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Ci sono i tubi che non valgono un tubo

Nei condomíni le liti per le infiltrazioni d’acqua sono all’ordine del giorno, ma se bisogna pagare i danni all’inquilino di sotto probabilmente è colpa del tubo di plastica sotto il pavimento del gabinetto, che non è costruito a norma.
I più usati sono i tubi di scarico in PVC da 125 millimetri: per risparmiare sui costi, specialmente i tubi di importazione sono addizionati con carbonato di calcio (è la polvere di roccia) fino al 25 per cento. Ciò abbrevia notevolmente la vita del tubo, che secondo buona tecnica edilizia dovrebbe durare almeno 25 anni se costruito secondo le norme UNI e certificato con il marchio “IIP-UNI" . Quando si rifanno le tubazioni del bagno, bisognerebbe sempre pretendere dall’istallatore tubi con il marchio IIP-UNI (Istituto Italiano dei Platici - Ente nazionale italiano di Unificazione); ovviamente se si compra casa nuova i tubi li ha messi il costruttore e non c’è niente da fare.

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il tubo di scarico fuori norma o, peggio, addizionato con carbonato di calcio, che costa 15 volte meno del PVC, ha una vita e una resistenza inferiori dal 30 al 150 per cento rispetto a un tubo fabbricato a norma UNI. Per vedere se è stato impiegato carbonato di calcio, c’è una prova di laboratorio molto semplice che misura il contenuto in ceneri dopo aver bruciato completamente il tubo: le ceneri non devono superare l'8 per cento, altrimenti c’è la frode, ma ovviamente il consumatore non è in grado di fare questa prova e l’unica garanzia è il marchio IIP-UNI.

Ma ci sono altri tubi che possono essere fonte di guai. Il consumatore non li vede e, forse, neanche sa che esistono, ma nella casa possono costituire un pericolo latente e diventare fonte di corti circuiti, incendi e scosse elettriche: si tratta dei cosiddetti “tubi protettivi flessibili per impianti elettrici”, che sono incassati dentro i muri e avvolgono come una guaina i veri fili elettrici. Se per causa di essi avviene un incidente, la colpa è del costruttore della casa, che ha tirato a risparmiare usando materiale scadente, ma può essere anche dell’istallatore. Comunque, la colpa originaria è del fabbricante o importatore dei tubi, che mette in circolazione prodotti non conformi ai requisiti del Comitato elettrotecnico italiano (CEI). In tal caso, i tubi possono avere difetti di isolamento o di tenuta e, per esempio, se passano vicino a una porta metallica potrebbero mettere in tensione la porta oppure possono logorarsi facilmente e generare corti circuiti e incendi domestici, causando anche danni rilevantissimi.


(Fonte: Unione Nazionale Consumatori, Agenzia n. 5199 del 16 febbraio 2005)


16/02/2005




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