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Il IV Stormo vola sulle ali della certificazione ambientale

È durato tredici mesi, ha impegnato circa 180 persone e ha coinvolto svariati enti. Il percorso che ha condotto il IV Stormo dell’Aeronautica Militare a ottenere la certificazione in conformità alla norma UNI EN ISO 14001:2004 si può riassumere attraverso questi dati che, seppure in estrema sintesi, fanno capire l’entità del traguardo raggiunto.

I presupposti
Alla base del percorso che ha portato alla certificazione c’è l’adempimento dell’attuale legislazione, orientata in modo sempre più restrittivo verso la protezione e la salvaguardia dell’ambiente, che in generale ha fatto sì che molte organizzazioni si siano mostrate maggiormente attente nel conseguire gli obiettivi della normativa relativamente alle attività di controllo sull’impatto che le proprie attività, prodotti e servizi, possano avere sull’ambiente circostante.
A tal scopo è importante attuare un’attività di analisi o controllo ambientale, secondo un sistema gestionale strutturato e integrato all’interno dell’organizzazione stessa, così come definito dalla norma UNI EN ISO 14001:2004, al fine di valutare la rispondenza delle proprie prestazioni ambientali con le prescrizioni di legge.
In relazione a ciò, il comando della squadra aerea, uno dei quattro alti comandi dell’Aeronautica Militare, consapevole dell’importanza della difesa dell’ambiente, tra l’altro definita nella direttiva SMD-L-015 “La politica, il programma e le direttive ambientali della Difesa” dello Stato Maggiore della Difesa, ha recepito integralmente la politica ambientale del Ministero della Difesa, sviluppando una propria politica ambientale composta da obiettivi, indicatori e traguardi.

Il Sistema di gestione Ambientale
Tale procedimento, che ha portato alla certificazione del IV Stormo, intende adottare tutte le misure possibili per la difesa dell’ambiente e garantire, ove possibile, l’osservanza di tutte le norme, regolamenti e accordi nazionali e internazionali emanati a tutela dell’ambiente e applicabili alla Difesa. Ciò significa:

  • fare una valutazione degli aspetti ambientali delle attività svolte;
  • diffondere la cultura ambientale a tutti i livelli, promuovendo l’istruzione, l’addestramento e l’informazione di tutto il personale;
  • pianificare i processi concernenti gli obiettivi ambientali di breve, medio e lungo periodo;
  • definire e attuare verifiche periodiche sugli obiettivi/traguardi al fine di controllare l’andamento e porre in essere eventuali azioni correttive;
  • promuovere la ricerca per il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali;
  • attuare tutte le specifiche tecniche inerenti la tutela ambientale per ciò che riguarda l’approvvigionamento, la manutenzione e la dismissione di tutto il materiale e equipaggiamento;
  • sviluppare un rapporto trasparente con gli enti esterni in tutte le questioni ambientali che non incidano sulla sicurezza e sull’efficacia dello strumento militare;
  • promuovere la condivisione con tutti i responsabili dei gruppi, enti e reparti dei principi generali del sistema di gestione ambientale e della politica adottata;
  • facilitare l’interscambio e le sinergie tra le varie attività del Comando in parola, al fine di gestire meglio i processi, impiegando nella maniera ottimale le risorse disponibili.

In tale ottica gli obiettivi e i relativi traguardi risulteranno essere i seguenti:

  • ridurre progressivamente la produzione di rifiuti (urbani e speciali) al fine di ridurre il più possibile l’impatto ambientale;
  • adottare tutte le misure e gli accorgimenti tecnologici idonei a ridurre le emissioni in atmosfera per tutte le attività di terra;
  • individuare gli indicatori di prestazione orientati all’efficacia e al miglioramento continuo per tutti i processi critici ritenuti significativi;
  • adottare tutte le misure che consentano la difesa dell’Ambiente e la prevenzione di situazioni di emergenza ambientale quali l’inquinamento del suolo, la difesa delle acque e dell’ambiente circostante;
  • ottenere la certificazione del sistema di gestione ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001:2004 da un organismo di certificazione accreditato.

L’esempio del IV Stormo
Si arriva così all’individuazione, nel corso del 2005, del IV Stormo di Grosseto quale primo ente operativo dell’Aeronautica Militare da sottoporre all’attuazione delle procedure ambientali prescritte dalla norma.
È da dire che la base aerea era avvantaggiata in quanto si era già predisposta ben prima della certificazione a seguire una procedura di rispetto ambientale che ha implicato, ad esempio, il controllo qualità dell’acqua e degli olii esausti.
La decisione che ha portato a identificare la base è scaturita non solo dall’importanza storica riconosciuta al IV Stormo ma anche dalla recente assegnazione del nuovo sistema d’arma; il velivolo da caccia EF-2000, evento questo estremamente importante per la forza armata in termini di visibilità e ricaduta positiva d’immagine.
L’assegnazione dell’EF-2000 ha rappresentato quindi un punto forte per avviare il percorso della certificazione. Prova ne è che ora anche per la base del 36° Stormo di Gioia del Colle, in Puglia, è stata avviata la pratica. I piloti e gli specialisti di linea della base pugliese sono presenti in questo periodo a Livorno alla base grossetana per essere formati alle procedure necessarie per la certificazione ambientale.
L’impegno profuso per arrivare al riconoscimento alle procedure della norma UNI EN ISO 14001 non è stato comunque lieve. Tutt’altro. Infatti è stato solo dopo una fase addestrativa durata circa tredici mesi e avviata nel gennaio 2006 durante la quale sono stati addestrati circa 180 militari fra ufficiali, sottufficiali e truppa, direttamente coinvolti nel progetto, che l’ente certificatore, in due diverse fasi, ha rilasciato la certificazione ambientale.

Il IV Stormo, una storia di prestigio

È considerato storicamente il reparto di punta dei Caccia dell’Aeronautica Militare Italiana. Stiamo parlando del IV Stormo, che vanta un passato glorioso incarnando in sé la 91esima squadriglia, meglio conosciuta come la “Squadriglia degli Assi” (composta da Francesco Baracca - 34 vittorie -, Pier Ruggiero Piccio - 24 vittorie -, Fulco Ruffo di Calabria - 20 vittorie -, Ferruccio Ranza - 17 vittorie -, Luigi Olivari - 12 vittorie -, Gastone Novelli - 8 vittorie -).
A completare il prestigio del IV Stormo vi è il periodo di comando dello Stormo di Amedeo Duca di Aosta, tra il 1933 e il 1934, che regalerà al IV il Nodo Savoia sovrastante il Cavallino Rampante, simbolo del reparto lasciato in eredità da Francesco Baracca.
Altro elemento importante per il IV Stormo è l’aver dato i natali al volo acrobatico in Italia con la propria pattuglia di CR 32 che fece scuola in patria e all’estero per tutti gli anni Trenta.
Anche durante la seconda guerra mondiale lo Stormo continuò a dare prova di grande spessore annoverando tra le proprie fila i maggiori assi del secondo conflitto.
Arriviamo così alla base di Grosseto, che dal 1958 accoglie il IV Stormo. Completamente distrutta durante il secondo conflitto mondiale, la base fu ricostruita proprio in tale anno, in occasione del trasferimento della quarta aerobrigata da Pratica di Mare alla città maremmana. La base fu completamente ristrutturata sulle specifiche dell’Alleanza Atlantica secondo i concetti tecnico-operativi dettati dalle necessità della guerra fredda.
In occasione degli interventi di ricostruzione venne decentrata la zona logistica e quella adibita agli alloggi del personale presso il nuovo distaccamento di Marina di Grosseto a una distanza adeguata in considerazione della potenza distruttrice degli ordigni nucleari tattici del periodo post bellico.

La politica ambientale
Quella adottata dal IV Stormo, in applicazione a quanto dettato dagli organi superiori, è una politica ambientale tesa a perseguire il rispetto dell’ambiente attraverso la soluzione degli impatti ambientali, derivanti dalla propria attività operativa, attuando un continuo miglioramento per ciò che concerne le proprie prestazioni.
Tra i passaggi più significativi per raggiungere questo obiettivo occorre considerare che l’ente ha richiesto mirate indagini a cura di specifici Istituti, esterni e interni all’amministrazione quali: il Centro interforze studi sulle applicazioni militari di Pisa, per ciò che riguarda i campi elettromagnetici; il 2° Laboratorio tecnico di Fiumicino, relativamente alle emissioni in atmosfera, al rumore, alla valutazione della salubrità dei siti lavorativi; e infine l’ASL 9 di Grosseto, per ciò che concerne la sorveglianza fisica prevista dalla normativa vigente per il controllo sulle emissioni di radiazioni ionizzanti.

I risultati futuri
Durante il 2006 si è proceduto, inoltre, alla richiesta di intervento da parte del comando logistico dell’Aeronautica Militare, per una stima dei rischi derivanti dalle vibrazioni meccaniche durante l’attività lavorativa e a una richiesta di mappatura del rumore derivante dall’impiego del nuovo aereo militare EF-2000, che prendesse in considerazione l’intero sito e le zone esterne limitrofe; specie per quelle a ridosso della città di Grosseto.
I dati che in futuro saranno conseguiti costituiranno parte integrante del continuo miglioramento procedurale previsto dalla normativa.
Sui tempi di attuazione delle valutazioni elencate, il primo dato utile sarà quello derivante dall’attività svolta nell’ambito del programma “Military-Noise”.
Tale sondaggio, già da tempo effettuato in coordinamento tra il comando logistico dell’Aeronautica Militare e il Centro italiano ricerca aerospaziale di Capua (CE), a favore di altri enti delle Forze armate, avrà l’obiettivo di valutare l’impatto derivante dall’attività di volo, per ciò che attiene il fattore rumore.
In conclusione, tenendo conto di quanto dettato dalla normativa “ISO 14001/04”, la Certificazione Ambientale è un obiettivo raggiungibile dai reparti dell’Aeronautica Militare; essa implica uno sforzo sostenibile in termini di risorse umane, facendo ricorso e ottimizzando le varie professionalità disponibili all’interno degli enti interessati a tale attività.
Si tratta di un importante passo; l’obiettivo futuro, come espresso dal Comandante della Squadra Aerea, generale di squadra aerea Giulio Mainini in occasione della cerimonia di consegna dell’Attestato di Certificazione al IV Stormo sarà quello di estendere la procedura anche ad altri enti delle Forze armate (aeroporti, reparti manutenzione velivoli, gruppi efficienza aeromobili, depositi ecc.) interessati a tale innovativa e importante attività, fermo restando il presupposto relativo alla disponibilità economiche da dedicare.
L’acquisizione di tale requisito ha costituito una particolare credenziale per il IV Stormo Caccia e per la Forza armata stessa che, in tal modo, hanno potuto mostrare alle autorità locali, alla popolazione e all’opinione pubblica nel suo insieme, la trasparenza e la chiarezza sulle attività svolte; tutto in conformità alle norme di legge e nel rispetto della tutela dei cittadini e dell’Ambiente.

Domenico de Simone
Tenente Colonnello 4° Stormo “Amedeo d’Aosta” - Grosseto

The fourth Flight Formation flies on the wings of environmental certification
It lasted thirteen months, it involved about 180 people and concerned several bodies: this is the process carried out by the Fourth Flight Formation to be certified in compliance with the UNI EN ISO 14001:2004 standard, a significant and important target, if we only consider the efforts it implied. Let’s find out, by reading this article, all the steps made and the reasons leading to this environmental certification.




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