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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

Il sottoscritto, dato atto di avere ricevuto l'informativa prevista all'art. 13 del DLgs. 196/2003 in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, espressamente garantisce il suo consenso ai sensi degli articoli 23, 24, 25 del summenzionato decreto (inclusivo di raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, cancellazione, distruzione) secondo i termini della summenzionata informativa e nei limiti ivi indicati, dei propri dati personali acquisiti o che saranno acquisiti in futuro dall'UNI.

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L’acqua è una delle armi più potenti al mondo nella lotta ai cambiamenti climatici. Senza di essa non potremmo contare su protezioni naturali quali zone umide, mangrovie, torbiere, vere alleate che ci proteggono dalle inondazioni, dall’erosione del terreno e che – allo stesso tempo – catturano le emissioni di CO2. Tutti noi possiamo contribuire a gestire meglio questa risorsa più che preziosa e sostenere il World Water Day 2020.
Ma come dobbiamo agire?

 

WorldWaterDay2020

 

Calcolare l’impronta idrica
Conoscere il reale impatto idrico-ambientale di un’organizzazione è il primo passo per migliorare. La UNI EN ISO 14046:2016 “Gestione ambientale - Impronta Idrica (Water Footprint) - Principi, requisiti e linee guida” - basata sulla valutazione del ciclo di vita - ci aiuta a valutare la Water Footprint di prodotti, processi e organizzazioni. La norma fornisce principi, requisiti e linee guida per la conduzione e la rendicontazione dell’impronta idrica come valutazione a sé stante o come parte di una più completa valutazione ambientale. Aiuta le organizzazioni a identificare i modi per limitare gli impatti sul patrimonio idrico e a gestire più efficacemente i consumi. I risultati portano a dati affidabili che possono essere utilizzati nei report ambientali nel mondo, ma anche a un metodo per il miglioramento continuo.

Gestire l’acqua in modo efficiente
Cambiamenti climatici, crescita della popolazione, processi industriali e agricoli esercitano un’enorme pressione sul nostro approvvigionamento idrico. Non abbiamo altra scelta che gestire l’acqua in modo più efficiente. Secondo le Nazioni Unite, nello spazio di un secolo, il consumo di acqua a livello mondiale è aumentato del doppio rispetto all’incremento demografico: ciò significa che entro il 2030 settecento milioni di persone dovranno lasciare i propri territori a causa della mancanza d’acqua.
Conoscere quanta acqua utilizziamo, dove e come, mettere in atto strategie efficaci per minimizzare i consumi e massimizzare l’efficienza, è l’obiettivo chiave di un sistema di gestione dell’efficienza idrica. La norma ISO 46001:2019 “Water efficiency management systems - Requirements with guidance for use” aiuta le organizzazioni di tutti i tipi e dimensioni a ottimizzare l’uso dell’acqua.

Riutilizzare le acque reflue per l’irrigazione
Il settore agricolo è avido di acqua e ne utilizza sempre più per far fronte alle necessità. Esiste un altro modo per irrigare: riutilizzare le acque reflue. Ciò significa alleviare la pressione sulle riserve limitate di acqua, migliorare l’impronta idrica e salvare le comunità agricole che vivono la scarsità d’acqua. Le acque reflue trattate possono essere utilizzate per bonificare i terreni, sostenere la crescita agricola e ridurre i costi della fertilizzazione. Un uso ecologicamente produttivo delle acque reflue trattate può anche prevenire danni ecologici alle fonti d'acqua.
Le quattro parti della norma ISO 16075 “Guidelines for treated wastewater use for irrigation projects” - in fase di revisione per renderle più attuali - rappresentano uno strumento chiave per l’industria agricola: forniscono le linee guida per lo sviluppo e l’implementazione di un progetto di utilizzo delle acque reflue trattate, includendo la progettazione, i materiali, la costruzione e le prestazioni. Le parti coprono una vasta gamma di problematiche che vanno dalla qualità dell’acqua ai tipi di colture interessate, i rischi associati e i componenti coinvolti (sistemi di tubazioni, bacini idrici…). Dovrebbero essere pubblicate entro la fine dell’anno.

Soluzioni in assenza di fognature
In molte parti del mondo esistono sistemi idrico-sanitari sommari, costituiti da latrine o servizi igienici all’aperto. I sistemi autonomi dove le acque reflue vengono trattate sul posto, senza passare attraverso sistemi fognari collettivi, possono rappresentare una soluzione igienica a basso costo se attuati correttamente: è importante anche smaltire i rifiuti in modo sicuro. Troppo spesso però questi sistemi sono mal progettati o inesistenti e finiscono per inquinare le piante, i fiumi, i corsi d’acqua e i mari. La norma ISO 24521 “Activities relating to drinking water and wastewater services - Guidelines for the management of basic on-site domestic wastewater services” propone orientamenti pratici per gestire e manutenere i servizi di base delle acque reflue, migliorando l’igiene e di conseguenza la salute delle persone e dell’ambiente.

Trasformare l’acqua in vino...
Oltre alla sopracitata ISO 24521, esistono oggi tecnologie innovative - pulite e rispettose dell’ambiente - che permettono non soltanto di trattare gli escrementi umani, ma anche di trasformarli in risorse utili, in particolare per estrarne acqua potabile. Lo standard ISO 31800 “Faecal sludge treatment units - Energy-independent, prefabricated, community-scale, resource recovery units - Safety and performance requirements” stabilisce i requisiti e i metodi di prova per garantire le prestazioni e la sicurezza di unità in grado di servire fino a 100.000 persone. Elaborata da un comitato di esperti internazionali in collaborazione con la Bill & Melinda Gates Foundation, la norma dovrebbe essere pubblicata entro la fine del 2020.

Per saperne di più: www.worldwaterday.org/

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