L’enorme successo della serie ISO 9000 ha avuto senza dubbio il grande pregio di introdurre alcuni fondamentali concetti nella comune prassi delle organizzazioni. Approccio per processi, orientamento al cliente, miglioramento continuo, sono senza dubbio termini il cui significato è penetrato profondamente nella cultura aziendale, anche attraverso le attività di certificazione e di valutazione della conformità, cui un numero assai elevato di organizzazioni si sono sottoposte nel corso dell’ultimo decennio.
Se la capacità di innovazione di prodotto/processo, la creazione, il consolidamento e la protezione del know-how rimangono esclusivo patrimonio della singola organizzazione, si può dire che da diversi anni a questa parte, il mondo della normazione ha contribuito in maniera consistente allo sviluppo di una vera e propria “cultura della gestione per la qualità” e ad una crescente attenzione verso i sistemi di gestione quali strumenti per la competitività (per lo meno nella misura in cui questa è legata alla capacità di “fornire con regolarità prodotti che ottemperino ai requisiti dei clienti ed a quelli cogenti applicabili” ed al desiderio di “accrescere la soddisfazione dei clienti tramite l’applicazione efficace del sistema, ivi inclusi i processi per il miglioramento continuo del sistema e l’assicurazione della conformità ai requisiti del cliente ed a quelli cogenti applicabili”). La gestione per la qualità è tuttavia termine che sottende un ampio e trasversale insieme di conoscenze e di competenze, così come le ISO 9001 e 9004 rappresentano - o dovrebbero rappresentare - norme quadro di sistema alla luce delle quali inquadrare e valorizzare altri documenti normativi settoriali, non di meno fondamentali, affinché il modello di gestione per la qualità possa davvero concretizzarsi nella reale attività dell’organizzazione. Se gestire è anche monitorare, gestire in qualità significa anche essere in grado di misurare le variabili di processo fondamentali ed analizzare i dati raccolti al fine di prendere decisioni (punto 8 di ISO 9001 e 9004) nell’ottica del miglioramento continuo. La scienza della misurazione, nota anche come metrologia, ed i metodi statistici, in special modo quelli finalizzati alla gestione dei processi ed all’assunzione di decisioni (decision making), diventano rispettivamente dominio di conoscenza e tecniche essenziali per la gestione per la qualità e, più in generale, per una moderna gestione dei processi delle organizzazioni. Se dunque la metrologia ed i metodi statistici si pongono trasversalmente a “supporto” dei sistemi di gestione per la qualità e relative attività di certificazione, fornendo evidenze quantitative sui processi, nel seguito si sono riunite le opinioni di alcuni dei maggiori esperti delle commissioni tecniche UNI che presidiano i suddetti domini di conoscenza. Ad essi si aggiunge una significativa testimonianza di un operatore del settore, nell’ottica di proporre un’interessante intreccio di opinioni e di esperienze del mondo normativo, legislativo ed imprenditoriale, avente come sfondo i più significativi avvenimenti che hanno contraddistinto il biennio 2004/2005: la pubblicazione della Direttiva 2004/22/CE sugli strumenti di misura (MID), la revisione della serie ISO/IEC 17000 ed il suo impatto per laboratori ed enti accreditati, la nuova serie EN 14154 sui contatori d’acqua, la complessa revisione del Vocabolario Internazionale di Metrologia (VIM), l’elaborazione dei nuovi supplementi alla Guida all’espressione dell’incertezza di misura (GUM), ed altro ancora. Tale insieme di interventi, benché inevitabilmente non esaustivo di una complessa rete di competenze (e norme!) pone, nell’obiettivo comune della ricerca del massimo livello qualitativo dei prodotti e di una sempre più efficiente ed avanzata gestione dei processi, il proprio filo conduttore primo . a cura di Marco Cibien - Funzionario Tecnico Comparto Impresa e Società UNI e Stefano Sibilio - Coordinatore del Comparto Impresa e Società UNI |