Ho l’onore e l’orgoglio di essere il Presidente della IEC, il quarto italiano nella lunga storia della Commissione Elettrotecnica Internazionale, l’ente di normazione fondato nel 1906, che proprio quest’anno celebra il centenario della sua fondazione. In cent’anni di attività la IEC ha accompagnato e regolamentato la nascita e lo sviluppo della tecnologia elettrica ed ha svolto la complessa missione di definire gli standard di prodotto e di processo necessari al settore elettrico ed elettronico attraverso la condivisione della conoscenza, aprendo la via all’integrazione dei mercati. La IEC ha favorito l’interscambio culturale tra esperti provenienti dalle imprese, dalle istituzioni, dalle università e dagli ordini professionali al fine di predisporre gli strumenti e le regole per uno sviluppo economico e sociale del mercato globale. Gli standard IEC garantiscono i requisiti di sicurezza e affidabilità dei prodotti per il consumatore finale, costituiscono riferimenti certi e comuni per i settori produttivi e permettono la progressiva riduzione dei costi di sistema e delle economie di mercato. Oggi la IEC coinvolge 67 Paesi membri in tutto il mondo e conta oltre 5.450 pubblicazioni normative alle quali lavorano 169 Comitati Tecnici e Sottocomitati che trattano tutti i campi di applicazione dell’energia e della tecnologia elettrica, elettronica e delle telecomunicazioni.
Diverse sono le sfide delle quali la IEC dovrà tenere conto per il futuro dell’attività normativa internazionale: globalizzazione, convergenze tecnologiche, rapida obsolescenza dei prodotti, maggiore interesse dei regolatori agli standard, crescente esigenza di sicurezza (safety e security). La globalizzazione è la conseguenza di diversi fattori: internazionalizzazione delle imprese, delocalizzazione di attività produttive e di ricerca e sviluppo, crescente importanza delle economie dei Paesi emergenti e conseguente sviluppo delle relative industrie e dei relativi consumi di energia elettrica, liberalizzazione dei mercati con apertura alla concorrenza, ecc. La risposta della IEC alla globalizzazione dovrà essere una maggiore presenza diretta, già implementata negli USA e a Singapore ed entro quest’anno in Sud America; la crescente importanza dei Comitati Nazionali e del supporto alla costituzione di Comitati Nazionali nei Paesi in via di sviluppo; l’adozione di una strategia di global relevance, come auspicato anche dal WTO, che punti alla diffusione di una normativa quanto più omogenea e condivisa sul mercato mondiale. Per quanto riguarda le convergenze tecnologiche, esse coinvolgono le tecnologie trasversali (ad esempio, nanotecnologie, biotecnologie, ecc.), la crescente diffusione dell’elettrotecnica e specialmente dell’elettronica in tutti i prodotti e l’impiego sempre più diffuso delle tecnologie informatiche. Per rispondere a queste esigenze occorre agire a diversi livelli: conoscere e prepararsi alle nuove tecnologie e quindi mantenere stretti contatti con le industrie i centri di ricerca e le università; monitorare i settori potenzialmente utenti di prodotti elettrici; sviluppare rapporti di collaborazione con gli altri enti di standardizzazione internazionale di prodotti utilizzanti le tecnologie convergenti in particolare UIT e ISO. Per affrontare la rapida obsolescenza dei prodotti e delle piattaforme tecnologiche, oltre a quanto detto per le convergenze tecnologiche, occorre inoltre: ridurre ulteriormente i tempi di approntamento degli standard, per esempio con un uso più diffuso di comunicazioni elettroniche e di adeguati prodotti informatici; adottare criteri più flessibili per la preparazione di prestandard e di specifiche tecniche non universalmente condivise (attività oggi svolte da Consortia e da Fora); verificare i criteri di gestione delle privative intellettuali ed industriali. Per stimolare l’interesse dei regolatori agli standard è richiesto alla IEC di approfondire l’impegno anche in settori come la sicurezza nei quali le aziende sono in numero limitato o particolarmente diffidenti nel rendere noti i loro progetti per definizione intrinseca del settore. La crescente esigenza di sicurezza (safety e security) è conseguenza dell’attività di regolamentazione atta a proteggere la concorrenza che quindi richiede sempre di più l’imposizione di standard aperti ed internazionali. Ciò comporta una maggiore attività di comunicazione verso gli enti regolatori, che di norma è svolta attraverso i Comitati Nazionali. In un’epoca in cui i mercati guidano le scelte tecnologiche, si corre il rischio di spostare l’attenzione sui settori di applicazione, laddove il nostro motore è sempre stata la tecnologia. Questo spostamento tende ad avere un impatto anche sulle associazioni e sugli enti normativi. La tecnologia è ancora il nostro credo e dobbiamo continuare a mantenere focalizzata l’attenzione su questo punto adattando le opportune azioni sulle tendenze in atto. Renzo Tani Presidente Generale IEC |