Nella pratica dell'hockey su ghiaccio, per i giocatori, i portieri e gli arbitri il rischio di lesioni al viso e alla testa è abbastanza comune. Per ridurre la frequenza e la gravità delle ferite senza compromettere l'aspetto e l'attrattiva del gioco, l'ISO/TC 83 "Sport and recreational equipment" SC 5 "Ice hockey equipment and facilities" ha pubblicato la norma 10256:2003 "Head and face protection for use in ice hockey". Messa a punto con la collaborazione della Federazione Internazionale di Hockey, la norma specifica i requisiti e i metodi di prova relativi alla costruzione degli elmetti di protezione della testa e dei protettori del viso, considerando aspetti quali la distribuzione ed attenuazione della forza d'impatto, la prevenzione della penetrazione di oggetti, le proprietà del sistema di ritenzione, il campo visivo, la marcatura. La ISO 10256 fornisce ai fabbricanti, agli organismi di valutazione della conformità, agli utilizzatori ed alle associazioni di hockey su ghiaccio, un metodo comune -elaborato da un gruppo internazionale di esperti- fondato su nuovi studi, idee e teorie volte a migliorare la sicurezza dei giocatori. Secondo la CSA (Canadian Standards Association) la pratica di numerosi sport è associata al rischio di gravi lesioni agli occhi e di cecità ed una protezione adeguata del viso e della zona degli occhi è indispensabile. A titolo di esempio: nella stagione 2001-2002 di hockey su ghiaccio si sono contati 4 incidenti con ferite agli occhi, 2 dei quali con perdita della vista; nella stagione 1974-1975, prima dell'entrata in vigore dell'obbligatorietà dell'uso di maschere facciali per i giocatori, si sono contati ben 258 incidenti con ferite agli occhi, 43 dei quali con perdita della vista. La ISO 10256:2003 sostituisce le norme ISO 10256:1996, ISO 10257:1996 e la norma europea EN 967:1997. Per informazioni:
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