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Abbigliamento

La qualità… in pelliccia

Dal visone alla volpe, dalla giacca al collo di pelliccia, nei mesi più freddi molte persone scelgono di vestirsi, come suggerisce la moda, con capi morbidi e caldi.
Per saperne di più sui materiali e per poter scegliere le pelli più adatte alle diverse esigenze, UNI ha pubblicato la norma UNI 11129 “Caratteristiche e requisiti dei cuoi per pellicceria” che fornisce le caratteristiche ed i requisiti, fisici e chimici, con i rispettivi metodi di prova, per la valutazione e la scelta delle pelli per pellicceria destinate al mercato dell’abbigliamento.

La norma specifica i metodi di prova per valuare la qualità e l’idoneità all’uso del prodotto, per esempio:

  • il carico di strappo e allungamento alla rottura, per verificare la resistenza delle cuciture,
  • la resistenza all’abrasione per la salvaguardia del pelo,
  • la resistenza del colore allo strofinio e la solidità del colore alla luce artificiale, per la durata del capo nel tempo.

Per essere conformi ai requisiti richiesti dalla norma, le pelli devono anche rispondere ad alcune caratteristiche chimiche, per esempio le quantità massime di alcune sostanze potenzialmente tossiche o nocive, come i coloranti azoici, la formaldeide libera o il pentaclorofenolo.

E come si riconosce la qualità in un prodotto di pellicceria? Dalla marcatura o dall’etichettatura: la pelle rispondente ai requisiti della norma deve essere marcata o etichettata indicando la dicitura “Cuoio/pelli per pellicceria in conformità alla UNI 11129”.

Voluta dall’Associazione Italiana Pellicceria, la norma è stata discussa e messa a punto nell’ambito della Commissione “Cuoio e pelli e pelletteria” dell’UNI. Si tratta della seconda fase del “progetto qualità” nel settore, iniziato con la pubblicazione della UNI 11007 sull’etichettatura delle pellicce per la tutela del consumatore e la trasparenza del mercato.

Ricordiamo che, ai fini della protezione degli animali e della salvaguardia dell’ambiente delle specie protette o in via di estinzione, il commercio e la lavorazione di pellicce è regolato dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora protette (CITES), sottoscritto da 130 peasi compresa l’Italia, previsto dagli accordi WTO e facente parte delle attività del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).


Per informazioni:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 70105992
e-mail: diffusione@uni.com

15/10/2004




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