Spesso ci capita di spiegare, riscontrando lo stupore di chi approccia per la prima volta il mondo della normazione, che il risultato della nostra attività non è endogeno, bensì dipende dal mondo esterno per tutti i contenuti di merito: dipende cioè dalle conoscenze e dalle esperienze che ci vengono messe a disposizione dai rappresentanti delle parti interessate alla definizione dei vari specifici progetti di norma. Di fatto UNI è come se fosse un hardware preciso e affidabile (composto dalla struttura degli organi tecnici, dalle regole che ne dettano il funzionamento e dai funzionari e responsabili che vi lavorano) che garantisce il migliore funzionamento del software (il know how portato dagli esperti esterni). Ora diventa evidente che questo circolo virtuoso che ha come scopo la definizione dello “stato dell’arte” merita la gratitudine del sistema economico nazionale e la - più modesta - riconoscenza dell’Ente di normazione. È stata proprio quest’ultima a muovermi alla fine dell’anno scorso quando ho chiesto ai miei collaboratori di sviluppare un progetto di premio per riconoscere e gratificare chi ha fatto - e spesso fa tuttora - tanto per la normazione tecnica volontaria e per l’UNI.
In poche settimane abbiamo fatto le scelte che ci hanno portato ai risultati che potrete leggere nel dossier di questo numero della rivista o che avete vissuto in prima persona in occasione dell’Assemblea dei Soci: - la scelta di premiare le persone anziché le organizzazioni;
- la scelta di estendere il riconoscimento anche a chi ha sostenuto l’Ente e la normazione in ambiti non strettamente tecnici;
- la scelta di ricordare anche chi ha fatto tanto ma non è più qui con noi per vedere il frutto del proprio impegno.
La realizzazione della prima edizione di ogni evento è sempre un po’critica, si incontrano i classici problemi di gioventù che - anche nel nostro caso - possono indurre qualche candidato a non “bruciare” il proprio nome e al tempo stesso fare diventare la giuria particolarmente esigente e selettiva. In breve tempo però abbiamo raccolto un buon numero di candidature di valore e, soprattutto, con caratteristiche estremamente variegate e un ampio spettro di valori intrinseci. Le decisioni prese dalla giuria, quindi, hanno potuto rispecchiare quello che è diventato negli ultimi decenni l’effettivo campo di azione e il conseguente ruolo della normazione tecnica: non più solo “bulloni e mattoni” ma attività di servizio alla persona, alla mobilità intelligente, alla valorizzazione del Made in Italy... È stata veramente una soddisfazione, quindi, conoscere ed esprimere concretamente la riconoscenza dell’Ente a chi tanto si è adoperato per definire in pochi mesi una norma di riferimento nazionale - e presto europea - per la qualificazione dei servizi dei centri di contatto (call/contact center) con i quali buona parte di noi entra in contatto - appunto - pressoché quotidianamente per svolgere le operazioni più differenti, dalla prenotazione al reclamo. Lo stesso dicasi per chi da anni si adopera per definire le norme tecniche per la creazione dei sistemi di riscossione elettronica dei pagamenti, in particolare per l’addebito automatico dinamico e il controllo del traffico e del trasporto su strada (il cosiddetto telepass) che ci fanno risparmiare tempo, in piena sicurezza. Infine, è stato un privilegio ricordare la figura di chi si è impegnato senza riserve per oltre trent’anni a livello nazionale, europeo e internazionale nella definizione delle norme tecniche necessarie a qualificare un “prodotto simbolo” italiano (le piastrelle di ceramica) e nella creazione di schemi di certificazione nazionali ed europei che valorizzassero il prodotto nazionale e tutelassero il consumatore. La normazione è cresciuta ma, come ha detto uno dei vincitori del Premio UNI: “…i delegati italiani negli organi tecnici ISO e CEN sono ancora troppo pochi, troppo spesso non sono supportati da precise strategie nazionali né da quella consapevolezza di lavorare per una causa, e in Italia non è ancora radicato il concetto che la partecipazione alle attività di normazione è un vantaggio competitivo…”. Ma le persone che abbiamo premiato quest’anno dimostrano che le cose possono migliorare e anche cambiare radicalmente! Da questa prima esperienza scaturisce un messaggio forte: c’è tanta passione che muove le persone che contribuiscono a fare crescere la normazione tecnica, e a queste persone dobbiamo essere molto grati. Paolo Scolari Presidente UNI |