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Norme europee per immersioni... più sicure

Per cercare di ridurne i potenziali pericoli il CEN sta sviluppando una serie di norme sul diving ricreativo.
“La metà degli incidenti che si verificano nella pratica delle immersioni subacquee potrebbe essere evitata mediante un controllo più accurato” ha dichiarato Ulrich van Laak dell’organismo internazionale Divers Alert Network. “Si stima che il 60% di tutti gli incidenti avvenga durante le prime 30 immersioni; ciò significa che una buona preparazione sia pratica che teorica potrebbe diminuire sensibilmente la percentuale di pericolo per i subacquei” ha aggiunto van Laak il quale ha concluso affermando che “le norme potrebbero sicuramente aiutare a ridurre il rischio di tali incidenti!”.

Lo scopo delle norme europee è quello di diminuire i rischi ad un livello accettabile stabilendo una serie di specifiche per la sicurezza e la fornitura di questi servizi e stabilendo inoltre i requisiti minimi per la formazione degli istruttori.
Le norme europee specificano infatti il livello di esperienza che questi istruttori dovrebbero avere. Solo se un potenziale istruttore ha maturato sufficiente esperienza sia a lvello pratico che teorico potrà essergli assegnato il certificato di istruttore da un organismo di formazione. Questo documento lo qualifica come istruttore professionista conferendogli il titolo ufficiale di “Scuba divers” (il temine scuba è l’acronimo di “Self container underwater breathing apparatus).

La norma europea EN 14413 si compone di tre parti e specifica tre differenti livelli di formazione: il Livello 1 per istruttori che insegnano le conoscenze di base del diving, il Livello 2, più avanzato, e il Livello 3 che viene conferito ai capi istruttori.
Un istruttore certificato deve essere per esempio in grado di recuperare gli eventuali subacquei in difficoltà, di fornire una prima assistenza in caso di incidente e di applicare l’ossigeno in condizioni di emergenza; deve inoltre poter dimostrare di possedere le necessarie competenze nel corso delle immersioni.

Un’altra norma, la EN 14467, specifica i requisiti di sicurezza per le scuole e per i centri di diving.
I fornitori di questi servizi devono infatti essere in grado di far fronte alle richieste di noleggio delle attrezzature per immersioni, organizzare corsi di formazione per subacquei, ecc.
Prima di ogni immersione deve inoltre essere effettuata un’attenta analisi del rischio valutando le condizioni ambientali: dalla visibilità sott'acqua alla presenza di eventuali agenti inquinanti, alla possibilità di mettere in atto eventuali piani di emergenza. La norma specifica inoltre quali attrezzature di soccorso devono essere disponibili e quali procedure d’emergenza devono poter essere messe in atto.
Le norme europee sul diving ricreativo sono già ampiamente utilizzate dalle scuole e dai centri di diving di tutto il mondo come, ad esempio, quello dell’isola di Phuket in Tailandia.
Nei prossimi sei mesi queste norme dovranno essere adottate come norme nazionali dagli enti normatori membri del CEN. Altre norme sull’argomento saranno pronte entro la fine del 2004.


Per informazioni:
Ruth Seibicke, CEN PR and Communications representative,
tel. + 32 2 5500833, fax + 32 2 5500819,
e-mail: ruth.seibicke@cenorm.be

10/03/2004




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