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Editoriale

Assicurazione della qualità e standardizzazione dei materiali per la Difesa

Antonio Gucciardino

Ho recentemente lasciato, dopo tre anni, l'incarico di rappresentante del Ministero Difesa in seno al Consiglio Direttivo dell'UNI, nell'ambito del quale ho partecipato attivamente alle scelte che sono state fatte sotto la guida del compianto presidente ing. Paolo Scolari. Scelte che sono state sempre in linea con il valore che viene dato alla normazione dai militari, da sempre alla ricerca delle migliori espressioni di professionalità e di qualità nella produzione di beni ed equipaggiamenti, così come avviene nel campo aerospaziale, sia in Italia sia all'estero.
Cosa significano queste parole?
Esse stanno ad indicare, soprattutto, che l'Amministrazione della Difesa è costantemente impegnata nelle attività di normazione e che il suo impegno si manifesta in ambito nazionale con l'attiva partecipazione dei suoi rappresentanti agli organi statutari di UNI, SINCERT e SINAL, nonché, in ambito internazionale, con l'apporto dato alle organizzazioni NATO ed UE.
In entrambi gli ambiti si è inteso da un lato armonizzare le norme civili e militari esistenti, dall'altro influenzare reciprocamente tali ambiti per far sì che le esperienze positive e le lezioni apprese in ciascuno di essi possano essere messe a frutto nell'area del "procurement militare". Le norme per il sistema di gestione per la qualità sono probabilmente il caso più emblematico di mutua influenza tra l'ambito militare e quello civile, con possibili sviluppi che escono dalla pura e semplice  normazione e si estendono agli ambiti dell'accreditamento e della certificazione.   

In campo civile la UNI EN ISO 9001:2000 è forse la più nota di tutte le norme, anche al di fuori dell'ambiente tecnico. Il messaggio che i media veicolano al pubblico dei consumatori è quello che anche il cittadino comune è maggiormente tutelato quando i prodotti immessi sul mercato provengono da aziende certificate. Questo messaggio non è sicuramente l'ultima ragione per la quale le organizzazioni certificate hanno superato le 100.000 unità solo in Italia. L'attenzione per la qualità è da lungo tempo patrimonio acquisito nel settore militare e, in particolare, nell'ambito NATO, ben prima che le norme civili fossero rese disponibili. Possiamo anzi dire che il settore militare è sempre stato un passettino avanti. Prima perché le norme per la qualità erano peculiari solo del settore difesa, poi perché, coerentemente con la politica generale dell'Alleanza NATO sull'uso delle norme civili, dalla seconda metà degli anni '90 gli standard per la qualità (Allied Quality Assurance Publications - AQAP) prendono a base la norma internazionale e la integrano con requisiti addizionali specifici, idonei a soddisfare le esigenze peculiari del settore difesa, che la norma civile non riesce a soddisfare appieno. Nello specifico, le AQAP sono impiegate come requisiti contrattuali riconosciuti da tutti i Paesi NATO per permettere al personale della Difesa di monitorare il processo di assicurazione della qualità del fornitore e della catena di sub-fornitura.

L'impiego delle AQAP come strumento di certificazione non è universalmente condiviso, ma per lungo tempo, in ambito nazionale, le Direzioni Generali Tecniche del Segretariato Generale della Difesa hanno effettuato attività di certificazione di parte seconda, impiegandole come riferimento normativo.  Considerando comunque i benefici che anche la certificazione preventiva del sistema di gestione per la qualità può apportare al processo di acquisizione di materiali per la Difesa, è stata elaborata un'ipotesi per uno schema di certificazione, basato sulla AQAP 2110 "NATO quality assurance requirements for design, development and production", che permetta di accertare la conformità allo standard NATO, facendo riferimento per quanto possibile al sistema dell'accreditamento e della certificazione per lo schema UNI EN ISO 9001:2000, con l'apporto di UNI per la redazione di una pubblicazione che integri il testo della UNI EN ISO 9001 e della AQAP 2110. L’ipotesi elaborata prevede che gli organismi di certificazione siano accreditati per lo schema ISO 9001:2000 per i settori EA di interesse per l'industria dei materiali per la difesa.

La dimostrazione delle attività svolte ed il superamento -per gli ispettori coinvolti- di un esame a cadenza triennale, garantirebbero l'effettiva capacità di operare nell'ambito dello schema. Un Comitato, in cui fossero rappresentati Amministrazione della Difesa, UNI e SINCERT, potrebbe essere il forum in cui far convergere i risultati delle verifiche ispettive, tra cui, in particolare, la decisione dell'organismo di certificazione di rilasciare il certificato di conformità UNI EN ISO 9001 ed un certificato di conformità AQAP attestante il rispetto dei requisiti specifici NATO.
Gli effetti potrebbero essere diversi, ma ugualmente benefici per gli attori coinvolti: per le aziende, che sarebbero sottoposte ad audit unico e che si vedrebbero riconoscere una duplice conformità, eventualmente spendibile anche su mercati esteri; per gli organismi di certificazione, che sarebbero qualificati dall'essere riconosciuti idonei a sottoporre a verifica le organizzazioni aziendali anche rispetto ai requisiti AQAP; per UNI e SINCERT, che vedrebbero potenziato il loro ruolo e infine per l'Amministrazione della Difesa che  potrebbe orientare le proprie risorse verso l'assicurazione della qualità governativa, ma con un maggiore livello di confidenza sulla capacità dei sistemi di gestione per la qualità aziendale, garantendo prodotti di "qualità". L'ipotesi per il momento è soltanto abbozzata, ma andrà approfondita dalle parti interessate.
Certamente, per quanto sia ancora allo stadio di ipotesi, viene evidenziato l'interesse e l'impegno propositivo dell'Amministrazione della Difesa nello specifico settore della normazione e delle attività che da essa discendono. Speriamo di trovare la giusta collaborazione per assicurare alla Difesa prodotti sicuramente di qualità, con certificazioni che risultino meno onerose e più sicure! È una bella sfida e noi vogliamo vincerla.

Ten.Gen. Antonio Gucciardino
Direttore Generale per gli Armamenti Terrestri
Ministero della Difesa




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