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In questi giorni Milano ospita le riunioni dell’ISO/TC 260 “Human resource management”.
human resource managementUn tema, quello dell’HR, che sta veramente al cuore di qualsiasi organizzazione se è vero che una strategia efficace delle risorse umane può avere un effetto positivo sulle prestazioni organizzative complessive: il valore di un'organizzazione dipende infatti in ultima analisi dal valore delle persone. Per questo la forza lavoro di un’azienda è spesso uno degli elementi – come anche dei costi - più importanti.

Il Comitato tecnico ISO che si occupa di HR vede la partecipazione attiva di 28 membri – tra cui ovviamente l’Italia – e altri 26 “observer member” che ne seguono da vicino i lavori. Un’attività ampia e complessa che si articola in numerosi WG (nove, per la precisione) e che ad oggi vanta 12 norme già pubblicate e altre 8 attualmente in fase di elaborazione.
Un’attività che, oltre ad essere ampia e complessa, si rivela quanto mai utile e necessaria. Non solo perché esistono tuttora differenti sistemi e processi di gestione HR che variano da un’impresa all’altra e da un Paese ad un altro, rendendo difficile risalire a un terreno comune, ma anche perché – come sottolinea Lee Webster, segretario dell’ISO/TC 260 - spesso nell’ambito HR si tende ancora a seguire i modelli “più nuovi” o “alla moda” invece che far riferimento a sistemi di gestione solidi e sperimentati.
Insomma: il rischio è quello di rincorrere impulsi estemporanei piuttosto che prassi consolidate.

Ed è proprio questa la sfida, sempre per seguire le parole di Lee Webster: costruire riferimenti comuni e condivisi a livello internazionale. E’ a questo che servono le norme tecniche sull’HR.
Un esempio concreto in questo senso ci viene dalla nuova norma ISO 30414 “Human resource management - Guidelines for internal and external human capital reporting”, che risponde ad una domanda ricorrente: come misurare il reale ritorno sull’investimento di risorse umane da parte di un’organizzazione?
La norma ISO 30414, pubblicata pochi mesi fa, è il primo standard internazionale che consente a una organizzazione di avere una visione chiara del contributo reale apportato dal proprio capitale umano.
Applicabile alle imprese di ogni tipologia e dimensione, il documento fornisce linee guida nei principali ambiti HR quali la cultura organizzativa, le assunzioni, il ricambio del personale, la produttività, la salute e sicurezza, la leadership.
Il documento fornisce linee guida sulle principali aree HCR (Human Capital Reporting): conformità ed etica, costi, diversità, leadership, cultura organizzativa, salute sicurezza e benessere organizzativi, produttività, reclutamento mobilità e turnover, abilità e capacità, piani di successione, disponibilità della forza lavoro.

Ron McKinley, presidente del comitato tecnico ISO/TC 260 che ha sviluppato lo standard, afferma che la ISO 30414 consentirà alle organizzazioni di comprendere meglio il loro impatto sul personale e contribuirà a massimizzare il contributo dei dipendenti per il successo a lungo termine.
Il ‘workforce reporting’ aiuta a ripensare come il valore organizzativo dovrebbe essere compreso e valutato e a consentire un processo decisionale più incentrato sui dati nella gestione del capitale umano”, sottolinea McKinley. “Fornendo una serie di ‘misure chiave’ riconoscibili su scala internazionale, le compagnie multinazionali potranno trasferire più facilmente le informazioni sul capitale umano, meglio controllare le proprie attività in campo HR e fornire maggiore trasparenza a tutti i loro stakeholder. Ma lo standard non si rivolge solo alle multinazionali: offre alle organizzazioni di ogni dimensione, PMI comprese, la possibilità di scegliere le misure a loro più pertinenti”.

L’adozione della norma ISO 30414 in ambito nazionale verrà valutata prossimamente dalla Commissione tecnica UNI “Responsabilità sociale delle organizzazioni”. Ma certo sono già numerose le norme elaborate dall’ISO/TC 260 che hanno trovato – e troveranno – spazio nel corpus normativo nazionale, oltre alle quali è da segnalare un documento specificamente italiano sui "profili professionali della funzione Risorse Umane delle organizzazioni". E' la prassi di riferimento UNI/PdR 17:2016, a proposito della quale si sta valutando l'opportunità di una sua trasposizione in norma tecnica.

I lavori del Comitato ISO “Human resource management” che si stanno svolgendo in questi giorni a Milano sono l’opportunità per puntare i riflettori su un tema così significativo per ogni organizzazione e per conoscere in che direzione sta andando il mondo dell’HR nel prossimo futuro.

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