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PdR64.5“Medico diabetologo esperto nella gestione della tecnologia avanzata nella cura delle persone con diabete”; “medico diabetologo esperto in gestione delle complicanze cardiovascolari in pazienti con diabete di tipo 2”; “medico diabetologo esperto in gravidanza e diabete”; “medico diabetologo esperto educatore in diabetologia”; “medico diabetologo esperto e competente in piede diabetico”. Sono questi i 5 profili professionali per cui, da oggi, i diabetologi italiani potranno chiedere di essere “certificati”.

Si è tenuta oggi a Roma presso l’Hotel Nazionale la conferenza stampa dal titolo “Sapere e saper fare, per il paziente. Diabetologi primi medici a certificare specifiche professionalità”.

L’Associazione Medici Diabetologi (AMD), in collaborazione con The System Academy, è la prima società scientifica in Italia ad aver ottenuto che alcune conoscenze teoriche, abilità pratiche e competenze specifiche della propria professione diventassero vere e proprie Prassi di riferimento. Sulla base di quanto stabilito nella UNI/PdR 64.5, i medici interessati potranno farsi certificare da un Ente accreditato, terzo e indipendente, sotto l’egida di Accredia, l’Ente Italiano di Accreditamento, designato dal Governo italiano ad attestare competenza, indipendenza e imparzialità degli organismi di certificazione.

Dalle parole di Elena Mocchio, responsabile Divisione Innovazione UNI, “la Prassi di Riferimento sviluppata in collaborazione con AMD e The System Academy è la prima riguardante profili professionali del mondo della salute, in Italia e a livello europeo. Fare normazione significa studiare, elaborare, approvare e pubblicare documenti di applicazione volontaria – norme, specifiche tecniche, rapporti tecnici e prassi di riferimento – che definiscono come ‘fare bene le cose’ e ‘dare il buon esempio’, garantendo prestazioni certe, sicurezza, qualità di prodotti, servizi, persone e organizzazioni, in tutti i settori”.

Domenico Mannino, presidente AMD ha affermato che “il mondo delle professioni sanitarie è entrato in un processo di cambiamento culturale che pone l’attenzione sulla necessità di valutare le competenze pratiche e specialistiche degli operatori, secondo modalità imparziali e non autoreferenziali. Il percorso di certificazione che abbiamo sviluppato va in questa direzione, con l’obiettivo finale di fornire ai pazienti un’assistenza efficace e di qualità”.

Secondo Filippo Trifiletti, direttore generale ACCREDIA “la certificazione delle competenze nel settore medico sanitario, definite nella UNI/PdR 64:2019, fornisce ampie garanzie al mercato, al sistema sanitario pubblico e privato, e ai pazienti, senza dimenticare che potrebbe contribuire a ridurre i premi assicurativi, visto che la certificazione contribuisce alla riduzione del rischio. L’avvio di questo percorso volontario di qualificazione non può che rappresentare un precedente di particolare valore, specie considerando il parere positivo espresso dal Ministero della Salute”.

Tra i relatori anche Nicoletta Musacchio, presidente Fondazione AMD, che ha ribadito la necessità di rendere più efficace e al contempo sostenibile la gestione della patologia diabetica.

Per Augusto Zaninelli, presidente The System Academy, nel campo della sanità, l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e la richiesta di qualificazione professionale offrono un terreno favorevole allo sviluppo di una certificazione professionale individuale di competenza.

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