Lo scopo del dossier è quello di illustrare come il sistema Italia del settore elettrotecnologia si è mosso fino ad ora per far fronte alle esigenze nazionali e internazionali, soprattutto europee, emerse con l’avanzamento dei progetti di direttive della Commissione in materia ambientale. Le tematiche sull’ambiente stanno coinvolgendo sempre di più i settori produttivi dell’elettrotecnologia e questo avviene in considerazione dell’entità di prodotti annualmente immessi sul mercato dei Paesi economicamente più progrediti. In particolare il legislatore europeo sin dalla metà degli anni ’90 ha iniziato ad affrontare il tema ambientale con un occhio particolarmente attento ai prodotti elettrici, sia per le problematiche derivanti da una richiesta energetica sempre crescente (etichettatura degli elettrodomestici), sia per regolamentare il flusso di rifiuti generati dalla dismissione di tali prodotti, ma anche e soprattutto per spingere l’industria a realizzare una progettazione consona al riciclo e al riuso al fine di limitare i rifiuti generati a fine vita del prodotto.
Antonio Giacomucci, membro del Comitato Tecnico 111 CEI si sofferma sulle problematiche generali che sorgono durante tutto il ciclo di vita di prodotti e processi, dalla culla alla tomba. Sono in fase di finalizzazione nuove direttive per la tutela dell’ambiente, che saranno applicabili a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche: di particolare rilievo è il fatto che queste direttive mettono il valore dell’ambiente esattamente alla pari rispetto ai parametri di profitto, funzionalità, estetica e qualità in generale. La progettazione di ogni nuovo prodotto dovrà tener conto della selezione delle materie prime, del loro rinnovamento e riciclo e dell’adozione di misure di prevenzione della produzione di rifiuti non riciclabili e di emissioni in acqua e in atmosfera. Cristina Timò, coordinatore dell’attività normativa CEI, illustra il sistema normativo internazionale (IEC), europeo (CENELEC) e nazionale (CEI) che si sono finora attivati per fornire una risposta concreta alla necessità di adeguare i contenuti delle norme di prodotto ai requisiti essenziali e alle prescrizioni legislative in materia ambientale. Andrea Legnani, membro del TC 111 CEI e segretario dei nuovi TC 111 e TC 111X IEC presenta le attività appena iniziate dei Comitati stessi. Giuseppe Vittori, segretario tecnico CEI, mette in rilievo l’attività normativa frenetica nata in seguito al recepimento delle direttive RoHS e RAEE nei settori elettrotecnico ed elettronico, in particolare per quanto riguarda l’uso dei materiali e dei processi produttivi. In particolare illustra le attività normative, organizzative e le iniziative speciali realizzate in ambito CEI per predisporre la normativa esistente e in preparazione alle nuove richieste ambientali. Roberto Taranto, direttore generale dell’ANIE, presenta il punto di vista degli imprenditori sulla direttiva CE relativa ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e sui principi in essa affermati: responsabilità del produttore nei confronti dei prodotti a fine vita e necessità di ridurre i volumi da smaltire e di instaurare sistemi di raccolta differenziata e un trattamento particolare a livello nazionale. Considerazioni parallele sono fatte riguardo la direttiva RoHS sulla restrizione all’uso di determinate sostanze pericolose. Un intervento del Consorzio per la raccolta e lo smaltimento delle apparecchiature di illuminazione (Ecolight / Ecolamp), illustra gli obiettivi che sono alla base della attività di questo organismo Lorenzo Pedrazzoli dell’IMQ tratta lo sviluppo di un sistema di gestione ambientale consapevole del diritto di tutti i cittadini di godere una qualità della vita soddisfacente. Per giungere a questo risultato occorre effettuare una corretta analisi ambientale che inizia con un rilevamento dello stato aziendale rispetto agli aspetti ambientali prodotti nel contesto del territorio in cui si trova. Il dossier termina con un intervento di Luigi Catterina, membro del CT 111 CEI, che illustra l’esperienza della Società SIAT in relazione al recupero e al riciclaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici. Fin dall’anno 1987, avendo intuito che anche le apparecchiature elettriche ed elettroniche non più utilizzabili sarebbero potute diventare un significativo problema ambientale, se non adeguatamente gestite, sorse la SIAT che si occupò professionalmente dei rifiuti e fu la prima a farlo in Italia. L’autore illustra il problema dalla metà degli anni ’80 ad oggi, la componentistica dei rifiuti e le sostanze nocive e pericolose. |