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sacchettobioNegli ultimi anni si è assistito allo sviluppo in ampie zone d'Italia della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e in particolare del sistema "porta a porta". Nell'ambito di tale pratica, per la raccolta della frazione organica si è diffuso l'uso dei sacchi biodegradabili e compostabili: ciò ha reso necessaria la stesura di una norma specifica per definire i requisiti ai quali devono rispondere tali sacchetti.

La norma UNI 11451:2012 "Sacchi biodegradabili e compostabili per la raccolta della frazione organica dei rifiuti solidi urbani - Tipi, requisiti e metodi di prova" si concentra sulla raccolta della frazione organica e definisce le dimensioni e i requisiti fisico meccanici ai quali devono rispondere i sacchi di materiale termoplastico biodegradabile e compostabile, per essere idonei allo scopo.
Da tempo il Consorzio Italiano Compostatori (CIC) evidenziava l'importanza di affiancare alle raccolte differenziate della frazione organica un sacchetto di contenimento che non fosse di plastica tradizionale (per es. PE), cioè un rifiuto non biodegradabile che interferisce con le pratiche di compostaggio o di digestione anerobica.

Per una visione più completa delle norme esistenti in materia, ricordiamo la UNI 7315 per i sacchi di polietilene per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (che però non si applica ai sacchi destinati alla raccolta differenziata della frazione organica umida), la UNI EN 13432 per la compostabilità di un imballaggio, la UNI EN 14995 sulla valutazione della compostabilità.

Per saperne di più sulla UNI 11451:2012 (classi dei sacchi, caratteristiche, spessore, massa areica, ecc.) e sulle norme pubblicate del settore, rimandiamo ad un articolo che verrà pubblicato sulla rivista U&C-Unificazione & Certificazione.

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