo approccio è stato concepito, progettato e sviluppato dal Ministero degli Interni del Governo messicano, tramite l’Istituto nazionale per il federalismo e lo sviluppo delle amministrazioni locali ed è stato presentato in una Agenda per un decentramento strategico “Desde lo Local” (1), ora a disposizione anche della comunità internazionale per un suo utilizzo o adattamento alle specifiche esigenze. (Su questo tema, per richiesta del Messico, sta per essere costituito, in ambito ISO, un apposito GdL per la preparazione di un IWA - International Workshop Agreement, una delle pubblicazioni di tipo non normativo dell’ISO). L’approccio L’Agenda mira a favorire la cooperazione tra i vari livelli di governo, partendo da quelle esigenze locali che tutte le amministrazioni dovrebbero, come minimo, essere in grado di soddisfare. Questo approccio vuol render possibile una corretta impostazione delle politiche e delle attività dei governi regionali e statali con quelle delle amministrazioni locali, tenendo conto delle opinioni dei loro cittadini. E’ per tale motivo che l’Agenda individua le esigenze di base che una amministrazione locale dovrebbe soddisfare, utilizzandole come elemento di traino per un effettivo decentramento in cui siano le amministrazioni locali il soggetto del loro stesso sviluppo e non l’oggetto di uno sviluppo guidato da livelli di governo superiori. La metodologia La metodologia dell’Agenda si basa su una iniziale auto-diagnosi, effettuata dall’amministrazione locale e riferita a 39 indicatori (vedere fig. 1) che riguardano le condizioni e le circostanze minime che dovrebbero esistere in qualsiasi comunità locale. I differenti aspetti ed argomenti trattati da questi 39 indicatori (2) si basano principalmente sugli elementi della Local Agenda 21 delle Nazioni Unite e sono suddivisi in quattro grandi categorie: - Sviluppo istituzionale per il buon governo
- Sviluppo economico sostenibile
- Sviluppo sociale comprensivo
- Sviluppo ambientale sostenibile.
Per ciascuno di tali indicatori è previsto un sistema di misura articolato in tre livelli, caratterizzati dai tre colori semaforici, rosso, giallo e verde, come segue: - il “verde” rappresenta le condizioni minime desiderabili che dovrebbero sussistere nella comunità locale;
- il “giallo” richiama l’esigenza di un progresso o miglioramento, per raggiungere le condizioni minime sopra citate;
- il “rosso” si riferisce a situazioni o prassi considerate non accettabili.
La tabella 1 riporta, a titolo esemplificativo, i criteri utilizzati per l’auto-diagnosi nel caso di alcuni degli indicatori citati in Fig. 1. (Le tabelle con l’elenco completo di tali criteri per tutti i 39 indicatori sono reperibili sul sito dell’AICQ http://www.aicq.it/Rivista/RivistaQUAL.htm (pulsante “segnalazione articoli”). Tabella 1 - Esempi di criteri per l'auto-diagnosi | | Indicatori | | | | | SVILUPPO ISTITUZIONALE PER IL BUON GOVERNO | | 4. L’amministrazione ha istituzionalizzato le partecipazioni sociali | L’amministrazione non ha meccanismi che stimolino la partecipazione dei cittadini | L’amministrazione ha regole che governano la partecipazione dei cittadini | L’amministrazione ha dei meccanismi per una partecipazione rappresentativa dei cittadini | | 10. L’amministrazione ha una gestione trasparente | Non vengono fornite informazioni alla popolazione sul come sono gestite le risorse finanziarie | C’è un ufficio amministrativo e mensilmente viene pubblicata una situazione degli introiti e delle spese | La popolazione è tenuta informata sui programmi di spesa e su come ven-gono spesi i soldi | | SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE | | 2. L’amministrazione promuove posti di lavoro produttivi | Non è conosciuto il potenziale locale di posti di lavoro produttivi e non vi è alcun programma per promuovere ed espandere posti di lavoro produttivi | Vi sono alcune attività promozionali del potenziale produttivo, ma questo non si è ancora sviluppato | Vi sono programmi per la promozione di posti di lavoro produttivi ed i positivi risultati sono documentati | | 4. L’amministrazione promuove l’addestramento del personale locale | Non vi sono programmi di formazione e manca una forza lavoro qualificata | Vi sono programmi di addestramento ma non sufficienti a coprire la domanda | Sono in corso programmi di addestramento per il personale locale ed i risultati sono positivi e documentati | | SVILUPPO SOCIALE COMPRENSIVO | | 5. L’amministrazione ha servizi sociali per la popolazione vulnerabile ed a rischio | L’amministrazione non ha programmi o servizi specifici per la popolazione vulnerabile o a rischio | Vi sono attività isolate a favore della popolazione vulnerabile ed a rischio | Vi sono istituzioni e programmi per fornire servizi sociali alla popolazione vulnerabile ed a rischio ed i risultati sono soddisfacenti e documentati | | 9. L’amministrazione promuove la responsabilità civica | Non vi sono attività per promuovere i valori democratici e la familiarità con le istituzioni | Vi sono alcune attività per innalzare la consapevolezza dei cittadini e promuovere lo spirito di comunità, ma non vi sono istituzioni per gestirle responsabilmente | Vi sono regolari attività per promuovere la consapevolezza dei cittadini e lo spirito di comunità nonché programmi permanenti e istituzioni responsabili di queste attività promozionali | | SVILUPPO AMBIENTALE SOSTENIBILE | | 5. L’amministrazione gestisce il territorio | L’amministrazione non ha alcun piano urbano o regolamenti relativi | C’è un piano di gestione del territorio, ma non è stato ancora approvato, o è superato o non è operativo | Vi è un piano di gestione del territorio, visibile ed aggiornato almeno ogni 5 anni e la sua attuazione è sorvegliata dall’amministrazione | | 7. L’amministrazione controlla ed è responsabile del suo suolo | Mancano diagnosi su problemi di erosione, perdita della vegetazione, piogge acide | Vi è una diagnosi documentata, eseguita almeno ogni tre anni. Vi sono periodiche attività di controllo dell’erosione, della deforestazione, dell’uso di fertilizzanti nocivi per il suolo | Vi sono programmi, con risultati significativi e documentati, per il controllo delle erosioni, della conservazione e del recupero del suolo, della riforestazione |
L’Agenda è stata concepita e progettata per essere uno strumento semplice e flessibile che qualsiasi cittadino mediamente informato o funzionario dell’amministrazione locale è in grado di capire e di utilizzare, individualmente o collettivamente, nella definizione delle strategie e delle politiche pubbliche. L’attuazione dell’Agenda non richiede molto tempo o grandi sforzi o abilità particolari: i suoi autori stimano che per l’auto-diagnosi e la pianificazione strategica sia sufficiente, a un’amministrazione locale, non più di un giorno di lavoro delle relative riunioni consiliari. L’operatività L’Agenda prevede principalmente due fasi: la prima, già vista, è quella dell’auto-diagnosi della situazione esistente, mentre la seconda prevede l’intervento di un organismo ”di parte terza” sia pur di caratteristiche un po’ diverse rispetto a quelle classiche della certificazione. Sono entrambe prassi innovative, poco comuni negli attuali sistemi decisionali per la formulazione delle politiche pubbliche. L’organismo di parte terza interviene per verificare, su richiesta di parte, che le informazioni emergenti dall’auto-diagnosi rispecchino effettivamente la situazione esistente. E’ previsto che il ruolo di “parte terza” sia svolto da un’organizzazione qualificata non governativa di riconosciuta professionalità e neutralità, quale ad esempio un’Università o un’Associazione culturale che si occupa di qualità. Dopo che la “parte terza” ha verificato positivamente la validità dell’auto-diagnosi, l’amministrazione locale predispone un piano strategico, selezionando un massimo di tre aree “rosse” tra quelle individuate come tali, e concentrando poi su di esse il miglioramento sino a che, per effetto dei programmi e delle attività congiunte e coordinate tra le attinenti strutture regionali e nazionali e le stesse amministrazioni locali, esse sono state portate in area “verde”. Un approccio di questo tipo rappresenta un modo nuovo per orientare le politiche pubbliche, agganciando le scelte generali alle prassi minime considerate accettabili dalle amministrazioni locali. Questo richiede un processo di pianificazione strategica in cui ogni amministrazione è tenuta ad individuare le priorità dei propri interventi in modo da privilegiare i problemi più urgenti ed importanti. Si tratta, in altri termini, di individuare quali siano i “rossi” da convertire in “verdi”. Al termine di un periodo preventivamente concordato (ad esempio un anno), durante il quale l’amministrazione locale e le strutture amministrative impegnate hanno cercato di realizzare i miglioramenti, l’organismo di “parte terza” effettuerà una seconda verifica per stabilire se l’amministrazione è riuscita effettivamente a raggiungere i risultati previsti per l’area “verde”. A fronte della positiva verifica dei progressi raggiunti dall’amministrazione locale, una struttura governativa (in Messico il Consiglio per il decentramento (3)) rilascia un pubblico riconoscimento di quali sono le aree “verdi” di cui la comunità può fregiarsi. I processi adottati per il miglioramento delle prime aree “rosse” (con le loro sequenze di auto-diagnosi, verifica, individuazione delle aree, loro miglioramento, verifica) sono poi ripetuti, Pareto insegna, sino a che l’amministrazione ha portato tutti gli indicatori in area “verde”. Il pubblico riconoscimento che l’amministrazione locale ha delle aree “verdi” (solo queste sono oggetto di riconoscimento), offre ai cittadini la possibilità di conoscere in maniera semplice quali sono le good practices della loro amministrazione e permette loro di individuare, e segnalare all’amministrazione locale, le altre aree che maggiormente rispondono alle proprie esigenze e priorità. In questo modo l’Agenda diventa un motore anche per lo sviluppo della trasparenza e della responsabilizzazione, e può considerarsi come una specie di norma di riferimento per gestire correttamente i programmi delle amministrazioni locali (nonché di quelle regionali e nazionali) ed incidere significativamente e positivamente sulla vita giornaliera dei cittadini. Gli aspetti innovativi L‘Agenda introduce alcuni concetti innovativi nell’area delle politiche pubbliche, in quanto: - Sono le amministrazioni locali che decidono di partecipare all’Agenda e ciò permette loro di inquadrare il processo locale nell’ambito di un programma a livello regionale e/o nazionale. Questo apre un varco nelle attuali prassi decisionali per le politiche pubbliche e rende possibile che le decisioni su materie strategiche (e le connesse iniziative) siano prese a livello locale, tenendo conto delle diversità, della dinamica dei cambiamenti e dei desideri della propria comunità.
- Le diverse altre amministrazioni coinvolte in questo approccio, tramite i loro vari uffici, hanno la possibilità di coordinare i propri programmi sulla base delle priorità individuate dalle amministrazioni locali, e ciò dovrebbe avere un impatto diretto e positivo sulla popolazione. Gli indicatori sono stati scelti per essere utilizzabili nei diversi tipi di amministrazioni locali, con la possibilità di una loro applicazione con modalità differenti o anche di una loro modifica in relazione al tipo di risposta che le amministrazioni si attendono. (Ad esempio, il problema del trattamento dei rifiuti solidi avrebbe probabilmente esigenze e risposte diverse, più o meno complesse, a seconda se trattato da un’amministrazione rurale o da una urbana).
- Gli impegni per passare dal “rosso” al “verde” in un determinato arco di tempo sono assunti dalla amministrazione locale e dai diversi livelli di governo superiori, ciascuno per le parti di propria competenza. Il rispetto di questi impegni, verificato da un organismo di “parte terza”, si traduce poi in un successivo riconoscimento, rafforzando e stimolando la trasparenza e la responsabilizzazione delle amministrazioni nei confronti dei cittadini.
I benefici In questo contesto, l’applicazione dell’Agenda, nel quadro di una politica di decentramento coerente e strategica, può dare i seguenti risultati e benefici: - Rafforza la gestione ai diversi livelli di governo (e soprattutto a livello delle amministrazioni locali e regionali).
- Promuove l’integrazione ed il coordinamento dei programmi dei diversi livelli di governo che sono chiamati a rispondere alle domande di priorità delle amministrazioni locali.
- Incoraggia corretti rapporti intergovernativi, coordinati sulla base di piani territoriali, e favorisce la cooperazione ed una coerente suddivisione delle responsabilità.
In sintesi, l’Agenda si propone di instaurare un nuovo approccio per sviluppare un corretto decentramento strategico, dove però il processo è trainato dal livello locale anziché imposto dal livello regionale o nazionale. E sulla base degli sforzi delle amministrazioni locali si sviluppa una proficua rete di relazioni intergovernative e di istituzioni, condizione necessaria per una architettura di governo coerente ed attenta alle esigenze della gente. NOTE: (1) “Desde lo Local Agenda” è un marchio registrato. (2) L'individuazione di questi indicatori ha coinvolto oltre 40 ricercatori di 22 differenti discipline e l’Università Autonoma di Nuevo León, che ha anche “validato” l’impostazione dell’auto-diagnosi e preparato un apposito manuale per gli auditor di parte terza. (3) Questo Consiglio, in Messico, è l’Agenzia che gestisce al più alto livello il programma nazionale. |
Ennio Nicoloso Sistemi Qualità - Capo Delegazione italiano ai lavori dell’ISO/TC 176
Decentralization and good administration: an interesting methodological and factual approach Combining and coordinating the different elements complying with citizens’ needs, by making them participate in all that is public, should be the basis for any good local, regional and state administration. With a view to this target, the present article is proposing an interesting approach recently worked out in Mexico, by taking ISO 9001:2000 as an ideal reference, according to which more emphasis is given to a factual and quick application rather than to systemic requirements.
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