Borsette, valigie, cinture, ma anche poltrone, divani e sedie... insomma tutto ciò che è fabbricato in pelle e in cuoio: a questi prodotti - e alle pelli con cui sono realizzati - si applica la nuova norma UNI 11212 "Cuoio - Termini, definizioni e simbologia di identificazione". La norma è nata infatti dall’esigenza degli utilizzatori della pelle e del cuoio di avere simboli chiari e validi per tutti i tipi di prodotti e una terminologia uniforme per definire i differenti tipi di pelle, informazioni che è poi possibile trasmettere a beneficio dei consumatori finali. Va infatti ricordato che identificare un materiale con un simbolo grafico significa trasparenza verso l’utilizzatore e impegno alla qualità e alla sicurezza. La norma - che si applica a tutti i tipi di cuoio e di pelli - è perciò destinata in particolare ai conciatori che potranno così disporre di un’utile guida per marcare i propri prodotti e comunicare in maniera “trasparente” con i propri clienti (generalmente aziende di trasformazione del cuoio). La norma prevede sostanzialmente tre tipi di simboli per l’identificazione dei materiali. Il primo è il simbolo specifico per il “Cuoio” (vedi pittogramma a lato); il secondo è relativo al “Cuoio rivestito” ed è rappresentato dallo stesso simbolo ma con un rombo all’interno; il terzo simbolo -un semplice rombo- indica invece che il prodotto è realizzato in plastica, gomma o altro materiale. Per evitare un eccessivo proliferare di simboli, che potrebbero ingenerare confusione nei consumatori, la norma UNI utilizza quelli già previsti dalla direttiva europea 94/11/CEE relativa all’etichettatura delle calzature. Altrettanto importante al fine di una corretta informazione ai consumatori è la terminologia: solo utilizzando gli stessi termini è possibile capire in modo inequivocabile di che cosa stiamo parlando e quindi cosa ci accingiamo ad acquistare. Se -ad esempio- parliamo di cuoio pieno fiore la norma ci spiega che si tratta di pellame che ha conservato la grana originale in quanto non è stato sottoposto ad alcun trattamento meccanico che potesse alterarla; se parliamo di cuoio rivestito dobbiamo invece sapere che si tratta di pelle la cui superficie ha subito dei trattamenti, come per esempio la verniciatura o l’applicazione di film con spessore coprente superiore a 0,15 mm ma non maggiore di un terzo dello spessore totale. Il termine vacchetta ci indica invece -senza possibilità di errori- che si tratta di pelle bovina conciata al vegetale, generalmente di piccole dimensioni, utilizzata prevalentemente per oggettistica d’arredamento, valigeria, corsetteria, cinture e selleria. Infine se stiamo acquistando un articolo in nappa possiamo andare tranquilli: è pelle morbida a pieno fiore, generalmente di montone, agnello o capretto. Per informazioni tecniche: UNI Divisione Beni di consumo e materiali e-mail: beniconsumo@uni.com
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15/01/2007
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