Sempre attenta ad assecondare l’innovazione delle aziende del territorio, la CCIAA di Bergamo, da tempo socia dell’UNI, ha deciso di aprire un “punto UNI” attraverso il quale gli imprenditori possano aggiornarsi sulle normative derivanti dai processi di unificazione che sono sempre più importanti per un sistema economico evoluto. Le continue sollecitazioni che arrivano soprattutto dalla politica economica della Commissione europea, impostano continuamente, tramite le direttive, elementi di novità all’interno di vari settori produttivi e commerciali, apportando cambiamenti alle normative tecniche e richiedendo quindi un continua adeguamento da parte dei produttori. Nell’ottica di far conoscere meglio questi processi, diffonderli fra gli operatori e fornire un punto di consulenza specializzato, la giunta camerale ha approvato una delibera che istituisce in provincia di Bergamo un punto UNI, collocandolo fisicamente nel Polo scientifico e tecnologico di Dalmine (POINT) gestito dalla Servitec, di cui è, assieme alla Provincia di Bergamo, il maggiore azionista. Si realizza così un intreccio favorevole che da una parte crea un nuovo strumento di utilità per le imprese e dall’altro valorizza il centro tecnologico con una nuova importante funzione di servizi. Ma che cos’è il Polo tecnologico della provincia di Bergamo?
Storia e motivazioni Occorre fare un passo indietro e arrivare alla fine degli anni Ottanta: fu in questo decennio che nacque l’idea di inserire elementi per favorire il miglioramento qualitativo del processo che aveva fatto passare, in 40 anni, Bergamo da povera provincia agricola a ricco territorio industriale. Si guardava con orgoglio a quanto si era creato ma si comprendeva che il modello “‘più fabbriche, più occupati, più merci”‘ cominciava a mostrare i suoi limiti: difficoltà a reperire nuove aree, carenza di manodopera , una rete stradale inadeguata. Da qui l’intuizione, nata in seno all’Unione Industriali e rapidamente accolta in ambienti accademici e poi politici, di inserire sul territorio elementi di qualità che favorissero e accompagnassero l’evoluzione tecnologica delle aziende. Lo slogan era “‘Più qualità degli uomini, più qualità delle aziende”‘. Ne derivò una forte attenzione nei confronti della formazione, culminata nella richiesta dell’istituzione della facoltà di Ingegneria presso l’Università di Bergamo; per migliorare la qualità delle aziende, si pensava allora a un centro di trasferimento tecnologico in grado di far colloquiare il mondo della ricerca tecnologica con quello delle imprese. Il primo risultato concreto risale al 1991, con l’avvio della facoltà di Ingegneria, i cui corsi vennero collocati in una struttura sita in Dalmine, già utilizzata come scuola professionale. Nel 1995 venne concepito il disegno di un comprensorio che contenesse le strutture universitarie e degli spazi da dedicare alla ricerca tecnologica e ai servizi avanzati per l’industria. L’utilizzo di immobili in disuso da parte dell’acciaieria Dalmine ben si prestava a questo scopo, per cui si costituì una società - la Tecnodal - a capitale interamente pubblico che acquisì i terreni e gli immobili che oggi, ristrutturati, ospitano il Campus universitario di Ingegneria e il Parco scientifico e tecnologico di Bergamo che, insieme, formano il POINT (Polo per l’innovazione della provincia di Bergamo). Per gestire il POINT fu creata Servitec, una società a responsabilità limitata, con due quote del 30% della Camera di Commercio e della Provincia di Bergamo, un altro 30% circa da associazioni degli imprenditori e sindacati dei lavoratori (metà di questa quota dell’Unione Industriali), Università, Comune di Dalmine e altri soggetti con quote minori. Le attività del Point Attualmente il Parco ospita 25 tra laboratori di ricerca pubblici e privati e aziende del terziario avanzato di servizio all’industria. Tra i suoi compiti vi è quello di assistere le imprese del territorio nei loro processi innovativi, mettendole in contatto con le competenze tecnico-scientifiche in grado di aiutarle a risolvere i loro problemi. E’ un’attività che piano piano si sta affermando, superando diffidenze e pregiudizi. Potremo dire di aver raggiunto il nostro obiettivo quando all’imprenditore bergamasco verrà spontaneo rivolgersi a Servitec in presenza di problemi tecnologici in azienda. Siamo ben lontani da questo, se è vero che meno del 4% degli industriali bergamaschi aveva - nel 2003 - almeno un contatto all’anno con un centro di ricerca o simili. Il rafforzamento di Ingegneria e l’azione di Servitec hanno sensibilmente migliorato questa deludente percentuale (un decimo della Svezia), ma comunque di strada ce n’è da fare… Servitec svolge inoltre un’articolata azione che si esplica in tutti i settori economici della Bergamasca, nel campo del risparmio energetico e quindi del risanamento ambientale; assiste inoltre gli enti locali nei loro processi di innovazione. Mentre i servizi vengono generati da esigenze espresse dal complesso mondo dell’economia bergamasca, per progetti si intendono attività che Servitec svolge individuando tecnologie innovative da diffondere sul territorio o anticipando problematiche che ritiene di interesse delle aziende e sulle quali svolge un ruolo di diffusore, e di stimolo all’innovazione. Il concetto può venir meglio compreso attraverso i principali progetti portati avanti da Servitec. Il progetto per la diffusione delle nanotecnologie nasce da una collaborazione con la facoltà di Fisica dell’Università degli Studi di Milano, con l’ obiettivo iniziale di far conoscere agli imprenditori il significato delle nanotecnologie e la possibilità o meno di industrializzare processi nanotecnologici nelle loro aziende. Grazie all’apporto finanziario della Fondazione Cariplo di Bergamo, trenta industriali hanno avuto l’opportunità di far valutare la convenienza ad avviare l’utilizzo di nanotecnologie nel loro ciclo produttivo. In una fase più recente Servitec ha promosso l’incontro fra aziende industriali del territorio e centri di competenza, prevalentemente interni al Polo, che ha dato luogo a ricerche specifiche. Inoltre ha gestito la presentazione di 35 proposte di due diligence (controllo dettagliato di un progetto a livello finanziario, legale, fiscale, tecnologico ecc.) relative all’utilizzo di nuovi materiali su progetti richiesti dal territorio di Bergamo e tutti finanziati, tramite voucher, dalla Regione Lombardia. Di particolare interesse, inoltre, il progetto Nanotex per la filiera tessile, ricerca gestita dal Laboratorio tessile dell’Università di Bergamo e da un’azienda insediata del Point in grado di gestire processi di nanotecnologie, tendente a caratterizzare alcuni tessuti naturali e artificiali con proprietà di utilizzi, di cui attualmente non dispongono, che ha raggiunto gli obiettivi proposti. Un secondo tema deriva dall’attenzione con cui Servitec ha seguito la problematica nata dalla Direttiva europea sulla gestione energetica degli edifici, intuendo l’impatto che avrebbe avuto sul mercato della casa e avendo presenti le sue implicazioni sulle nuove tecnologie da sviluppare per raggiungere gli standard previsti. Pertanto si è cercato di accumulare competenze riguardanti il processo produttivo, i nuovi materiali da costruzione, i miglioramenti nelle tecniche di gestione del risparmio energetico negli edifici, la sensoristica di controllo. Collateralmente a questa iniziativa è stato gestito, con il finanziamento del Fondo sociale europeo, un progetto per la formazione di personale per l’edilizia in grado di gestire le nuove tecnologie, che ha avuto il patrocinio dell’ONU. Un terzo ambito di presenza è stato sollecitato dal preoccupante ritardo dell’economia italiana nel campo dell’utilizzo dell’ICT, quasi non fosse uno strumento necessario, e talvolta decisivo, in quella gara per essere competitivi che impegna tutte le imprese, in qualsiasi campo operino. Servitec si è fatta agente di divulgazione e di sollecitazione presso l’imprenditoria locale di questa esigenza, utilizzando convegni, ricerche settoriali, momenti formativi e di riflessione.  | Punto UNI di Dalmine (BG) Sede: via Pasubio 5 Orario: dalle 9 alle 13 Come raggiungerci: bus 11a/b, 5 a/b tel. 035 622 4011 fax. 035 622 4002 e-mail: puntoni@servitec.it |
Il nuovo rapporto con l’UNI E arriviamo alla collaborazione con l’Ente nazionale italiano di unificazione. Come si diceva all’inizio, per impulso soprattutto della UE, il processo di normazione si sta sempre più espandendo e investendo sia i settori della produzione che quelli dei servizi. Seppure spesso crei, al momento della sua introduzione, problemi di adattamento alle imprese, peraltro bisogna sottolinearne gli elementi strategici che consigliano di lavorare nell’ambito di quanto prescritto dalle norme, come si suol dire, armonizzate, che consentono una doppia garanzia: per il produttore e per il consumatore. Usare le norme significa parlare un linguaggio riconosciuto a livello internazionale, e quindi facilita l’incontro, anche contrattuale, con altre aziende, garantendo altresì la conformità del prodotto alle norme del Paese destinatario, in caso di esportazione. Significa anche, e come Servitec è un dato che abbiamo molto presente - perché è in linea con la nostra missione - un sistema completo, aggiornato ed economico, in grado di assorbire conoscenza sull’innovazione di processo e di prodotto del settore in cui si opera. Le norme sono un’efficace strumento di quel trasferimento tecnologico che è alla base dell’innovazione in azienda. Da questi concetti, operando Servitec prevalentemente in provincia di Bergamo e rappresentando l’UNI l’espressione politica e tecnica del processo di normazione, è sembrato in qualche modo naturale che un centro di servizi per la modernizzazione dell’economia provinciale "contraesse matrimonio" con l’UNI nell’ambito di un progetto, coordinato per Servitec dal consigliere Antonello Pezzini che, nella sua veste di rappresentante di Confindustria in seno al Comitato economico e sociale europeo, ha maturato grande sensibilità sui processi decisionali comunitari e sull’importanza dei processi della normazione unificante. Si apre quindi uno sportello a disposizione degli imprenditori interessati ad accedere alle norme, un flusso di comunicazioni, un’attività di formazione e di aggiornamento sulle norme più interessanti per le attività bergamasche, sia nei settori produttivi sia in quelli dei servizi. E’ uno strumento in più per lavorare bene e in sicurezza: non poco in momenti di grande cambiamento come quelli che stiamo vivendo. Lucio Susmel Amministratore delegato di Servitec UNI and Servitec: a Point for innovation It hosts 25 bodies, including public and private research laboratories and enterprises operating in the advanced sector of services to industry. It is the scientific and technological “park” in Bergamo which, together with the Engineering University Campus, forms the POINT (Pole of innovation in the province of Bergamo). It is a pole devoted to university, research and development activities, as well as to the ones focused on enterprise hatching and the services to this territory and its manufacturing world. UNI is a part of this reality, by setting a “desk” at disposal of all the entrepreneurs interested in accessing standards. |
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