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Pubblicata la UNI/PdR 109 sui profili professionali nell’ambito della sostenibilità. Il documento, suddiviso in due parti, è uno strumento utile a livello nazionale che risponde a una domanda pressante su scala mondiale…

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Il tema della sostenibilità sociale, economica e ambientale è ormai al centro delle politiche industriali nazionali ed europee ed è un tema del quale le organizzazioni devono tenere necessariamente conto nell’ambito della pianificazione delle proprie attività e strategie.
frase professione sostenibilitaVa da sé che le conoscenze, abilità e competenze dei professionisti che operano in questo settore saranno sempre più richieste dal mercato del lavoro.

Per promuovere una maggiore consapevolezza sulle professioni che si focalizzano sulla sostenibilità e per offrire uno strumento utile a livello nazionale per la definizione delle caratteristiche proprie di queste figure professionali, UNI insieme a Intertek, Confassociazioni, e CSR Manager Network hanno pubblicato la Prassi di riferimento UNI/PdR 109 “Attività professionali non regolamentate: profili professionali nell’ambito della sostenibilità” suddivisa in due parti:

Partendo da una preliminare identificazione di quelli che sono i compiti e le attività specifiche di ciascuna figura professionale, la prassi ne definisce i requisiti in termini di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità identificando - per quanto applicabile - le capacità personali attese, in coerenza con il Quadro Nazionale delle Qualificazioni (QNQ).
Tali requisiti sono inoltre espressi in maniera tale da agevolare e contribuire a rendere omogenei e trasparenti, per quanto possibile, i relativi processi di valutazione della conformità.

 Ma vediamo un esempio concreto.
Per contribuire allo sviluppo di un business model sostenibile (che è uno dei compiti che la prassi attribuisce al Sustainability Manager e al Sustainability Practitioner) questi professionisti devono - ad esempio - essere in grado di:

sustainable environmentSecondo Franco Fontana di Intertek Italia, Project leader della prassi UNI, “per Intertek Italia e per me personalmente, la Prassi è il risultato di un progetto avviato molti anni fa. Esistono vari modelli di certificazione nell’ambito della sostenibilità, ma era necessario valorizzare i veri promotori di ogni approccio sostenibile: le persone. Questo documento normativo valorizza appunto, e conferma, attraverso la certificazione di terza parte, i professionisti della sostenibilità. Queste figure professionali sono fondamentali per la diffusione della cultura e di un approccio sostenibile. Non esistono però solo i professionisti, i manager o gli auditor, vi sono anche studenti, cittadini, e persone che all’interno delle aziende rivestono comunque un ruolo fondamentale nella sostenibilità, pur non avendo un ruolo manageriale ma che contribuiscono ad un approccio sostenibile; ecco perché abbiamo inserito anche il principio delle conoscenze di base e quindi della certificazione ‘User’: proprio per valorizzare anche loro e il loro contributo verso l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.
Come project Leader" – conclude Fontana - "ci tengo a ringraziare UNI, Confassociazioni e CSR Manager Network per avere creduto nel progetto e ringrazio ovviamente i membri del gruppo di lavoro: il Presidente di Confassociazioni, Angelo Deiana, Stefania Bertolini e Claudia Strasserra di CSR Manager Network, Raffaele Trapasso dell’OECD, Alessandro Santilli del Gruppo Leyton, Laura Vannucci di SIACO, Fabiana Lorenzi di HRC, Elena Battellino di Accredia, la collega di Intertek Francesca Bergamaschi e il coordinatore di UNI Adriano Ferrara”.

ambiente worldPer Confassociazioni, nel mondo delle professioni e delle imprese era importante dare contenuti a procedure di certificazione delle figure del management della sostenibilità. Si tratta di figure strategiche, come quelle del Sustainability - CSR Manager di cui si occupa questa prassi” spiega il presidente Angelo Deiana. “Figure che hanno il compito di guidare le organizzazioni verso orizzonti di cambiamento dove sarà necessario governare soluzioni che contrastino gli effetti dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento, e che permettano di affrontare la complessa questione della gestione dei rifiuti. Tutti temi che devono necessariamente prevedere una risposta adeguata da parte del sistema economico, soprattutto nel tessuto imprenditoriale, manageriale e professionale che governa le filiere produttive. Per questo, siamo felici di questo momento in cui diamo finalmente il via alla prassi costruita insieme ad UNI, Intertek e CSR Manager Network”.

Stefania Bertolini, Segretario Generale CSR Manager Networkspiega che “CSR Manager Network da 15 anni riunisce i professionisti e i manager che in Italia si dedicano alle strategie e ai progetti di sostenibilità con l’obiettivo di promuoverne la professionalità. Con l’attuale crescita esponenziale dell’interesse nei confronti della sostenibilità, sentiamo ancora più urgente la necessità di una chiara definizione delle competenze che occorrono a questa figura per essere efficace nei processi di integrazione della sostenibilità nel business”.
Siamo quindi molto lieti” – conclude Bertolini – “di aver collaborato con UNI, Intertek e Confassociazioni per il varo della prassi di riferimento che regolamenta conoscenze e competenze dei professionisti della sostenibilità, non solo per dare un perimetro a chi già opera in questa funzione, ma anche per agevolare i percorsi di crescita e la riconoscibilità dei profili più junior che sempre più numerosi si affacciano in questo ambito”.

La Prassi di riferimento si colloca nell'ambito delle molteplici attività UNI a supporto della normazione in ambito CSR avviate più di 10 anni fa con la pubblicazione della UNI ISO 26000:2010, concretizzatasi anche grazie al fondamentale apporto della delegazione italiana al tavolo ISO, a cui hanno fatto seguito svariate iniziative UNI fra cui si ricordano le pubblicazioni della UNI/PdR 18:2016 “Responsabilità sociale delle organizzazioni - Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000”, della UNI/PdR 51:2018 “Responsabilità sociale nelle Micro e Piccole Imprese (MPI) e nelle imprese artigiane, ovvero imprese a valore artigiano - Linee guida per l'applicazione del modello di responsabilità sociale secondo UNI ISO 26000” e della UNI/PdR 49:2018 “Responsabilità sociale nel settore delle costruzioni - Linee guida all'applicazione del modello di responsabilità sociale UNI ISO 26000”.
A questi documenti si aggiungono anche la recente adozione della ISO 26000 come EN ISO, su proposta italiana, e il conseguente recepimento a catalogo nazionale come UNI EN ISO 26000:2020, la Vice-presidenza italiana del CEN Workshop sul Futuro della Responsabilità Sociale e la pubblicazione nel 2020 di un Dossier tematico dedicato interamente al tema CSR sulla rivista U&C (Dossier U&C n.7/2020 "Emergenza Responsabilità").

Le due parti della Prassi di Rifermento (parte 1 e parte 2) possono essere scaricate liberamente dal sito ai seguenti link:

Le prassi di riferimento sono documenti che definiscono prescrizioni tecniche o modelli applicativi di norme tecniche, elaborati con un rapido processo di condivisione ristretta, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva a una società in cambiamento.
Tutte le prassi di riferimento sono gratuitamente scaricabili dal sito accedendo alla sezione “Catalogo”.

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