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anas barriera salvamotociclistiSulla Gazzetta Ufficiale italiana (Serie Generale n. 114 del 17-05-2019) è stato pubblicato il Decreto 1 aprile 2019 “Dispositivi stradali di sicurezza per i motociclisti (DSM)”, provvedimento predisposto e voluto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per tutelare gli utenti delle due ruote a motore.

Il Decreto disciplina l'installazione sulla rete stradale nazionale di appositi Dispositivi Salva Motociclisti (DSM) che, per le loro specifiche tecniche, mirano a mitigare gli effetti dell’urto di un motociclista sul guardrail.
Le barriere continue in oggetto presentano dal lato del traffico una superficie continua sia in senso orizzontale che verticale per un'altezza di almeno 80 cm dal piano viabile (tutte le altre sono da intendersi discontinue).

La specifica tecnica UNI CEN/TS 1317-8 “Sistemi di ritenuta stradali - Parte 8: Sistemi di ritenuta stradali per motociclisti in grado di ridurre la severità dell'urto del motociclista in caso di collisione con le barriere di sicurezza” - citata nel documento - determina le classi di prestazioni, le modalità di prova e i criteri di accettazione dei DSM.

Le stazioni appaltanti devono richiedere DSM rispondenti alla UNI CEN/TS 1317-8, acquisendo, ai fini della verifica di rispondenza alla suddetta norma, rapporti di crash test rilasciati da laboratori accreditati, eseguendo un esame tecnico dei loro contenuti e delle modalità di esecuzione delle prove stesse.
I DSM devono essere testati (secondo la UNI CEN/TS 1317-8) da parte di laboratori accreditati secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025.

L’Allegato A – suddiviso in 7 articoli – riporta:

  • le istruzioni tecniche per l’impiego dei dispositivi DSM testati secondo UNI CEN/TS 1317-8
  • le finalità dei DSM: proteggere il conducente e/o il passeggero, caduto dal motociclo o ciclomotore che, scivolando sul piano stradale, si diriga verso la barriera di sicurezza. Tali dispositivi, da utilizzare sia in ambito urbano sia extraurbano, sono realizzati di modo da mitigare l'effetto dell'urto sulla barriera della persona caduta, evitandone il contatto diretto con pericolose discontinuità
  • l’individuazione delle zone da proteggere
  • l’applicazione dei DSM su barriere marcate CE e su barriere già in opera
  • gli adempiumenti per la posa in opera dei DSM.

Un provvedimento importante, in un Paese come l’Italia che detiene il primato in Europa di motorizzazione di veicoli a due ruote.

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