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Una nuova generazione di orologi per appagare le esigenze dei consumatori

Come si può sapere, prima di acquistare un prodotto, se questo soddisferà appieno le nostre aspettative? E anche un produttore, come può fornire ai consumatori prodotti dei quali ci si possa fidare? La resistenza all’acqua è una caratteristica molto ricercata - dopo la qualità - negli orologi ma è spesso accaduto che i consumatori abbiano riscontrato problemi -in merito a questa caratteristica- a causa della pubblicità ingannevole e delle rigorose istruzioni d’uso. Infatti, non è raro per i consumatori scoprire che nelle garanzie degli orologi che hanno acquistato vi sia l’indicazione della resistenza all’immersione da 30 a 50 metri ma che non si possano usare per nuotare.
L’ISO/TC 114 "Horology" è il comitato tecnico in seno all’ISO al quale si possono indirizzare queste domande inerenti gli orologi forniti ai consumatori e le soluzioni proposte dall’industria.
La resistenza all’acqua non è l’unico argomento caro ai consumatori del quale si occupa l’ISO/TC 114; nell’ambito della sua ultima riunione, alla quale hanno partecipato 50 delegati da ogni parte del mondo, il comitato tecnico ha discusso la revisione e lo sviluppo di alcune norme cruciali per le seguenti aree:

  • resistenza all’acqua;
  • definizione funzionale dei gioielli;
  • riserva di energia - batterie primaria e secondaria;
  • resistenza all’usura - trattamenti di superficie;
  • protezione della salute del consumatore - materiali dannosi.

Resistenti all’acqua …. ma non adatti per nuotare!
La norma correntemente usata per determinare la resistenza all’acqua degli orologi ISO 2281 "Horology - Water resistant watches" è stata sviluppata nel 1990. Questa norma definisce le prove che gli orologi nuovi di fabbrica devono superare per meritare la qualifica e conseguente marcatura di “orologi resistenti all’acqua”. I produttori utilizzano questa norma per verificare l’effettiva resistenza all’acqua dei propri orologi al momento della realizzazione. Ciononostante, questa garanzia di resistenza all’acqua, può variare appena gli orologi escono dalla fabbrica e vengono trasportati, forniti ai negozi, esposti in vetrina, oppure anche quando gli assistenti alle vendite li aprono per inserire nuove batterie al momento dell’acquisto, figuriamoci durante l'uso effettivo da parte del consumatore.
Pertanto, non sorprende che, per evitare difficoltà nel servizio di post vendita, alcune marche, nonostante l’indicazione di resistenza all’acqua, inseriscano nella garanzia maggiori restrizioni all’uso. In questo senso, molte aziende considerano che gli utilizzatori non possono nuotare con gli orologi che sono stati esaminati (per esempio applicando la pressione corrispondente alla profondità dichiarata nelle prove), per resistere alle immersioni. E’ giustificata questa discrepanza tra le condizioni d’uso e le prove effettuate? Questa è la questione in merito alla quale il sottocomitato SC 3 Water-resistant watches dell’ISO TC 114 intende investigare.

L’approccio orientato del consumatore
Al fine di affrontare questo problema, il sottocomitato SC3 sta sviluppando una nuova norma che ha un approccio fondamentalmente diverso da quello della ISO 2281. I lavori, iniziati nel 2002, hanno subito ottenuto il consenso in merito ad alcuni punti essenziali, e sono in accordo con il Piano di lavoro ISO 2005-2010. Questo piano stabilisce che le norme ISO devono contribuire al progresso socio economico puntando a:

  • facilitare i commerci mondiali;
  • migliorare la qualità, l’affidabilità, la sicurezza, la protezione dell’ambiente e la tutela dei consumatori, così come l’utilizzo razionale delle risorse naturali; e
  • diffondere le tecnologie e la buona pratica a livello globale.

“Produttori e società di marketing devono poter garantire che gli orologi venduti conservino tutte le loro qualità”.
La nuova proposta di progetto adotta l’ormai consolidata procedura di prove contenuta nell’ISO 2281:1990. Tuttavia, non sono specificate le prove necessarie per soddisfare i requisiti della norma durante la fase di produzione (per quanto riguarda un periodo di utilizzo normale degli orologi in questione, secondo quanto indicato nella garanzia).
D’altro canto, la norma definisce le prove di riferimento che ogni orologio resistente all’acqua dovrebbe poter superare durante il periodo di garanzia. Conseguentemente, la marcatura finale e le informazioni previste nei documenti accompagnatori devono indicare chiaramente quale profondità o immersione (espressa in metri) o quale pressione (espressa in bar) l’orologio può sopportare durante il periodo di garanzia, senza riportare danni ai componenti interni.
Un tale approccio rende il produttore e le società di marketing sempre più consapevoli della loro responsabilità in quanto devono garantire che l'orologio sia in grado di mantenere le sue qualità anche dopo l'acquisto. Pertanto, questo progetto di norma garantisce, agli utilizzatori finali, un orologio dotato di caratteristiche di qualità e di sicurezza meglio definite. Inoltre, questo progetto permette di incrementare la diffusione dei criteri di buona pratica a livello globale.
“La nuova norma permetterà di diffondere maggiormente i criteri di buona pratica a livello mondiale”.

Il superamento degli ostacoli
Nonostante il progetto di norma abbia ottenuto largo consenso, all’ultima votazione è stato respinto. I punti salienti di disaccordo al tempo della votazione riguardavano:

  • se redigere una o due norme a riguardo (una per gli orologi resistenti all’acqua di uso comune ed una per quelli sportivi);
  • quali unità di misura usare per indicare i limiti accettabili di immersione;
  • quali indicazioni d’uso devono essere incluse nel rispetto dei criteri di prova, per esempio, concernenti la possibilità di nuotare con un orologio che è stato immediatamente sottoposto ad una prova di tre bar di pressione, corrispondente ad un’immersione di 30 metri.

Nonostante questi difficili interrogativi, un importante passo avanti è stato fatto; il gruppo di lavoro e il sottocomitato dedicati al progetto di norma hanno ottenuto il consenso per i seguenti punti:
- Le cifre che indicano il livello di immersione devono essere espresse in bar, corrispondenti alla massima pressione applicata durante la prova, oppure in metri, corrispondenti alla profondità di immersione applicata durante la prova.

La nuova norma non dovrà indicare quale specifica attività potrà essere svolta, con l’orologio indossato, alla profondità d’immersione dichiarata. Infatti, le prove avranno per oggetto unicamente la cassa dell’orologio, infatti, potrebbe benissimo essere che le altre parti non debbano essere immerse in acqua. Analogamente, è meglio evitare di immergere la cassa di un orologio costellata di pietre preziose, anche se questo non impedirà all'orologio di adempiere alle sue funzioni principali (attenzione principale della norma) come ad esempio indicare l’ora.
In altre parole, la nuova norma definisce le caratteristiche di resistenza all’acqua che una cassa di orologio resistente all’acqua deve possedere. Altri requisiti estetici, per esempio quelli riguardanti il cinturino, impongono alcune restrizioni d’uso.
Il consenso è stato raggiunto grazie a studi effettuati in profondità da delegati giapponesi e svizzeri, i quali hanno chiaramente espresso che le prove ambientali definite nell’attuale norma hanno un eccellente livello di equivalenza con le condizioni riscontrate durante la pratica di attività sportive come gli sport acquatici.
Tutto considerato, sembrerebbe che in un futuro non tanto distante, una nuova norma inerente la resistenza all’acqua degli orologi sarà disponibile, rappresentando così un ponte che avvicinerà il divario tra le aspettative dell’utente e il prodotto finale.

Carino, ma piuttosto cosa fa?
Molti orologi, ed in particolare quelli meccanici, sono equipaggiati con cuscinetti composti da materiali robusti. Questi cuscinetti riducono la frizione ed aumentano l’efficienza dei movimenti e del controllo dei componenti. Alcuni produttori poco scrupolosi, tuttavia, impiegano un largo numero di pietre preziose per dare l’impressione che il prodotto, così impreziosito, venga considerato di alta qualità, aggiungendo di fatto pietre non funzionali ai loro prodotti. L’introduzione dell’ISO 1112:1999 Horology - Functional and non-functional jewels ha ridotto considerevolmente questi abusi.
La prima edizione della norma emessa nel 1974, trattava unicamente di cuscinetti e di rubini sintetici. Oggi, altri materiali sintetici o monocristallini possono adempiere allo stesso servizio.
Di conseguenza, è necessario precisare se una pietra preziosa è funzionale oppure no ed anche definire le proprietà dei materiali utilizzabili.

Oops, è caduto ancora
Il comitato tecnico ISO/TC 114 ha sviluppato un gruppo di norme inerenti la qualità e le caratteristiche dei trattamenti superficiali. Queste norme necessitano di essere completate con un’altra norma che si occupi di valutare la resistenza delle casse degli orologi e dell’usura dei cinturini, dei graffi e degli impatti da caduta in caso di comune utilizzo.
Il sottocomitato al quale è stato affidato questo argomento ha appena selezionato le migliori prove internazionali disponibili per valutare tali trattamenti superficiali in modo semplice e in condizioni paragonabili a quelle incontrate in situazioni di normale usura.

Materiali pericolosi
E’ assolutamente necessario che per i componenti degli orologi da polso, in continuo contatto con la pelle, siano impiegati materiali non nocivi per la salute. Molti materiali sono riportati in norme o in leggi che restringono o prevengono il loro uso. Allo scopo di considerare ed applicare le regole dell’industria mondiale degli orologi, sta per essere sviluppato un rapporto tecnico che includerà diverse specifiche (una per regione).
La prima specifica, che è stata appena completata, tiene conto delle norme ECS e delle direttive europee che trattano tutti i materiali usati dai costruttori professionisti di orologi, e, in particolare, i metalli e gli additivi usati per la fabbricazione di pelli e materiali plastici. Questo rapporto può abilitare professionalmente per prendere le misure necessarie allo scopo di garantire la qualità dei prodotti, evitando in questo modo qualsiasi rischio per la salute degli utenti.

Il ticchettio … del futuro
Il Comitato Tecnico ISO/TC 114 Horology sta lavorando in merito ad un progetto di norma innovativo, il più aggiornato tra quelli esistenti, volto a fornire valore aggiunto ai prodotti dei quali i consumatori possano fidarsi. Il nuovo progetto di norma inerente la resistenza all’acqua, per esempio, creerà nelle società di marketing la consapevolezza della loro responsabilità della conservazione della qualità dichiarate dalla casa costruttrice. Con questo approccio orientato al consumatore, l’ISO TC 114 proteggerà i consumatori aiutando contestualmente le aziende le quali forniranno agli utilizzatori ciò che essi richiedono.

Claude Laesser
Presidente ISO/TC 114 Horology

Nota: traduzione dell’articolo pubblicato su ISOfocus - dicembre 2007.

A new generation of watches to meet consumer expectations
How do you know before you purchase a product that it will fulfil your expectations? And as a manufacturer how can you provide customers with products they know they can trust? Water resistance is a much sought after quality in watches but one that consumers have often found problematic due to misleading advertising and strict restrictions of use.ISO/TC 114 Horology is the ISO technical committee responsible for addressing these questions concerning watches.




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