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Biocarburanti

I biocarburanti attualmente disponibili possono essere impiegati come combustibile alternativo nei trasporti, quindi l’incentivazione del loro uso può essere vista come una modalità per ridurre le emissioni di gas serra e per diversificare le fonti energetiche nel settore dei trasporti.
La Commissione europea ha adottato di recente la strategia dell’UE per il potenziamento dell’impiego dei biocarburanti, prevedendo un ventaglio di potenziali strumenti di mercato, provvedimenti legislativi e incentivazione della produzione di combustibili a partire da materie prime agricole.
Poiché tutti i combustibili fossili impiegati attualmente sono responsabili delle emissioni di anidride carbonica (CO2) e del cambiamento climatico, il vantaggio principale derivante dall’utilizzo dei biocarburanti è che l’anidride carbonica liberata nella combustione sarebbe “ecologicamente neutra”, in quanto la quantità di CO2 assorbita per generare la biomassa e la quantità di CO2 emessa coinciderebbero e non darebbero luogo ad alcun incremento netto di biossido di carbonio nell’atmosfera.

Gli investimenti fatti nel campo dei biocarburanti presenterebbero il doppio vantaggio di contribuire agli obiettivi fissati nel protocollo di Kyoto per ridurre l’emissione di anidride carbonica e per assicurare all’Unione europea l’approvvigionamento di carburanti.
La Commissione europea ha promosso, negli anni passati, lo sviluppo e la diffusione dei biocarburanti detti di prima generazione, che possono essere utilizzati in miscele a basse percentuali con i carburanti attualmente impiegati nella maggior parte dei veicoli e possono essere distribuiti dall’infrastruttura esistente.
Nella categoria biocarburanti di prima generazione sono compresi il bioetanolo e il biodiesel derivanti da colture oleaginose e zuccherine.
Il loro impatto sul contesto globale dei combustibili per trasporti è fisiologicamente limitato dalla disponibilità della materia prima da cui sono prodotti. L’approvvigionamento di materia prima per la produzione di biocarburanti di prima generazione è affidato quasi esclusivamente all’importazione da Paesi in via di sviluppo quali Malesia, India, America Latina. Questo fatto sembrerebbe avere un impatto positivo sulla loro economia, ma un’analisi più approfondita della questione induce a interrogativi circa il controllo della sostenibilità delle colture in questi Paesi.
È emersa, quindi, nei dibattiti sui biocarburanti la contrapposizione tra l’uso energetico e alimentare delle stesse colture. La problematica etica connessa con l’impiego dei biocarburanti di prima generazione può essere superata grazie alle nuove tecnologie che permettono di produrre biocarburanti a partire da biomasse ligneocellulosiche non impiegate per l’alimentazione e costituite da materiali di scarto o espressamente coltivate in terreni inadatti alle tradizionali colture alimentari e foraggiere.

Questi nuovi biocarburanti, detti di seconda generazione, hanno incontrato il significativo interesse della Commissione europea, come dimostrano i finanziamenti erogati per le attività di ricerca e sviluppo specifici.
Ottenuti tramite processi termochimici o processi biochimici, tali biocarburanti presentano in generale un minor costo per tonnellata di CO2 evitata.
L’impatto di questi biocarburanti potrà essere maggiormente significativo sul contesto globale dei carburanti per trasporti, in quanto maggiore è la disponibilità della materia prima.

In questa rassegna Silvia Ricchiuto, che si occupa delle attività normative presso la Funzione Normazione della Stazione Sperimentale per i Combustibili (SSC) e membro del CEN/TC 19/WG 27, descrive l’attività svolta in ambito bioetanolo. Gli aspetti motoristici legati all’impiego dei biocombustibili per autotrazione vengono presentati e discussi da Francesco Avella, responsabile del Laboratorio Motori della SSC e coordinatore del GL 1 “Caratteristiche ottaniche e cetaniche dei Combustibili” della Commissione Tecnica Combustibili, Lubrificanti e Affini della CUNA. Paolo Bondioli, ricercatore presso la Stazione Sperimentale degli Oli e dei Grassi, ha inoltre collaborato per la parte relativa alle problematiche riguardanti la caratterizzazione del biodiesel. Conclude la rassegna una panoramica sulle attività in corso e sugli sviluppi a breve e medio termine dell’attività normativa europea e internazionale.

a cura di Paolo Tittarelli - Responsabile delle attività normative presso la Stazione Sperimentale per i Combustibili




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