Per accrescere ulteriormente gli standard di sicurezza degli occhiali da sole -che grazie ad uno stile inconfondibile, ad un design avanzato e alla ricerca accurata di forme e materiali sono già fiore all’occhiello del “Made in Italy”- UNI ha pubblicato la norma UNI EN 1836:2006 “Protezione personale degli occhi - Occhiali da sole, filtri per la protezione contro le radiazioni solari per uso generale e filtri per l’osservazione diretta del sole”.
La norma specifica le caratteristiche (meccaniche, ottiche, etc) degli occhiali da sole e dei filtri solari che non siano lenti correttive ma che abbiano solo la funzione di proteggere gli occhi contro le radiazioni solari. La norma si applica alle lenti di uso comune (incluse quelle che vengono utilizzate in strada durante la guida) mentre non riguarda le lenti per la protezione dalle radiazioni da sorgenti di luce artificiali (ad esempio solarium) o le lenti di protezione degli occhialoni da sci. Per rispettare i requisiti fondamentali definiti dalla norma, gli occhiali da sole “sicuri” devono essere privi di parti sporgenti, di spigoli vivi che possono causare disagio o addirittura lesioni all’utilizzatore. Inoltre, i materiali con i quali vengono prodotti, sia lenti che montature, non devono in alcun modo causare irritazioni o reazioni tossiche alla pelle dell’utilizzatore. La norma specifica anche i requisiti delle lenti che devono proteggere l’occhio dell’utilizzatore dalla trasmissione dei raggi solari (UV, UVA e UVB). Pur lasciando ampio spazio al design e alla creatività del fabbricante (per ciò che concerne forme e colori), le lenti da sole devono sempre mantenere le caratteristiche necessarie per proteggere l’occhio dell’utilizzatore ad esempio dai raggi infrarossi, dagli ultravioletti e dalla luce blu, che potrebbero danneggiare anche in modo permanente l’occhio esposto - senza protezioni - a tali radiazioni. La norma indica ben cinque categorie di filtri con differenti caratteristiche: si va dalla categoria 0 (trasparente o colore chiaro) fino alla categoria 4 (colore molto scuro). Quest’ultima non è adatta ad essere utilizzata durante la guida, informazione che deve essere fornita al consumatore mediante l’apposizione di un apposito simbolo approvato, con altezza minima di 5 mm (vedi simbolo nella pagina). Questo perché in condizioni di luce ridotta i filtri solari, destinati a proteggere gli occhi dalla luce forte del giorno, riducono la percezione visiva. I filtri solari fotocromatici (cioè quelli che a seconda dell’intensità della luce si schiariscono o si scuriscono) possono invece esssere considerati adatti anche ad un uso notturno se, sottoposti ad una specifica prova, dimostrano di schiarirsi a sufficienza per permettere una buona visione. La norma definisce infine le caratteristiche e i requisiti dei filtri che possono essere utilizzati per l’osservazione diretta dl sole, ad esempio durante un’eclissi.
Per verificare che gli occhiali da sole -o le lenti- che acquistiamo siano a “norma” assicuriamoci che riportino almeno le seguenti informazioni: - il riferimento di questa norma (UNI EN 1836)
- l’identificazione del fabbricante o del fornitore
- il numero della categoria del filtro
- il tipo di filtro (es. fotocromatico, ecc.)
- le istruzioni per la cura, la manutenzione e la pulizia.
Per informazioni: Comunicazione UNI tel. 02 70024.471 - fax 02 70024474 e-mail: redazione@uni.com Per informazioni commerciali: Diffusione UNI tel. 02 70024.200, fax 02 70105992 e-mail: diffusione@uni.com 07/03/2006 |