Le leggi e le norme sono europee, gli organismi che lavorano nel campo della certificazione volontaria di prodotto (organismi di certificazione, laboratori di prova) operano e sono accreditati sulla base di norme europee. Perché non un unico marchio di conformità europeo? Il mutuo riconoscimento dei marchi volontari di certificazione di prodotto però, nonostante gli sforzi compiuti in ambito CEN (Comitato europeo di normazione) in questi ultimi dieci anni, è stato un traguardo ancora lontano da raggiungere. Solamente il settore elettrico ed elettronico può vantare da tempo l’utilizzo di marchi di certificazione di prodotto europei, ma solamente per alcuni prodotti. Mentre per quanto riguarda la certificazione di natura obbligatoria, la marcatura CE ha di fatto annullato i marchi nazionali di sicurezza, e la certificazione dei sistemi di gestione aziendale sia per la qualità (norme serie ISO 9000) che per l’ambiente (norme serie ISO 14000) viene riconosciuta a livello mondiale, indipendentemente dal Paese dove viene emesso il certificato, le aziende italiane che commercializzano i propri prodotti in Paesi europei sono ancora oggi obbligate, in molti casi, a ripetere verifiche, prove e certificazioni sui propri prodotti nonostante le norme di riferimento siano europee e quindi identiche in tutti gli Stati dell’Unione europea. Ciò comporta un aggravio di costi assolutamente ingiustificato e costituisce una vera e propria barriera tecnica al commercio.
Le dichiarazioni di indirizzo dell’Unione europea fanno però chiaramente capire che nel prossimo futuro unitamente alla marcatura CE, che attesta la conformità dei prodotti ai requisiti essenziali di sicurezza, potranno essere apposti marchi di conformità volontari, che attestano la conformità dei prodotti ai requisiti qualitativi/prestazionali, solamente se europei. I consumatori hanno inoltre la necessità di orientarsi in maniera semplice e immediata, rispetto alle centinaia di marchi che appaiono di volta in volta sui prodotti, ognuno con un proprio, talvolta oscuro, significato. Per rispondere a questa esigenza i due enti normatori europei, CEN e CENELEC, hanno dato vita a un marchio europeo denominato Keymark, che può essere utilizzato da solo o in combinazione con i marchi nazionali. Ciò è stato deciso per vincere la resistenza dei vari Paesi che non vedono di buon occhio la sostituzione dei propri marchi nazionali, ma il fine ultimo è proprio quello di arrivare all’impiego di un unico marchio europeo, in linea con la volontà della Commissione. Il Keymark è quindi il denominatore comune dei marchi di certificazione di prodotto nazionali e in alcuni casi costituisce un passo verso l’armonizzazione degli schemi di certificazione nazionali. Esso aumenta la fiducia nei marchi dei vari Paesi europei e l’accettazione di un livello equivalente di qualità degli schemi di certificazione nazionali. Il Keymark si propone quindi di diventare l’emblema dei prodotti europei di qualità. Per questi motivi CEN e CENELEC hanno proseguito nei loro sforzi di utilizzazione del marchio europeo da loro istituito, che costituisce un marchio di conformità volontario gestito da organismi di terza parte che fornisce l’assicurazione che un prodotto è conforme ai requisiti indicati nelle norme europee emesse appunto dai due enti europei.
Questo dossier, che spiega innanzitutto cos’è e perché è importante per le aziende qualificare i propri prodotti attraverso lo strumento della certificazione, vuole illustrare come viene gestito il Keymark, quali sono le strutture europee e nazionali preposte a tale scopo, quali sono le caratteristiche che devono possedere gli organismi di certificazione per essere autorizzati a proporlo alle aziende e quali sono i requisiti che una azienda deve soddisfare per poterlo apporre sui propri prodotti. Viene proposta inoltre una panoramica degli schemi di certificazione europei attualmente attivi che prevedono la concessione del Keymark. In questo dossier si illustrerà anche il marchio CENCER che viene apposto sulle valvole termostatiche per radiatori in quanto rappresenta, a parte il marchio che è differente dal punto di vista grafico, il primo schema di certificazione realmente europeo messo a punto in ambito CEN ad aver avuto un grande successo e rappresenta quello che viene auspicato possa essere nel futuro lo schema ideale per tutti gli altri prodotti. a cura di Fabio Galbiati - Responsabile UNI Qualità |