Alcune precisazioni su UNI, le norme e le leggiCon riferimento a quanto apparso sulla stampa nelle scorse settimane, riteniamo necessario fare alcune precisazioni sul ruolo e il valore della normazione tecnica e l'impatto, sul cittadino e la comunità, del decreto al quale è collegata la norma UNI EN 81-80:2004. Ricordiamo - prima di tutto - che l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione è un’associazione senza fine di lucro riconosciuta dallo Stato e dall’Unione Europea come organizzazione preposta alla elaborazione e alla diffusione delle norme tecniche in Italia e a rappresentare il Paese in ambito europeo (presso il CEN - European Committee for Standardization) e internazionale (presso l'ISO - International Organization for Standardization). Fondato nel 1921, UNI conta attualmente oltre 7500 associati in rappresentanza di tutte le parti economico-sociali: imprese, professionisti, mondo scolastico, istituti di ricerca, pubblica amministrazione, consumatori... La normazione tecnica stabilisce - con la collaborazione degli esperti che rappresentano tutte le parti interessate - lo stato dell’arte tecnico/tecnologico di prodotti, servizi, processi per offrire al sistema soluzioni codificate ufficiali a problemi ricorrenti. Semplificando al massimo: "come fare bene le cose". Per quanto riguarda il ruolo della normazione tecnica in rapporto alla legislazione: - la normazione tecnica è un supporto all’attività legislativa e non la sostituisce in alcun modo;
- il collegamento tra le leggi nazionali e le norme tecniche è prassi da numerosi anni ed ha raggiunto risultati significativi a favore della società (ad esempio nel campo della sicurezza degli impianti domestici);
- la stessa Unione Europea da 20 anni (con la nascita del "Nuovo Approccio") raccomanda che la legislazione faccia riferimento alle norme tecniche elaborate dal CEN (Comitato Europeo di Normazione, del quale UNI fa parte);
- a causa della continua evoluzione dello stato dell’arte tecnico/tecnologico le norme tecniche vengono periodicamente aggiornate, molto più velocemente e con maggiore flessibilità delle leggi: UNI quindi non è favorevole all’obbligo dell’applicazione delle norme ex-lege perché rischia di rallentare l’evoluzione dello stato dell’arte.
Vogliamo inoltre evidenziare la facilità di accesso alle norme tecniche UNI, oltre che le varie possibilità di acquisto messe a disposizione dei clienti, infatti: - tutte le norme tecniche sono liberamente e gratuitamente consultabili presso la rete di 14 centri di informazione UNI distribuiti in tutta Italia il cui elenco è reperibile all’indirizzo internet http://www.uni.com/uni/controller/it/mondo_uni/punti_uni.htm
- oltre alla versione elettronica, UNI mette in vendita anche la versione su carta di tutte le proprie norme, acquistabile sia presso i 14 centri di informazione sia tramite il sito di commercio elettronico http://unistore.uni.com
Infine, concludiamo con alcune considerazioni in merito ai presunti oneri di acquisto della UNI EN 81-80:2004 e da essa indotti: - nei casi nei quali l’applicazione delle norme tecniche venga resa obbligatoria dall'autorità competente per indiscutibili motivi di sicurezza, i testi dei documenti rilevanti sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, così come avvenuto per la norma UNI EN 81-80:2004 per la quale è stata subito concessa l’autorizzazione al Ministero delle Attività Produttive;
- la norma tecnica UNI EN 81-80:2004 non è destinata al consumatore finale bensì è diretta all’utilizzatore professionale: dal libero professionista alle società di costruzione, manutenzione, riparazione e controllo degli ascensori. Tali soggetti ne faranno uso presso decine o centinaia di impianti;
- infine, la norma UNI EN 81-80:2004 non obbliga i proprietari di immobili con ascensori a fare dei lavori di adeguamento, bensì indica come svolgere una valutazione dei rischi adeguata all’attuale stato dell’arte della sicurezza, in base alla quale eventualmente effettuare dei lavori di miglioramento con tempistiche (stabilite dal Ministero delle Attività Produttive) coerenti con il livello di gravità del rischio.
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