Mappa | English version   
  Cerca    
  
Home Chi siamo Mondo UNI Prodotti e servizi Formazione Grandi temi ComUNIcare UNIverso Norme e Leggi
Codice Socio: Password:

Grandi temi
ascensori
Alcune precisazioni
Conoscere la UNI EN 81-80
La norma e la legge
Norma UNI EN 81-80
InterpretaNORMA
La nuova ISO 9001
ISO 14000
Sicurezza sul lavoro
Università e qualità


Conoscere la UNI EN 81-80

Conoscere la UNI EN 81-80:2004
La sicurezza degli ascensori esistenti

Da tempo si riflette sul fatto che, per stringenti che siano le norme di sicurezza sugli ascensori nuovi, cioè messi in commercio oggi (in Europa possono essere in numero dell’ordine dei 100.000 all’anno), sul mercato europeo in realtà vi sono già oltre 3 milioni di ascensori, il 50% dei quali è stato installato più di 20 anni fa, la cui sicurezza non è secondo lo stato dell’arte.
E, mentre in alcuni Paesi, tra cui il nostro, gli ascensori sono correttamente mantenuti dalle aziende e controllati periodicamente dagli organismi competenti, in altri Paesi la manutenzione e il controllo, non imposti per legge, possono essere carenti. Inoltre, la popolazione è diventata in media più anziana e, quindi, non solo necessita maggiormente di ascensori, ma di ascensori adatti, per esempio privi di quel gradino di imperfetta livellazione che può produrre un infortunio. Infine, la popolazione europea oggi è più mobile di un tempo e può trovarsi spesso in località straniere ad utilizzare ascensori diversi da quelli ai quali è abituata, con un diverso livello di sicurezza e quindi con aumentato pericolo: un esempio tipico è quello di un italiano che trovi a Bruxelles un ascensore anche relativamente recente e veloce, privo di porte di cabina, che in Italia non troverebbe. Si è perciò proposta la redazione di una norma europea per l’incremento della sicurezza degli ascensori esistenti e si è costituito ex-novo il gruppo di lavoro WG 10 "Improve the safety of existing lifts in a progressive and selective way to reach today's state of the art technology" del CEN/TC 10 "Lifts, escalators and moving walks". Dopo tre anni di lavoro del gruppo di lavoro del CEN/TC 10, nel dicembre 2003 la norma EN 81-80 è stata pubblicata dal CEN come norma europea e, tradotta in italiano, è stata pubblicata nel maggio 2004 come norma UNI EN 81-80:2004.
Inoltre, di poco successivamente, l’UNI ha approvato l’appendice nazionale NA informativa alla norma UNI EN 81-80:2004 che, come spiegheremo, adatta la norma europea alla situazione nazionale degli ascensori esistenti.

Prima di tutto va fatta una premessa nel richiamare alcuni principi generali della norma UNI EN 81-80:2004.
Anzitutto essa non è una norma armonizzata secondo la direttiva ascensori, né secondo altre direttive, proprio perché si occupa di ascensori esistenti, mentre la direttiva 95/16/CE si occupa di ascensori nuovi. È quindi norma di buona tecnica e andrà applicata in Italia come tale. La norma si applica agli ascensori elettrici, a frizione o ad argano agganciato e agli ascensori idraulici, a quelli che sono definiti tali secondo la definizione espressa nella UNI EN 81-1/2 (la norma armonizzata per gli ascensori di nuova costruzione).
Non si applica invece a tipologie particolari di impianto, invero non molto diffuse, quali paternoster (ascensori "ciclici" con tante cabine in continuo movimento), ascensori pubblici, ascensori per navi ed altri.
La norma ha individuato, dopo un ampio esame della situazione effettiva in Europa e il confronto con la serie di norme EN 81, in particolare UNI EN 81-1/2, 74 situazioni pericolose negli ascensori esistenti.
Per la precisione, i riferimenti normativi utilizzati sono stati:

  • UNI EN 81-1 - Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori e montacarichi - Ascensori elettrici;
  • UNI EN 81-2 - Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori e montacarichi - Ascensori idraulici;
  • prEN 81-21 - Safety rules for the construction and installation of lifts - Lifts for the transport of persons and goods - New passenger and goods lifts in existing buildings;
  • UNI EN 81-28 - Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione di ascensori - Ascensori per il trasporto di persone e merci - Allarmi a distanza per ascensori e ascensori per merci;
  • UNI EN 81-70 - Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori - Applicazioni particolari per ascensori per passeggeri e per merci - Accessibilità agli ascensori delle persone, compresi i disabili;
  • prEN 81-71 - Safety rules for the construction and installation of lifts - Particular applications to passenger lifts and goods passenger lifts - Vandal resistant lifts;
  • prEN 81-73 - Safety rules for the construction and installation of lifts - Particular applications for passenger and goods passenger lifts - Behaviour of lifts in the event of fire;
  • UNI EN 294 - Sicurezza del macchinario - Distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento di zone pericolose con gli arti superiori;
  • UNI EN 1070 - Sicurezza del macchinario - Terminologia.

Nel prospetto I della UNI EN 81-80:2004 vi è la lista delle situazioni pericolose identificate. Come si vede, è una disamina piuttosto completa delle situazioni che possono verificarsi in ascensori esistenti.
La norma ha anche elencato i pericoli significativi di cui non si occupa, che sono:

  • incendi nel vano di corsa, nel locale del macchinario e nel locale delle pulegge di rinvio;
  • condizioni ambientali come, per esempio, terremoti ed alluvioni;
  • compatibilità elettromagnetica;
  • cesoiamento dovuto a bordi affilati.

La norma UNI EN 81-80:2004 ha quindi elaborato un’analisi dei rischi per ciascuna di queste situazioni e ha proposto per ciascuna di esse misure protettive che, in sostanza, riflettono il livello di sicurezza delle norme armonizzate.
Il capitolo 5 della norma è un elenco di queste misure protettive che - come in tutte le norme moderne aventi per oggetto gli ascensori - non sono prescrittive, ma possono essere sostituite da altre che riflettano però lo stesso livello di sicurezza, previa verifica mediante analisi dei rischi. Non essendo ragionevole e praticabile l’attesa che, nell’immediato, tutti i 3 milioni di ascensori esistenti in Europa vengano portati al livello di sicurezza desiderato, occorre che, nei vari Paesi, i soggetti interessati verifichino la situazione effettiva degli ascensori del proprio Paese e propongano quello che è stato definito un filtering o applicazione nazionale della norma: di ciò si occupa l’appendice A informativa della norma. Questa appendice esprime un concetto fondamentale per la comprensione della norma: essa non può stabilire requisiti vincolanti sui provvedimenti da prendere, su quali ascensori ed entro quale tempo. Questi obblighi sono soggetti alla legislazione nazionale. Le procedure descritte nell’appendice hanno perciò lo scopo di assistere la stesura di leggi o di regolamenti nazionali che di fatto determinino l’aumento della sicurezza degli ascensori esistenti. La norma EN 81-80, quindi, deve essere pubblicata in ogni Paese membro del CEN, identica, a parte la lingua, ma insieme con un documento di filtering nazionale, preparato dall’organismo di normazione nazionale sulla base dello stesso metodo descritto in appendice A, ma potrebbe differire nel contenuto da Paese a Paese.
L’Italia ha fatto proprio questo con l’appendice nazionale NA. Come abbiamo visto, il filtering nazionale non può essere fatto a caso, ma deve attenersi ai principi illustrati nell’appendice A. Il filtering italiano, in questo contesto, è consistito essenzialmente nell’attualizzare le misure protettive proposte nella situazione del parco ascensori italiano, dando loro un adeguato livello di priorità.
Cosa significa "livello di priorità"?
La valutazione del rischio originaria, cioè quella effettuata dal gruppo di lavoro del CEN/TC 10, si basava sull’assunto che un ascensore non avesse un dispositivo, o che questo fosse inadeguato a prevenire la situazione di pericolo considerata. Tuttavia, questa valutazione non deve applicarsi rigidamente ad ogni ascensore esistente, in quanto i precedenti requisiti locali validi a suo tempo negli Stati membri potevano già comprendere, in tutto o in parte, quei requisiti che secondo la UNI EN 81-80:2004 coprono le situazioni pericolose.
È quindi necessaria una rivalutazione locale dei rischi, a confronto con le norme e le leggi nazionali ed in ciò appunto è consistito il filtering effettuato da UNI. Poiché non tutte le situazioni, come abbiamo visto, possono essere affrontate subito, né tutte lo meritano, la rivalutazione consiste in una suddivisione delle situazioni pericolose in livelli di priorità che possano poi essere affrontati in fasi temporali successive per mezzo delle rispettive misure proposte dalla norma o da altre equivalenti. Per inciso, il filtering italiano ha saltuariamente proposto misure alternative ma, in genere, ha mantenuto quelle esatte proposte dalla norma. Non tutte le situazioni pericolose presentano la stessa gravità (o severità) delle conseguenze, né la stessa frequenza di evento.
La combinazione di gravità e di frequenza dà luogo al calcolo del livello di priorità, che significherà in concreto intervenire prima, nel programma graduale di incremento della sicurezza, a meno che si frappongano serie considerazioni di tipo economico-sociale che non è peraltro compito dei normatori esprimere ma casomai in Italia del Ministero delle Attività Produttive recepire.
Per classificare i livelli di priorità sono stati usati i livelli di sicurezza del profilo di rischio secondo la ISO/TS 14798 "Lifts (elevators), escalators and passenger conveyors - Risk analysis methodology", ove il profilo è suddiviso in 5 livelli di priorità e, in effetti, 3 sono di rilevanza pratica (prospetto A.2 della UNI EN 81-80:2004).

Va chiarito anche che la UNI EN 81-80:2004 non ha preteso di avere esaurito, con le proprie 74 valutazioni, tutte le possibili situazioni pericolose possibili. Se in un Paese esistessero ulteriori situazioni pericolose, queste devono essere sottoposte ad un’analoga analisi dei rischi e devono essere proposte conseguenti misure protettive. Il filtering italiano però non ha aggiunto, né tanto meno tolto, alcuna alle 74 situazioni pericolose considerate dalla norma, in quanto già a suo tempo la delegazione italiana al WG 10 era riuscita nel compito di inserire tutte quelle che il GL 6 "Progressivo incremento della sicurezza degli ascensori esistenti" di UNI aveva segnalato. Il GL 6 ha potuto, quindi, ritenere che tutte quelle applicabili in Italia fossero elencate e d’altronde che nessuna di quelle elencate potesse essere in linea di principio assente dal mercato italiano; la Commissione UNI "Impianti di ascensori, montacarichi, scale mobili e apparecchi similari" ha sottoscritto questa valutazione.
Una ulteriore precisazione è opportuna relativamente al calcolo del livello di priorità che abbiamo descritto poc'anzi. Difficilmente il processo di filtering nazionale potrà modificare le considerazioni che ha già fatto il WG 10 riguardo la gravità del danno possibile. Infatti, utilizzando la norma ISO/TS 14798 per l’analisi dei rischi, la gravità considerata è sempre quella relativa al caso peggiore possibile.
Comunque, scrive la stessa UNI EN 81-80:2004, non si può escludere neppure questo: in una certa situazione locale può anche essere che un certo pericolo possa risolversi in qualcosa di meglio, o di peggio, di ciò che ha considerato il WG 10. Ciò è saltuariamente accaduto nel filtering italiano. Viceversa, sarà molto facile che un filtering nazionale modifichi la valutazione della frequenza dell’evento dannoso.
Nel filtering italiano ciò è avvenuto spesso, anche nel senso di considerare minore la frequenza considerata dal WG 10 che normalmente era riferita ad un possibile caso peggiore.
Per fare un semplice esempio, nel caso della situazione di pericolo 1, cioè la presenza di materiale pericoloso, si è ritenuto che questo in concreto fosse eventualmente l’amianto ma che, a causa di una legislazione nazionale vigente da tempo e del fatto che in Italia gli ascensori sono visitati almeno ogni due anni da un organismo notificato, per effetto del DPR 30 aprile 1999, n°162, la presenza di amianto in un ascensore fosse "improbabile", e non "remota", come l’aveva considerata il WG 10.
Combinata con la gravità I (catastrofica), ciò ha determinato che il livello di priorità che il WG 10 aveva definito "alto" (in quanto combinazione di remoto e di catastrofico) è diventato "basso" (in quanto combinazione di improbabile e di catastrofico).
Questo esempio chiarisce un ulteriore punto: si è supposto, sia nella redazione della norma sia del filtering nazionale che gli ascensori considerati siano "regolari", cioè regolarmente a suo tempo collaudati e poi aggiornati, ove vi sono state legislazioni applicabili (per esempio l’allegato II del DM 9 dicembre 1987 n. 587) e via dicendo.
Infatti, a nessuna situazione è stato assegnato il livello "estremo" di priorità, che avrebbe comportato un intervento immediato sull’impianto. Se però vi fosse un caso singolo di ascensore non regolare, per esempio con presenza ancora di amianto, per qualsiasi ragione, allora, quel livello "estremo" si verifica.

L’illustrazione sintetica della norma si completa con l’appendice B, pure informativa, che consiste nella lista di controllo di sicurezza per gli ascensori esistenti. Occorre una premessa, illustrata nell’introduzione alla norma, che è la seguente: la UNI EN 81-80:2004 può essere usata come guida per l’azione di diversi soggetti:

  • le autorità nazionali, che determinino un proprio programma di attuazione graduale delle misure proposte, in modo "praticabile e ragionevole";
  • gli stessi proprietari degli edifici e quindi degli ascensori, che vogliano adempiere alle proprie responsabilità, anche in funzione delle eventuali leggi e regolamenti nazionali in vigore, oppure anche semplicemente per propria volontà;
  • le ditte di manutenzione, per informare i proprietari sul livello di sicurezza dei loro impianti;
  • gli enti notificati, allo stesso scopo.

Ecco che, per assistere l’azione di questi soggetti, in appendice B della UNI EN 81-80:2004 sono elencati in dettaglio tutti i controlli che essi devono esperire, punto per punto, in modo da poter identificare per ogni ascensore quali misure protettive proporre. La combinazione di questa lista con l’appendice nazionale NA permette poi di individuare non solo le misure protettive, ma anche la priorità con cui l’adeguamento andrà effettuato. A livello esemplificativo, viene mostrato un prospetto in cui si illustrano le misure protettive di priorità ALTA in un ascensore elettrico italiano esistente.



Misure protettive di priorità alta in un ascensore elettrico italiano preesistente

n.Descrizione1945196319661987198919992003
3Accuratezza di fermata e livellamento

8Blocco porte di ispezione vano
13Difese nel vano comune a + ascensori
15Accesso in fossa di profondità > 1m
16Interruttore di arresto
22Dislivelli e recessi nel locale macchine
25Porte motorizzate non cieche
26Robustezza del fissaggio delle porte di piano
27Porte che contengono vetro
30Protezione porte motorizzate, impianti comuni
 idem, impianti accessibili ai disabili
31Blocchi porte di piano
34Richiusura automatica porte di piano
38Rapporto tra superficie cabina e portata
40Presenza della porta di cabina
43Protezione contro la caduta dal tetto di cabina
53 bFreno elettromeccanico
56Ammortizzatori adeguati
58Distanza orizzontale tra soglia parete frontale
59Distanza orizzontale tra porte piano e cabina
60 aSistema di emergenza
62Arresto del macchinario
66Protezione contro lo shock elettrico
71Dispositivo di allarme di emergenza cabina
73Presenza del controllo del carico
Versione stampabile
Legenda
livello di priorità dell'intervento sulla situazione pericolosa alta.
livello di priorità dell'intervento sulla situazione pericolosa media.
livello di priorità dell'intervento sulla situazione pericolosa bassa.
livello di priorità dell'intervento sulla situazione pericolosa
non dipendente dalla generazione normativa, ma dal singolo impianto.
livello di priorità dell'intervento sulla situazione pericolosa
non dipendente dalla generazione normativa, ma dal singolo impianto.
Come si vede, si sono prese in considerazione sette "generazioni normative" di ascensori installati a suo tempo:
  • ascensori installati precedentemente all’entrata in vigore del DL 31 agosto 1945 n. 600;
  • ascensori collaudati conformemente al DL 31 agosto 1945 n. 600;
  • ascensori collaudati conformemente al DPR 29 maggio 1963 n. 1497, fino al 1966, anno in cui il CNR ha emesso pareri che si sono riflessi sul livello di sicurezza afferente all’accesso in fossa di profondità superiore ad 1 metro;
  • ascensori collaudati conformemente al DPR 29 maggio 1963 n. 1497 posteriori al 1966;
  • ascensori collaudati conformemente al DM 9 dicembre 1987 n. 587, cioè a UNI EN 81-1:1987;
  • ascensori come sopra ma posteriori all’entrata in vigore della legge 9 gennaio 1989, n°13;
  • ascensori contemporanei, collaudati conformemente al DPR 30 aprile 1999, n°162.

Ricordiamo che, in ogni caso, si presuppone si tratti di ascensori positivamente collaudati secondo le norme all’epoca in vigore; se così non fosse, la valutazione dei rischi del singolo impianto, secondo l’appendice B alla UNI EN 81-80:2004, potrebbe dare risultato ben diverso.
Inoltre, molto importante, questo prospetto vale così com’è solo per quegli ascensori che non abbiano subito già adeguamenti che non fossero quelli obbligatori per legge in Italia. Questi adeguamenti obbligatori, di cui invece il prospetto ha tenuto conto, così come ovviamente il filtering nazionale, come si sa sono stati imposti in Italia nel 1963, con l’uscita del DPR 29 maggio 1963 n. 1497 per gli allora nuovi impianti, e nel 1987, con l’allegato II al DM 9 dicembre 1987 n. 587. Però, una parte consistente degli ascensori esistenti da tempo hanno subito ulteriori adeguamenti volontari che una disamina generale non può considerare.
Quello che si può chiedere e viene richiesto è che, dal momento in cui la norma è stata in vigore, si sia tenuto conto della UNI 10411, che appunto indica come effettuare correttamente le modernizzazioni parziali degli ascensori. La norma UNI 10411 è stata pubblicata in una prima edizione nel 1994, in una seconda nel 1998 e in una terza, come UNI 10411-1, per i soli ascensori elettrici, nel 2003; la UNI 10411-2, dedicata agli ascensori idraulici, è in fase conclusiva di studio. Per un corretto esame di un ascensore parzialmente modernizzato non resta che una valutazione specifica dei rischi da parte di un soggetto competente, secondo quanto indicato dall’appendice B della UNI EN 81-80:2004, ma che tenga conto dei livelli di priorità come stabiliti dall’appendice nazionale NA.
Sempre a livello esemplificativo viene mostrato un prospetto in cui si illustrano le misure protettive di priorità ALTA in un ascensore idraulico italiano esistente.



Misure protettive di priorità alta in un ascensore idraulico italiano preesistente

n.Descrizione194519631966196719791989199419992003
3Accuratezza di fermata e livellamento

7Difese parziali del vano corsa

8Blocco porte di ispezione vano

13Difese nel vano comune a + ascensori

15Accesso in fossa di profondità > 1m

16Interruttore di arresto

17Illuminazione del vano

22Dislivelli e recessi nel locale macchine

25Porte motorizzate non cieche

26Robustezza del fissaggio delle porte di piano

27Porte che contengono vetro

30Protezione porte motorizzate, impianti comuni

 idem, impianti accessibili ai disabili

31Blocchi porte di piano

34Richiusura automatica porte di piano

38Rapporto tra superficie cabina e portata

39Grembiule cabina

40Presenza della porta di cabina

43Protezione contro la caduta dal tetto di cabina

54 bRitorno automatico al piano inferiore

58Distanza orizzontale tra soglia parete frontale

59Distanza orizzontale tra porte piano e cabina

60 bSistema di emergenza

62Arresto del macchinario

63Allentamento funi

66Protezione contro lo shock elettrico

70 aPulsantiera di ispezione

70 bDispositivo di arresto sul tetto cabina

71Dispositivo di allarme di emergenza cabina

73Presenza del controllo del carico

Versione stampabile
Legenda
livello di priorità dell'intervento sulla situazione pericolosa alta.
livello di priorità dell'intervento sulla situazione pericolosa media.
livello di priorità dell'intervento sulla situazione pericolosa bassa.
livello di priorità dell'intervento sulla situazione pericolosa
non dipendente dalla generazione normativa, ma dal singolo impianto.
livello di priorità dell'intervento sulla situazione pericolosa
non dipendente dalla generazione normativa, ma dal singolo impianto.
Qui si sono prese in considerazione nove "generazioni normative" di ascensori installati a suo tempo:
  • ascensori installati precedentemente all’entrata in vigore del DL 31 agosto 1945 n. 600;
  • ascensori collaudati conformemente al DL 31 agosto 1945 n. 600;
  • ascensori collaudati conformemente al DPR 29 maggio 1963 n. 1497, fino al 1966, anno in cui il CNR ha emesso pareri che si sono riflessi sul livello di sicurezza afferente all’accesso in fossa di profondità superiore ad 1 m;
  • ascensori collaudati conformemente al DPR 29 maggio 1963 n. 1497 posteriori al 1966, prima del 1967;
  • ascensori come sopra, dal 1967, anno in cui il CNR ha emesso pareri che si sono riflessi sul livello di sicurezza relativo all’illuminazione del vano, fino al 1979;
  • ascensori come sopra, dal 1979, anno in cui il DM LLPP 1635 ha prescritto misure relative al ritorno automatico al piano inferiore, fino al 1989;
  • ascensori come sopra, ma posteriori all’entrata in vigore della legge 9 gennaio 1989, n°13;
  • ascensori collaudati conformemente al DPR 28 marzo 1994 n. 268, cioè alla UNI EN 81-2:1989;
  • ascensori contemporanei, collaudati conformemente al DPR 30 aprile 1999, n°162.

Anche in questo caso si è data per scontata l’effettuazione degli adeguamenti obbligatori mentre, se vi sono stati adeguamenti volontari, si presuppone che essi siano stati fatti in accordo con le norme vigenti, in analogia con la UNI 10411 del 1994 e poi del 1998 (è in fase di ultimazione l'elaborazione della versione UNI 10411-2 per gli ascensori idraulici).
E, anche in questo caso, se l’ascensore è già stato modernizzato parzialmente, il soggetto competente dovrà procedere ad un esame caso per caso secondo l’appendice B e quella nazionale NA della norma UNI EN 81-80:2004.



Giuseppe Iotti - Coordinatore GL 6 UNI "Progressivo incremento della sicurezza degli ascensori esistenti"





Copyright© UNI. All rights reserved. - webmaster@uni.com   -   Tutela e responsabilità -   Privacy Policy del Sito UNI
P.IVA 06786300159
Sito ottimizzato 1024x768 - Internet Explorer