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Dossier

Il rumore nella nostra vita

Il suono ormai è una parte così comune della vita di ogni giorno che spesso trascuriamo i suoi effetti.
Trattare il rumore è sempre stato l’oggetto della Commissione Acustica dell’UNI che se n’è occupata autonomamente fin dal lontano 1985.
Come tutti possono comprendere, il rumore viene prodotto da una sorgente sonora e, attraverso un ambiente, chiuso o aperto, si propaga giungendo a un soggetto ricevente che così viene "disturbato". Per "fermare" il rumore generalmente s’interrompe la sua propagazione, oppure si riduce l’emissione sonora o ancora si protegge il soggetto disturbato.

Nella società industriale, le cause del rumore sono tante e tutte diverse fra loro, sia in termini energetici sia in termini temporali, per cui cercare di normare tali fenomeni è sempre stato assai complesso e variegato.
La legislazione nazionale si è preoccupata di regolamentare l’inquinamento acustico fin dal 1966 per poi giungere nel 1995 alla famosa legge quadro sull’inquinamento acustico e ai suoi decreti attuativi. Recentemente si sono aggiunte due nuove direttive europee, la 2002/49/CE sul rumore ambientale e la 2003/10/CE relativa all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dal rumore, recepite a livello nazionale con altrettanti decreti.

Questo dossier vuole illustrare quanto sta facendo la Commissione "Acustica" per disporre nuovi documenti normativi specifici con i quali definire aspetti tecnici necessari per l’applicazione di queste due direttive, coinvolgendo il massimo numero di esperti per elaborare documenti consensuali, secondo regole di gestione del consenso già presenti nei lavori normativi dell’UNI.
Il contributo recente della Commissione "Acustica" è quello che sta elaborando a supporto della direttiva 2002/49/CE a seguito della quale lo Stato italiano si è impegnato a fornire alla Commissione europea, nei tempi da essa stabiliti, una caratterizzazione acustica del territorio nazionale, attraverso l’elaborazione di mappe acustiche e mappe acustiche strategiche e a sviluppare dei piani di azione. Tali mappe costituiscono la base su cui redigere i piani di azione, ossia i piani destinati a gestire i problemi di inquinamento acustico e i relativi effetti, compresa la sua riduzione. Inoltre il recepimento della succitata direttiva ha introdotto diverse modifiche anche in merito agli aspetti metrologici con l’adozione di due nuovi descrittori per valutare il disturbo indotto sulla popolazione e l’influenza del rumore sul sonno.
Alla luce di queste nuove esigenze, il Ministero dell'Ambiente fin dall'inizio ha chiesto alla Commissione "Acustica" di attivarsi al fine di definire come realizzare le mappe acustiche e i piani d'azione.

Inoltre la Commissione si è prefissata di fornire le linee guida sull’incertezza di misurazione, in modo da rendere più leggibili e più applicabili al campo dell’acustica i concetti generali riportati dalle norme di riferimento. Si consideri che nel riportare il risultato di una misurazione, al fine di un confronto con valori limite, è obbligatorio fornire un’indicazione quantitativa dell’attendibilità del risultato stesso, ovvero l’incertezza.

In merito alla direttiva 2003/10/CE, adottata in Italia dal decreto legislativo 195/2006, il testo di legge contiene innanzitutto un’affermazione di alcuni principi generali ai quali è necessario ispirarsi ai fini di una corretta valutazione del rischio, mentre i punti cardine operativi sono rappresentati dalla identificazione dei descrittori dell’esposizione, e dall’introduzione di tre diverse soglie, al superamento delle quali scattano diversi obblighi per i soggetti coinvolti nel processo di valutazione del rischio.

Il testo di legge non entra nel dettaglio dell’esecuzione della misura, della procedura di analisi dati che conduce alla quantificazione dei descrittori e del loro confronto con i valori soglia di legge. Questa tematica è stata pertanto affrontata nella più opportuna sede tecnica, ovvero in UNI, istituendo un gruppo misto fra le commissioni "Acustica" e "Sicurezza".
Per fare quanto riportato sono necessari tecnici acustici qualificati e continuamente aggiornati e per questo è auspicabile una loro qualificazione professionale.

a cura di Roberto Bottio - Funzionario tecnico UNI Commissione Acustica




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