Stampa 

L’idea di definire nel sistema UNI una forma di documento para-normativo nazionale nasce dalle iniziative già perseguite da ISO, CEN e numerosi enti di normazione nazionali (come l’inglese BSI, il francese AFNOR…) di disporre di una modalità di condivisione e formalizzazione di contenuti tecnici innovativi - spesso sulla base di documenti già consolidati in forma privata o consorziata - nella quale la limitazione del coinvolgimento delle parti interessate (e quindi del livello di consenso) sia funzionale alla rapidità dell’iter e quindi al ruolo di trasferimento della conoscenza richiesto al mondo della normazione.

Il Consiglio Direttivo ha rivolto la propria attenzione a tali forme di elaborazione tecnica già nel biennio 2009-2010 affrontando il tema della qualità e sostenibilità dei processi organizzativi e della filiera dei servizi, arrivando alla conclusione che …il mondo della normazione deve orientarsi verso i nuovi mercati potenziali - ed i suoi soggetti interessati - con un’attitudine nuova, anticipando l’applicazione della condivisione tra tutte le parti con coinvolgimenti prioritari tra gli erogatori di servizi, pubblici e privati, ed i fruitori degli stessi, cittadini e utenti. Tale nuovo approccio deve consentire in tempi brevi la definizione di accordi specifici, formalizzati sotto forma di disciplinari coordinati dall’intervento strategico dell’UNI. Questa nuova forma di approccio alla normazione volontaria riduce di fatto i tempi tradizionali della normazione consentendo di accrescere la consapevolezza normativa dei futuri stakeholder in un graduale processo di consolidamento dell’innovazione. Si ritiene quindi importante formalizzare la possibilità di elaborare disciplinari disponibili pubblicamente, frutto di accordi con singoli importanti soggetti, al pari di documenti para-normativi già esistenti presso gli altri grandi enti di normazione europei…

Nelle Linee Politiche UNI 2011-2013 si è voluto confermare l’utilità di regolamentare nuove forme di pubblicazioni para-normative, frutto di collaborazioni con soggetti istituzionali, al fine di accrescere la cultura dell’innovazione e preparare i contesti di sviluppo per le attività di normazione, in particolare – ma non solo - nel settore dei servizi. Sono quindi state definite le caratteristiche (tramite un’apposita regolamentazione e una procedura) di una nuova tipologia di documento UNI, denominata “prassi di riferimento” ed approvata dagli organi direttivi dell’Ente.

In sintesi, le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido (al massimo 8 mesi dall’approvazione della richiesta) processo di condivisione ristretta ai soli autori, verificata l’assenza di norme o progetti di norma allo studio sullo stesso argomento.Gli autori sono anche i committenti del lavoro, poiché sono tenuti a firmare un contratto che - oltre a specificare il titolo, lo scopo, le risorse, i tempi…– definisce anche gli aspetti economici connessi al finanziamento della realizzazione della prassi. Naturalmente il “profilo” del committente/autore deve assicurare una rappresentatività ampiamente riconosciuta dal mercato: per esempio può essere un’entità pubblica o un consorzio di organizzazioni.

Agli autori sopra citati si possono aggiungere esperti del sistema UNI, che possono portare esperienze specifiche in ambiti limitrofi già normati.
Poiché le prassi non sono documenti normativi, sono elaborate in appositi “Tavoli” indipendenti dagli organi tecnici del Sistema UNI ma comunque sotto la conduzione operativa dell’UNI, che ne cura anche la pubblicazione.

Le prassi di riferimento sono strumenti al servizio della normazione e del mercato: nell’ottica del miglioramento continuo il Sistema UNI deve dotarsi di processi e strumenti capaci di rispondere alle sollecitazioni del mercato (come ad esempio l’inchiesta pubblica preliminare), che richiede tempi sempre più ridotti ed interventi a valore aggiunto. Questa nuova forma di pubblicazione para-normativa (particolarmente adatta ad argomenti caratterizzati da un ridotto grado di consolidamento nella società) va nella direzione auspicata di accrescimento della cultura dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione.

pdfRegolamento per lo svolgimento dell'attività di sviluppo delle prassi di riferimento

pdfPrassi di riferimento: una risposta tempestiva per mercati che cambiano


Cosa sono?

Le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, sotto la conduzione operativa di UNI, e da esso emanati, verificata l’assenza di norme o progetti di norma allo studio (in ambito nazionale, europeo o internazionale). Non essendo documenti normativi, le prassi di riferimento non sono elaborate all’interno degli organi tecnici dell’UNI e degli Enti Federati (che hanno invece il compito di seguire la competente attività di normazione tecnica relativa all’elaborazione delle norme UNI, delle specifiche tecniche e dei rapporti tecnici) bensì in appositi “Tavoli”.


Che vita utile hanno?

Dopo 2 anni dalla pubblicazione (tempo stimato necessario per consentirne la diffusione e l’applicazione sul mercato) viene valutata l’opportunità e l’interesse di “fare evolvere” la prassi di riferimento in un documento normativo sul medesimo argomento. Le prassi hanno infatti una vita utile non superiore a 5 anni, periodo massimo entro il quale possono essere trasformate in norma UNI, UNI/TS, UNI/TR oppure ritirate.


Chi le scrive?

Le prassi di riferimento sono elaborate nell’ambito di un formale “Tavolo” - al di fuori degli organi tecnici del Sistema UNI - costituito da rappresentanti delle organizzazioni che hanno chiesto all’UNI di definire il documento. Queste sono di fatto le committenti del lavoro, poiché sono tenute a firmare un contratto che - oltre a specificare il titolo, lo scopo, le risorse, i tempi e le azioni di diffusione – definisce anche gli aspetti economici connessi al finanziamento della realizzazione della prassi. Naturalmente il “profilo” del richiedente deve assicurare una rappresentatività ampiamente riconosciuta dal mercato: per esempio può essere un’entità pubblica o un consorzio di organizzazioni.
Agli esperti sopra citati si possono aggiungere esperti del sistema UNI, che possono portare esperienze specifiche in ambiti limitrofi già normati.


I contenuti

Le prassi di riferimento contengono specificazioni tecniche in forma descrittiva riguardanti argomenti di tutti i settori di competenza dell’Ente, con particolare riguardo ai settori innovativi per la normazione; in particolare prassi già in uso nell’ambito delle prestazioni dei servizi erogati al consumatore/cittadino, applicazioni settoriali di specifiche esistenti, disciplinari industriali, protocolli per la gestione di marchi proprietari, modelli di gestione sperimentati a livello locale, adozione a livello nazionale di CWA...


Rispetto alle norme...

Le prassi di riferimento sono documenti i cui contenuti esprimono le esigenze di soggetti significativi del mercato e la cui elaborazione è garantita da regole UNI. Non sono norme tecniche UNI, specifiche tecniche UNI/TS o rapporti tecnici UNI/TR (dalle quali si differenziano per il processo di elaborazione, le tipologie di soggetti coinvolti, il livello di consenso e la veste grafica) ma possono diventarlo se successivamente vengono condivise da tutto il mercato di riferimento.


Come si fanno?

Le prassi di riferimento sono caratterizzate da un iter di elaborazione particolarmente veloce (8 mesi dall’approvazione della richiesta), con una procedura estremamente snella, sintetizzabile in sei fasi:


Progetti avviati

Le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido (al massimo 8 mesi dall'approvazione della richiesta) processo di condivisione ristretta ai soli autori, verificata l'assenza di norme o progetti di norma allo studio sullo stesso argomento.
Esse costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell'innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

Qui di seguito vengono visualizzati i riferimenti dei progetti di prassi di riferimento sinora avviati.

 

Per informazioni contattare:
Direzione Relazione Esterne, Sviluppo e Innovazione
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Consultazione

I progetti di prassi di riferimento predisposti ed approvati dai Tavoli vengono resi pubblici e sottoposti a una consultazione aperta per raccogliere le osservazioni del mercato, che saranno discusse prima di procedere alla stesura della versione finale da pubblicare.

Si può liberamente scaricare il testo in formato pdf del progetto di prassi di riferimento di proprio interesse e sottoporre ad UNI eventuali osservazioni compilando il presente schema in formato editabile.

Lo schema con le osservazioni deve poi essere trasmesso a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il relativo termine posto per la fine della consultazione ("Termine Consultazione").

Titolo Termine Consultazione File PDF
Infrastrutture Critiche – Sistema di gestione della resilienza – Requisiti 15/12/2013 pdf
Amministrazioni Locali - Indicatori di prestazione 30/09/2013 -
Servizi di integrazione dei sistemi audio, video e controlli (AVC) – Requisiti di progettazione, installazione, configurazione, taratura, programmazione e collaudo 15/09/2013 -
Aziende di stampa industriale – Obblighi, responsabilità e aspetti gestionali per la sicurezza sul lavoro e la tutela ambientale 20/12/2012 -
Indirizzi metodologici e procedurali per l'asseverazione nel settore delle costruzioni edili ed ingegneria civile 02/11/2012 -
Stabilimenti balneari - Requisiti per la sicurezza, la qualità, la fruibilità e la sostenibilità dei servizi erogati dagli stabilimenti balneari 14/09/2012 -

Scarica le prassi pubblicate

Le prassi di riferimento pubblicate sono gratuitamente scaricabili e restano disponibili per un periodo non superiore a 5 anni, tempo massimo dalla loro pubblicazione entro il quale possono essere trasformate in un documento normativo (UNI, UNI/TS, UNI/TR) oppure devono essere ritirate.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione delle prassi di riferimento pubblicate, di poter fornire suggerimenti per un loro miglioramento è pregato di inviare i propri contributi al seguente indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Le prassi di riferimento pubblicate sono elencate qui di seguito, scaricabili in formato pdf.

Titolo Data pubblicazione File PDF
Servizi di integrazione dei sistemi audio, video e controlli (AVC) - Requisiti di progettazione, installazione, configurazione, taratura, programmazione e verifica tecnica 21/11/2013 pdf
Aziende di stampa industriale - Obblighi, responsabilità e aspetti gestionali per la sicurezza sul lavoro e la tutela ambientale 22/02/2013 pdf
Indirizzi metodologici e procedurali per l'asseverazione nel settore delle costruzioni edili ed ingegneria civile 19/02/2013 pdf
Stabilimenti balneari - Requisiti per la sicurezza, la qualità, la fruibilità e la sostenibilità dei servizi erogati dagli stabilimenti balneari 13/11/2012 pdf
Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie. Clicca qui per ulteriori informazioni.