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Incidenti da gas combustibile nell'anno 2006: i numeri del CIG

Come ogni anno il CIG - Comitato Italiano Gas - (Ente federato all'UNI) raccoglie i dati relativi agli incidenti che si verificano in Italia a causa di un utilizzo non corretto (a volte doloso) del gas combustibile distribuito attraverso reti. Ecco una sintesi del rapporto relativo agli incidenti avvenuti nel 2006, le riflessioni sulle cause e le regole da seguire per prevenirli.


Nel corso dell’anno 2006, gli incidenti da gas combustibile relativi al gas distribuito per canalizzazioni (prevalentemente gas naturale e residualmente GPL) hanno fatto registrare un decremento rispetto all’anno precedente, così come gli incidenti da gas combustibile relativi gas di petrolio liquefatto (GPL) distribuito in bombole.
Non sono stati registrati incidenti relativi al gas di petrolio liquefatto (GPL) distribuito a mezzo di piccoli serbatoi.
Gli utenti (clienti finali civili) del gas naturale sono stati nell’anno 18.800.000 e quelli del GPL 7.700.000.
In totale quindi 26.500.000 utenze domestiche risultano attualmente interessate all’utilizzo di gas combustibili, per riscaldamento, per produzione di acqua calda sanitaria e per cottura cibi.
I dati del 2006, nella distribuzione del gas canalizzato per usi civili, hanno fatto rilevare 170 incidenti, dei quali 14 mortali che hanno causato 26 decessi. Gli infortunati sono stati 334.
Per il GPL distribuito in bombole, sono stati rilevati 127 incidenti, dei quali 9 mortali che hanno causato 10 decessi. Gli infortunati sono stati 154.

Incidenza climatica
Il numero di incidenti e di decessi è stato, come in passato, maggiore nei mesi dell’anno più freddi.
Gas canalizzato: nei primi tre mesi del 2006 si sono verificati il 43% degli incidenti dell’intero anno, il 28,2% negli ultimi due mesi. La percentuale degli incidenti accaduti nei mesi da aprile a ottobre è del 28,8%.
Gas in bombole: nei primi tre mesi del 2006 si sono verificati il 37,8% degli incidenti annuali, il 18,8% negli ultimi due mesi. Nei mesi da aprile a ottobre si è verificato il 43,3% degli incidenti annuali.

Cause degli incidenti
Gas canalizzato: la principale causa è riferibile all’impianto di evacuazione dei prodotti della combustione non idoneo o mancante e/o insufficiente ricambio d’aria, che ha causato il 30,6 % degli incidenti ed il 30,8% dei decessi. La carenza di manutenzione è stata la seconda causa di incidenti.
Gas in bombole: la principale causa degli incidenti (34,6%) è dovuta alla carenza di manutenzione. La disattenzione insieme all’uso scorretto delle apparecchiature o errata manovra sulle stesse ha causato il 27,6% degli incidenti e il 10% dei decessi.

Riflessioni sulle cause degli incidenti
A prescindere da accadimenti di particolare rilievo per la drammaticità della manifestazione, le problematiche più gravi nel contesto degli incidenti da gas sono legate all’impianto di evacuazione dei prodotti della combustione e a carenza di manutenzione. Il Comitato Italiano Gas ritiene che per limitare/ridurre tali accadimenti sia necessario un preciso impegno da parte di tutti, in primo luogo delle istituzioni competenti che il CIG continuerà a sensibilizzare. Risulta anche necessario continuare a promuovere campagne di informazione per i cittadini per evidenziare con messaggi di immediato recepimento, anche multilingue, i rischi connessi ad una non corretta utilizzazione dei gas combustibili, gli adempimenti in materia previsti dalla legislazione vigente, le problematiche relative alle canne fumarie. Non va dimenticato che spesso alcune problematiche insorgono già nel corso della progettazione e della costruzione degli impianti: in questo specifico contesto s’inquadra anche la recente campagna del CIG che, oltre ad informare i clienti finali civili sulle modalità dell’assicurazione per loro disposta, si sofferma anche sugli aspetti di sicurezza per la prevenzione degli incidenti.

Punti di attenzione
Il CIG ricorda che per evitare e/o ridurre gli incidenti da gas è necessario rispettare alcune semplici regole:

  • è necessario provvedere alla verifica (manutenzione) degli apparecchi -come previsto dalla legge- con particolare attenzione alle condizioni degli stessi, al corretto ed efficiente tiraggio del camino e alle aperture di aerazione e ventilazione dei locali di installazione, che occorre mantenere libere e prive di occlusioni;
  • prestare altrettanta attenzione agli apparecchi di riscaldamento non raccordati al condotto di evacuazione dei prodotti della combustione, quali ad esempio le stufe e gli scaldabagni, provvedendo a far eseguire anche su questi apparecchi le dovute verifiche;
  • fortemente sconsigliata la coesistenza di apparecchi alimentati a gas a camera aperta (Tipo B) e camini a legna. Nei casi di prevista coesistenza è necessario installare apparecchi a gas con la camera di combustione stagna rispetto
    all'ambiente (Tipo C). Nel caso in cui già coesistano apparecchi a gas di tipo B e camini alimentati a legna, è indispensabile fare eseguire periodicamente, da personale competente ed abilitato, un controllo che accerti la corretta evacuazione dei prodotti della combustione della caldaia con il camino a legna in funzione. La forte aspirazione (tiraggio) della canna fumaria del camino a legna, infatti, può impedire ai prodotti della combustione della caldaia di essere
    correttamente evacuati, creando così condizioni di reale pericolo per chi soggiorna nell’ambiente;
  • massima attenzione va posta all'aerazione dei locali per avere sempre una situazione di non pericolosità e idonea igienicità degli ambienti con permanenza di persone. Spesso i principali problemi relativi agli impianti domestici a gas sono legati all’inefficienza delle canne fumarie e/o a condizioni dei canali da fumo non idonee. Quasi mai è il gas stesso a mettere in pericolo la vita umana: diversamente i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione sono frequentemente causa di incidenti;
  • i controlli vanno fatti alle scadenze previste o ogni qualvolta sia ritenuto necessario; gli eventuali adeguamenti non devono essere procrastinati;
  • non sottovalutare sintomi come cefalea o nausea, specie se ricorrenti o riferibili alla permanenza nell'abitazione. Talvolta, infatti, questi malesseri possono dipendere dalla presenza di prodotti della combustione all'interno degli ambienti;
  • per limitare i rischi di fuoriuscite incontrollate di gas negli ambienti domestici, in modo particolare in quelli dove vivono persone anziane, è fortemente consigliato installare piani di cottura dotati all'origine di dispositivi di sicurezza per la rilevazione di fiamma su singoli fuochi (termocoppie). Il CIG, con la collaborazione dei fabbricanti dei piani di cottura, sta insistendo per rendere obbligatori i dispositivi di sicurezza per la sorveglianza di fiamma su questi apparecchi;
  • dove sono utilizzati tubi di gomma per il collegamento apparecchio-impianto, eseguire un controllo periodico sullo stato di conservazione; in ogni caso il tubo va sostituito entro la data di scadenza stampigliata sullo stesso. Anche i tubi di collegamento apparecchio-impianto, flessibili, metallici, devono essere periodicamente controllati.


Per informazioni:
CIG -Comitato Italiano Gas
Ente federato UNI

24/05/2007




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