Adatta a persone di tutte le età, l'equitazione viene sempre più praticata non solo a livello agonistico, ma anche come attività sportiva, o semplicemente amatoriale, accessibile a tutti. Comunque si pratichi questo sport, l'aspetto della sicurezza dell'attrezzatura che si indossa rimane di estrema importanza sia per i cavalieri più esperti sia per i principianti. Le giacche protettive e i protettori del corpo e delle spalle che vengono indossati da chi pratica attività equestri -o da chi lavora con i cavalli- possono infatti fornire un buon grado di protezione contro gli incidenti dovuti a cadute da cavallo o da veicoli trainati da cavalli. Alcuni impatti possono verificarsi su terreni morbidi o duri o contro oggetti come alberi o altri tipi di ostacoli. È ovvio che i rischi non possono essere totalmente prevenuti dai materiali posti negli indumenti protettivi, ma è certo che questi indumenti possono ridurne notevolmente la gravità.
La norma UNI EN 13158:2009 specifica i requisiti e i metodi di prova per la copertura, le taglie, l'adattabilità e la regolazione, le limitazioni, l'ergonomia, la costruzione, l'innocuità e le prestazioni al momento dell'impatto, fornite dalle giacche di protezione, dai protettori del corpo e delle spalle indossati da bambini, adolescenti e adulti di entrambi i sessi quando montano a cavallo, lavorano con cavalli, conducono cavalli o sono trasportati da un veicolo condotto da cavalli. Per quanto riguarda il grado di protezione offerto dai protettori del corpo a chi conduce un cavallo, la norma stabilisce ad esempio che: - tutta la circonferenza del torso deve essere protetta;
- il materiale protettivo sulla schiena deve arrivare sino alla diciassettesima vertebra cervicale (posta alla base del collo);
- le spalline dell’indumento protettivo devono coprire un’ampia zona della clavicola.
Questi indumenti protettivi devono essere evidentemente progettati in modo da ridurre al minimo l’eventuale disagio di chi li indossa: ad esempio non devono presentare rifiniture o bordi rigidi che possano infastidire l'utilizzatore. Al di fuori dell'aria minima di protezione è inoltre possibile imbottire la sagoma del protettore con un materiale soffice. Le giacche protettive e i protettori del corpo devono essere forniti di sistemi di chiusura. Tali sistemi vengono sottoposti a prova mediante un dispositivo che applica una forza di 50 N per circa 30 secondi. Al termine della prova le chiusure non si dovranno aprire e non dovranno essere danneggiate. La norma fornisce inoltre tutte le indicazioni relative alle taglie, ai requisiti ergonomici, alle prestazioni in caso di impatto, all'innocuità dei materiali e tutti i relativi metodi di prova per verificare tali requisiti. Il produttore dei protettori per attività equestri dovrà fornire tutte le informazioni dettagliate relative alla loro vestibilità, al grado di traspirazione e all'utilizzo in climi caldi. Per quanto riguarda ad esempio la vestibilità, dovrà avvisare gli acquirenti della necessità di provare i capi protettivi in una posizione che sia approssimativamente quella che si assume quando si è a cavallo e che -sebbene tali capi siano progettati per coprire le parti del corpo più a rischio in fase di caduta - è importante al tempo stesso che essi non limitino o impediscano i movimenti del cavaliere. Le informazioni fornite dal fabbricante serviranno inoltre per spiegare agli utilizzatori come indossare correttamente e in modo sicuro gli indumenti protettivi. Gli indumenti protettivi "a norma" si riconoscono perché sono marcati in modo indelebile con alcune informazioni tra cui, ad esempio: - il numero della norma europea;
- il nome o il marchio del fabbricante;
- la designazione del tipo di prodotto, il suo nome commerciale o il codice identificativo;
- la taglia del protettore (per questo la norma stessa fornisce uno specifico pittogramma da utilizzare sui capi);
- l’anno di produzione.
La norma è corredata da una serie di appendici informative tra cui quella relativa alla casistica degli incidenti, ai fini della selezione di un appropriato indumento protettivo. Il documento fornisce infatti informazioni sulla frequenza degli incidenti, sulle parti del corpo che vengono maggiormente danneggiate da questi incidenti e sulla loro gravità, sul ruolo dei protettori del corpo, delle giacche di protezione e dei protettori delle spalle, sul significato dei "livelli di prestazione" definiti dalla norma e sulla selezione dei protettori più appropriati. Ovviamente oltre alla protezione del corpo è importantissimo proteggere anche la testa. Per chi pratica questa attività sono state infatti pubblicate altre due norme: la UNI EN 1384:2003 "Elmetti per attività equestri" e la UNI EN 14572 "Caschi ad elevate prestazioni per attività equestri". Entrambe le norme specificano i requisiti per gli elmetti di protezione (caschi), che possono avere o meno una visiera, destinati a persone che praticano questa attività. Le norme indicano i requisiti di sicurezza, i metodi di prova e i livelli di prestazione per l'assorbimento degli urti, la resistenza alla penetrazione, la resistenza e l'efficacia del sistema di ritenuta. Entrambe specificano inoltre le caratteristiche dei materiali, le taglie (che devono essere espresse in centimetri e corrispondere alla circonferenza della testa del cavaliere, da un minimo di 50 cm ad un massimo di 64 cm). Il caschi devono superare alcune prove di laboratorio tra le quali, ad esempio: - prova di assorbimento degli urti: su di un casco di prova (campione) viene fatto cadere un determinato peso; dopo l’impatto il casco non deve riportare rotture o deformazioni permanenti,
- prova della resistenza alla penetrazione: su di un campione viene fatto cadere un determinato peso dalla forma appuntita; dopo l’impatto il casco non deve riportare perforazioni.
Per concludere, il casco "a norma" dovrà riportare la marcatura chiara e indelebile del marchio di fabbrica, il numero e la data della norma di riferimento, la taglia (espressa in centimetri) e la data di fabbricazione. Inoltre, il casco dovrà essere provvisto di un'etichetta che riporti le informazioni per l'utilizzatore come ad esempio il peso dell'elmetto e le istruzioni per il corretto uso, la regolazione, la manutenzione e la pulizia. Le tre norme di cui sopra sono armonizzate ai sensi della direttiva 89/686/CEE sui dispositivi di protezione individuale. Conformarsi a tali norme significa quindi, per i produttori di questi articoli, avere la presunzione di conformità dei propri prodotti ai requisiti essenziali di sicurezza richiesti dalla suddetta direttiva europea. Per informazioni tecniche: Divisione Organizzazione, processi, servizi e società e-mail: organizzazione@uni.com Per informazioni commerciali: Diffusione UNI tel. 02 70024.200, fax 02 5515256 e-mail: diffusione@uni.com
06/11/2009 |