L’evoluzione della tecnica di applicazione delle lenti a contatto (anche detta contattologia) consente oggi di offrire una vasta gamma di lenti a contatto sicure, confortevoli e su misura per tutte le esigenze. Sia sul lavoro che durante il tempo libero l’uso delle lenti a contatto ha avuto negli ultimi anni un enorme incremento e per molti sono diventate indispensabili. Proprio per la loro larga diffusione, basti pensare che l’Italia occupa il terzo posto per importanza nell’importazione di prodotti optometrici dopo gli stati Uniti e la Cina e negli ultimi 5 anni i valori di importazione sono aumentati del 26.2% (dati Globus www.globus.camcom.it/intranet/), con lo scopo di garantire canoni essenziali di sicurezza, UNI ha pubblicato la norma UNI EN ISO 14534:2003 “Ottica oftalmica - Lenti a contatto e prodotti per la cura delle lenti a contatto – Requisiti fondamentali”. Questa norma specifica i requisiti di sicurezza e di prestazione delle lenti a contatto, dei prodotti per la cura delle lenti a contatto e di alcuni altri accessori (come ad esempio contenitori, imballi, ecc.). La norma valuta la sicurezza e le prestazioni che devono avere le lenti a contatto ed i prodotti per la cura delle lenti secondo i seguenti criteri: - devono sempre essere documentate le caratteristiche funzionali, cioè lo scopo e le condizioni di utilizzo di lenti a contatto e loro accessori;
- devono essere documentati i requisiti specifici, come ad esempio i materiali delle lenti a contatto rigide o morbide (idrogel, poli-metil-meta-acrilato PMMA, ecc.);
- deve essere garantita la compatibilità chimica e fisica tra lenti a contatto e prodotti per la loro cura (ad esempio i liquidi disinfettanti non devono contenere sostanze che possono danneggiare le lenti);
- devono essere garantiti il comfort e la facilità di pulizia e manutenzione di tutti i tipi di lenti;
- deve essere chiaramente indicata la durata e la data di scadenza sia delle lenti a contatto “usa e getta”, che dei prodotti per la loro cura.
I processi di fabbricazione delle lenti a contatto “a norma” devono essere controllati e documentati dal produttore. Le lenti a contatto ed i prodotti per la loro cura devono, inoltre, rispettare i requisiti microbiologici cioè devono garantire che la produzione di germi durante l’uso non crei l’insorgere d’infezioni o patologie all’utilizzatore. La norma inoltre distingue i seguenti prodotti per la cura delle lenti a contatto: - i liquidi per la conservazione, pulizia e manutenzione delle lenti i quali devono essere forniti sterili e contenere principi attivi per la pulizia e la conservazione che però non danneggino le lenti,
- i contenitori per lenti, costruiti in materiali atossici per garantire “l’incolumità” delle lenti durante la conservazione e il trasporto evitando i rischi di schiacciamento, taglio o perforazione.
Anche l’imballaggio delle lenti a contatto nuove, sia nel caso di lenti “usa e getta”, sia permanenti, oltre che sterile, deve essere ideato dal produttore con lo scopo di proteggere le lenti fino al loro utilizzo, evitando ad esempio lo schiacciamento, il taglio o la perforazione. La norma richiede che sulla confezione delle lenti a contatto usa e getta e sull’imballo delle soluzioni vengano indicate la durata (tempo di conservazione) e la data di scadenza, onde evitare all’utilizzatore il rischio di lesioni da contaminazione dovuta a un prodotto “scaduto”. La norma prevede che le lenti a contatto vengano etichettate (sulla confezione) in modo chiaro ed indelebile con almeno: - il marchio di fabbrica,
- la data di conservazione e scadenza (se prevista),
- il numero della norma di riferimento.
Inoltre, tutti i tipi di lenti a contatto devono essere corredate delle informazioni fornite dal fabbricante per il corretto uso, manutenzione e conservazione. A tutela del consumatore, l’applicazione di questa norma permette l’incremento dei già numerosi vantaggi derivanti dall’uso di lenti a contatto, la qualità della vista vale più di un occhio della testa! Per informazioni commerciali: Diffusione UNI tel. 02 70024.200, fax 02 70105992 e-mail: diffusione@uni.com 29/04/2004 |