Le moto d'acqua, o "acquascooter", sono ben note a chi frequenta, d'estate, le affollate spiagge delle località balneari: la norma UNI EN ISO 13590:2004 "Unità di piccole dimensioni - Moto d'acqua - Requisiti della costruzione e dell'installazione degli impianti" (disponibile in lingua inglese) è dedicata a questi piccoli natanti da diporto, di lunghezza inferiore ai 4 metri, e fornisce indicazioni di sicurezza - per il costruttore e l'utilizzatore - che vanno dalla fabbricazione al sistema di alimentazione; dai sistemi elettrici, alla struttura dello scafo; dalla galleggiabilità ed altre caratteristiche di stabilità, al manuale del proprietario. Qualche esempio. La norma stabilisce severe prove per verificare la robustezza della struttura dello scafo: dopo essere stato caricato con il massimo peso consentito, l'acquasooter viene lasciato cadere in acqua, orizzontalmente, da un'altezza di due metri e mezzo. Dopo questa prova non si devono presentare fratture, crepe o incrinature in nessuna parte dello scafo. Ovviamente altrettanto stringenti sono i requisiti di galleggiabilità richiesti dalla norma: la prova di galleggiamento avrà infatti esito positivo se il natante, caricato oltre il peso consentito (aggiungendo 10 Kg per ogni passeggero per il quale il natante è stato omologato), si manterrà anche in parte sopra la superficie dell'acqua dopo essere rimasto immerso per almeno 18 ore. Per quanto riguarda la stabilità - altro requisito fondamentale - la moto d'acqua deve essere progettata in modo che, in caso di capovolgimento, il guidatore o i passeggeri possano facilmente raddrizzare l'imbarcazione e risalire a bordo. Il sistema di alimentazione deve essere progettato adeguatamente tenendo conto dei movimenti estremi che le moto d'acqua possono compiere: in caso di rollio di 180° o inclinazioni di 90° in tutte le direzioni, non deve fuoriuscire combustibile dal serbatoio. Quest'ultimo non deve essere costruito in lamiera, oppure in ferro, in acciaio non rivestito, o in altre leghe di ferro. Per garantire un uso corretto e sicuro, la targhetta apposta dal costruttore deve riportare, in maniera leggibile e indelebile, la categoria a cui il natante appartiene e che si riferisce alle condizioni ambientali per le quali la moto d'acqua è stata progettata ("C" per acque costiere, baie, estuari, laghi e fiumi con vento sino a forza 6 ed onde sino a 2 metri; "D" per acque più riparate, piccoli laghi, fiumi e canali con vento sino a forza 4 ed onde non oltre il mezzo metro d'altezza), oltre che informazioni circa il nome del fabbricante, il carico massimo consentito, il numero di persone trasportabili. Il manuale del proprietario, infine, deve contenere un avviso circa l'obbligo, da parte di ogni passeggero, di indossare giubbotti di salvataggio.
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