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Editoriale

L’evoluzione attuale dell’industria elettrica italiana

Roberto TarantoL’industria elettrotecnica ed elettronica rappresentata dalla Federazione ANIE è un buon punto di osservazione sull’evoluzione della realtà industriale italiana, soprattutto nei settori a media e alta tecnologia, tenuto conto che i comparti del mondo ANIE rappresentano quasi il 50% della spesa industriale nell’ambito della ricerca e sviluppo italiana e che, nella media, essi spendono circa il 5% del fatturato in tale attività essenziale.

Le indicazioni che escono dall’analisi del trend più recente del settore elettrotecnico ed elettronico sono tutt’altro che confortanti anche se qualche segnale positivo si può trarre dall’andamento del commercio con l’estero.

I preconsuntivi del 2004 segnalano, nei volumi, un calo produttivo per il terzo anno consecutivo, anche se il fatturato - dopo un biennio di arretramento - segna una lieve ripresa (+1,8%). Circa metà dei settori ANIE presentano cali produttivi in volume con punte più accentuate per illuminazione, automazione e misura, componenti e sistemi per impianti e informatica.
Una durata così lunga di caduta produttiva rischia di avere conseguenze sia sulle piccole e medie imprese che sulla continuazione della presenza nel nostro paese da parte delle multinazionali che ancora sono rimaste, impegnate a difendere la localizzazione in Italia rispetto a sedi produttive alternative nei confronti delle loro case-madri.
Il problema è particolarmente serio nei settori dell’elettronica.

Come sopra accennato indicazioni più positive emergono dai dati relativi alle esportazioni, aumentate nel 2004 dell’8% con una punta più elevata nei settori dell’elettrotecnica rispetto a quelli dell’elettronica, peraltro anch’essi in crescita. Va tuttavia segnalato che l’impegno crescente verso l’export è in parte determinato dal basso livello di domanda interna a cui le imprese cercano di rimediare con tutte le risorse a loro disposizione, spesso anche a scapito dei margini aziendali. Il continuo rafforzamento del valore dell’euro rispetto al dollaro, infatti, non pone certamente le imprese italiane e quelle europee più in generale in condizioni competitive favorevoli rispetto ai paesi dell’area del dollaro, tra i quali rientrano sia gli Stati Uniti - concorrenti dei nostri prodotti sulla fascia alta - che quelli del Far East - in grado di competere un po’ su tutti i livelli produttivi -.

Particolarmente rilevante è stato l’impegno verso i mercati esteri posto in atto dalle imprese del mondo dell’energia - alla ricerca di nuovi sbocchi soprattutto nei confronti di system integrator fornitori di impianti completi all’interno dei quali i nostri fornitori di componenti e sottogruppi possono fornire i loro qualificati prodotti -. Significativo è stato inoltre l’impegno di esportazione realizzato nei settori dei cavi e dei componenti e sistemi per impianti.

Un cenno, infine, merita l’analisi delle aree di esportazione dei prodotti elettrotecnici ed elettronici: l’Europa - UE e extra UE - rappresenta ancora l’area di sbocco prevalente. Verso di essa si indirizza infatti ben il 90% circa delle esportazioni elettrotecniche e il 75% di quelle elettroniche. Segue l’Asia con quasi l’11% delle vendite estere di apparati elettronici e il 4% di quelli elettrotecnici e il continente americano con rispettivamente il 10% e il 4%. Irrilevanti risultano infine le vendite verso le altre aree del globo.

Questi dati mostrano che l’attuale congiuntura economica del settore, in particolare europea, presenta numerosi fattori negativi. Nonostante questa situazione, l’industria elettrotecnica ed elettronica italiana svolge attualmente la sua attività con grande impegno, pronta a cogliere tutte le opportunità, che le consentano di risalire la china e ritornare sulle posizioni di preminenza possedute in passato. A questo proposito è opportuno sottolineare che l’industria è molto interessata alle attività normative nazionali e internazionali, perché le considera strategiche per la propria esistenza.

È infatti riconosciuto da tutti che uno dei fattori fondamentali, che favorisce l’apertura dei mercati sia a livello mondiale che europeo debba essere ricercato nell’applicazione delle normative in tutte le fasi realizzative e di utilizzazione degli apparati e degli impianti.

Roberto Taranto
Direttore Generale Federazione ANIE




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