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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

Ai sensi dell'articolo 13 del DLgs. 196/2003, UNI - titolare del trattamento dei dati, domiciliato in via Sannio 2 - 20137 Milano - informa che i dati richiesti sono raccolti e trattati per finalità di:

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

Il sottoscritto, dato atto di avere ricevuto l'informativa prevista all'art. 13 del DLgs. 196/2003 in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, espressamente garantisce il suo consenso ai sensi degli articoli 23, 24, 25 del summenzionato decreto (inclusivo di raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, cancellazione, distruzione) secondo i termini della summenzionata informativa e nei limiti ivi indicati, dei propri dati personali acquisiti o che saranno acquisiti in futuro dall'UNI.

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Martedì, 01 Giugno 2010

Il 26 novembre 2008, con la pubblicazione della nuova edizione della norma UNI EN ISO 9001, si completa la fase di evoluzione dei sistemi di gestione per la qualità partita nel 2000.

Il processo ha generato un testo migliorato, ma non rivoluzionato, che sebbene non introduca nuovi requisiti, né cambi quelli già esistenti, incide in modo significativo sulla "vecchia" norma. Si contano infatti numerose modifiche al testo, soprattutto per la necessità di chiarire il significato di alcuni requisiti, di difficile o difforme applicazione.

In estrema sintesi, il nuovo testo denota maggiore attenzione per il mercato in cui operano le organizzazioni, per i processi intermedi e per quelli che vengono sempre più frequentemente esternalizzati, per le risorse umane e per il corretto inquadramento delle attività di verifica, di riesame e di validazione del sistema. La nuova norma fornisce l’occasione per rivedere criticamente l’interpretazione applicativa data alla "vecchia" ISO 9001 e per valutare le eventuali modifiche da applicare, senza l’ansia di dover "cambiare tutto".


Il 26 novembre 2008, con la pubblicazione della nuova edizione della norma UNI EN ISO 9001, si è completata la fase di evoluzione dei sistemi di gestione per la qualità, partita nel 2000.La nuova edizione è il risultato delle attività di verifica ed aggiornamento periodico che, per un documento di questa importanza, l’ISO ha integrato con azioni ad-hoc: una valutazione di opportunità, un riesame sistematico condotto nel biennio 2003-2004, la valutazione dei risultati del lavoro del Gruppo "Interpretazioni" e alcune indagini condotte a livello internazionale presso gli utilizzatori.

a_santoroQueste azioni hanno definito i limiti entro i quali doveva muoversi il processo di revisione:

  • limitato impatto sugli utilizzatori;
  • cambiamenti connessi a benefici evidenti;
  • priorità di chiarificazione;

sinergie con i sistemi di gestione ambientale.Il processo ha generato un testo migliorato, ma non rivoluzionato, che sebbene non introduca nuovi requisiti, né cambi quelli già esistenti, incide in modo significativo sulla "vecchia" norma. Si contano infatti numerose modifiche al testo, soprattutto per la necessità di chiarire il significato di alcuni requisiti, di difficile o difforme applicazione.In estrema sintesi, il nuovo testo denota maggiore attenzione per il mercato in cui operano le organizzazioni, per i processi intermedi e per quelli che vengono sempre più frequentemente esternalizzati, per le risorse umane e per il corretto inquadramento delle attività di verifica, di riesame e di validazione del sistema.

Non è questa la sede dove approfondire le novità della norma, bensì quella per fare alcune considerazioni generali.La prima considerazione è sul potenziale dei sistemi di gestione per la qualità, ancora ampiamente inespresso. Purtroppo in molti casi i retaggi di un approccio riduttivo alla qualità, con tutta l’attenzione concentrata ad evitare la non conformità, sono ancora troppo presenti nella pratica quotidiana. Risulta infatti eccessiva l’enfasi data all’ottenimento del certificato, anteponendo la forma alla sostanza, con il conseguente aumento del terreno fertile per l’offerta di servizi per la certificazione al limite della legalità.La situazione non è certo stata favorita da alcune iniziative che hanno forzato l’obbligatorietà della certificazione di parte terza in alcuni settori, con la conseguenza di mettere seriamente a repentaglio l'efficacia, l'efficienza e la credibilità della qualità che il sistema di certificazione ed accreditamento debbono perseguire.

Lo sviluppo della cultura della qualità purtroppo non ha futuro se si fonda sull'approccio quantitativo: essere il secondo Paese al mondo per numero di certificazioni, solo dietro la Cina, può infatti non essere un vanto. L’unica base solida sulla quale costruire le nuove sfide sono la credibilità e la legittimazione, che comportano rigore e selezione di merito.La seconda considerazione è proprio sulle caratteristiche di questa nuova edizione della norma. Esse possono aiutare le organizzazioni a cogliere di più e meglio le opportunità dei sistemi di gestione per la qualità.Una revisione fortemente innovativa, come fu quella del 2000, avrebbe distolto l’attenzione delle organizzazioni da quanto è stato già fatto, per proiettare tutti gli sforzi verso il futuro, sottovalutando tante positività acquisite e accentuando gli sforzi su un non necessario cambiamento, con nuove onerose consulenze e nuove modalità di lavoro.D’altro canto, una mera conferma di validità della "Vision 2000" o un tentativo di sminuire le modifiche, i chiarimenti e gli affinamenti di questa nuova edizione liquidandoli con un "...non è cambiato nulla..." porterebbe a replicare superficialmente tutti i comportamenti e gli approcci attuali ai sistemi di gestione per la qualità, con banale ripetitività da parte di chi si attiene alla forma anziché alla sostanza.

La vera occasione è quella di rivedere criticamente, alla luce dei chiarimenti contenuti nella nuova edizione, l’interpretazione applicativa che è stata data alla "vecchia" ISO 9001 e di valutare le eventuali modifiche da applicare senza l’ansia di dover "cambiare tutto". Si può applicare conseguentemente il modello Plan – Do – Check – Act per realizzare le azioni necessarie nei tempi coerenti, comunicandone i risultati, sia all’interno, sia all’esterno delle organizzazioni.

Allo scopo di fornire i maggiori chiarimenti possibili sulla UNI EN ISO 9001:2008, sul sito internet abbiamo messo a disposizione di tutti gli interessati del materiale multimediale, realizzato in collaborazione con SINCERT, AICQ, ANGQ, CNA, Confapi, Confcommercio e Confindustria.

Alessandro Santoro
Direttore Generale UNI


Nel biennio 2003-2004, in linea con le attività di verifica e di aggiornamento periodico della normativa tecnica, l'ISO/TC 176/SC2 ha avviato un riesame sistematico della ISO 9001:2000. Parallelamente a tale attività è stata svolta una indagine sul livello di soddisfazione degli utilizzatori delle ISO 9000 sulla base dell’esperienza di applicazione delle norme nel corso degli anni precedenti.Anche in base al giudizio largamente positivo riscontrato, si è stabilito che dovesse essere avviato un progetto di limitata correzione (amendment) della norma.I principali obiettivi della ISO 9001:2008 sono stati pertanto fissati nei seguenti punti:

  • maggiore chiarezza e facilità d’uso;
  • miglioramenti a fronte delle interpretazioni e chiarimenti richiesti dagli utilizzatori;
  • maggiore compatibilità con la norma ISO 14001:2004.

I documenti che seguono, presentati nel corso degli incontri di presentazione in anteprima della UNI EN ISO 9001:2008, tracciano più nel dettaglio il quadro delle novità introdotte dalla nuova edizione della norma.


Lo strumento normativo che le aziende hanno a disposizione per migliorare la propria gestione per la qualità -e le relative tecniche di supporto- è rappresentato dalle norme internazionali della serie ISO 9000. Un sistema di gestione deve essere progettato per raggiungere degli obiettivi e per migliorare con continuità le prestazioni, in modo da soddisfare le mutevoli esigenze ed aspettative dei clienti e delle altre parti interessate (dipendenti, proprietari/soci, fornitori, collettività).Per il conseguimento degli obiettivi per la qualità, sono stati identificati otto principi di gestione:

  • Orientamento al cliente: le organizzazioni dipendono dai propri clienti e dovrebbero pertanto capire le loro esigenze presenti e future, soddisfare i loro requisiti e mirare a superare le loro stesse aspettative.
  • Leadership: i capi stabiliscono unità di intenti e di indirizzo dell'organizzazione. Essi dovrebbero creare e mantenere un ambiente interno che coinvolga pienamente il personale nel perseguimento degli obiettivi dell'organizzazione.
  • Coinvolgimento del personale: le persone, a tutti i livelli, costituiscono l'essenza dell'organizzazione ed il loro pieno coinvolgimento permette di porre le loro capacità al servizio dell'organizzazione.
  • Approccio per processi: un risultato desiderato si ottiene con maggiore efficienza quando le relative attività e risorse sono gestite come un processo.
  • Approccio sistemico alla gestione: identificare, capire e gestire (come fossero un sistema) processi tra loro correlati contribuisce all'efficacia ed all'efficienza dell'organizzazione nel seguire i propri obiettivi.
  • Miglioramento continuo: il miglioramento continuo delle prestazioni complessive dovrebbe essere un obiettivo permanente dell'organizzazione.
  • Decisioni basate su dati di fatto: le decisioni efficaci si basano sull'analisi di dati e di informazioni.
  • Rapporti di reciproco beneficio con i fornitori: un'organizzazione ed i suoi fornitori sono interdipendenti ed un rapporto di reciproco beneficio migliora, per entrambi, la capacità di creare valore.

Con la pubblicazione della nuova edizione della UNI EN ISO 9001, si è completata la fase di evoluzione dei sistemi di gestione per la qualità, partita nel 2000. Essa risponde sia alla necessità di chiarire alcuni aspetti applicativi della norma, sia alla volontà di migliorarne la compatibilità con la UNI EN ISO 14001 sui sistemi di gestione ambientale, in modo che elementi comuni possano essere realizzati senza inutili duplicazioni.

Le norme sulla qualità sono elaborate da uno specifico Comitato Tecnico ISO, il TC 176 "Quality management and quality assurance" e sono adottate dal CEN a livello europeo. La partecipazione italiana a queste attività è garantita dagli esperti della Commissione "Gestione per la qualità e tecniche di supporto" dell'UNI.

Martedì, 20 Aprile 2010

Il 18 marzo 2004 l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG) ha emanato la delibera 40/04 "Adozione del regolamento delle attività di accertamento della sicurezza degli impianti a gas" (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 83 del 8/04/2004).

Successivamente il 29 settembre 2004, l'AEEG ha emanato la delibera 168/04 "Testo integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas in materia di qualità dei servizi di distribuzione, misura e vendita del gas" (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 245 del 18/10/2004 - supplemento ordinario n.158), entrata in vigore il 1° gennaio 2005.

Infine sono state emesse le regole della qualità del servizio di trasporto gas naturale (sicurezza, continuità e qualità commerciale) attraverso la pubblicazione della deliberazione 1 ottobre 2009 - ARG/gas n. 141/09 Testo Unico della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di trasporto e dispacciamento del gas naturale per il periodo di regolazione 2010-2013 (TUTG): approvazione della Parte I "Regolazione della qualità del servizio di trasporto del gas naturale per il periodo di regolazione 2010-2013 (RQTG)".

Per la corretta applicazione di tali deliberazioni - che richiamano espressamente le norme tecniche - CIG (Comitato Italiano gas), APCE (Associazione per la Protezione dalle Corrosioni Elettrolitiche) e ATIG (Associazione Tecnica Italiana del Gas) hanno negli anni redatto apposite linee guida, periodicamente riviste e aggiornate per tenere conto dell'evoluzione tecnica e normativa nel loro campo di applicazione.


Il 18 marzo 2004 l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas ha emanato la delibera 40/04 "Adozione del regolamento delle attività di accertamento della sicurezza degli impianti a gas" (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 83 del 8/04/2004).Su richiesta dell'AEEG, il CIG (Comitato Italiano Gas) - ente federato UNI - ha elaborato due linee guida propedeutiche all'attuazione della delibera 40/04.

pdf L'attivazione dell'impianto del cliente finale (125.34 Kb)  

pdf Esecuzione degli accertamenti documentali della sicurezza degli impianti di utenza a gas (708.31 Kb)


Il 29 settembre 2004, l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas ha emanato la delibera 168/04 "Testo integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas in materia di qualità dei servizi di distribuzione, misura e vendita del gas" (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 245 del 18/10/2004 - supplemento ordinario n.158).La delibera è entrata in vigore il 1° gennaio 2005 e sostituisce, accorpandole:

la deliberazione 28 dicembre 2000, n. 236, e successive modificazioni in tema di sicurezza e continuità del servizio di distribuzione del gas;

la deliberazione 2 marzo 2000, n. 47, e successive modificazioni, sulla qualità commerciale dei servizi gas.

In ottemperanza a quanto prescriveva l'articolo 28 della delibera 236/00 (che richiamava le norme tecniche relative alle attività correlate alla sicurezza e alla continuità del servizio), APCE (Associazione per la Protezione dalle Corrosioni Elettrolitiche), ATIG (Associazione Tecnica Italiana del Gas) e CIG (Comitato Italiano Gas) hanno redatto le linee guida necessarie all'applicazione della suddetta deliberazione e hanno dato mandato ad UNI di divulgare tali documenti mettendoli liberamente a disposizione.È stato ritenuto che la diffusione in formato elettronico, via internet, rappresentasse nel contesto la soluzione ottimale.

Ora l'articolo 29 dell'Allegato A della delibera 168/04 riconferma tali precedenti prescrizioni (ai punti 29.1 e 29.2). Pertanto nelle linee guida già pubblicate, le citazioni relative alla deliberazione 236/00 sono da intendersi, dal 1° gennaio 2005, come riferite alla delibera 168/04.Le linee guida già pubblicate verranno comunque al più presto modificate, adeguando i riferimenti alla vigente deliberazione 168/04 dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas.

Le raccomandazioni contenute nelle linee guida rappresentano i requisiti minimi essenziali per l'effettuazione delle attività trattate dalla delibera per gli aspetti di sicurezza e della continuità del servizio di distribuzione del gas non coperti o non ancora sufficientemente regolati da norme tecniche nazionali o europee.In caso di contrasto fra una raccomandazione delle linee guida e quanto previsto da una regola o da una norma tecnica UNI-CIG o CEI, la prescrizione della regola o norma tecnica prevale sulla raccomandazione.

Nelle linee guida non sono stati considerati gli aspetti relativi alla sicurezza generale degli operatori per la quale si rimanda alle specifiche prescrizioni normative e di legge.Le linee guida saranno periodicamente riviste e aggiornate per tenere conto dell'evoluzione tecnica e normativa nel loro campo di applicazione.

pdf Metodologia di valutazione dell'efficacia dei sistemi di protezione catodica di un impianto di distribuzione gas (2.15 Mb)

pdf La protezione catodica delle reti in acciaio di distribuzione del gas (1.99 Mb)

pdf Redazione del rapporto annuale dello stato elettrico di protezione catodica dell'impianto di distibuzione gas (990.91 Kb)

pdf Classificazione delle dispersioni di gas (642.02 Kb)

pdf Esecuzione delle ispezioni programmate della rete per gas con densità > 0,8 (524.69 Kb)

 Esecuzione delle ispezioni programmate della rete per gas con densità < o = 0,8 (442.73 Kb)

pdf L'esecuzione delle attività di pronto intervento gas (569.02 Kb)

pdf La gestione degli incidenti da gas combustibile sull'impianto del cliente finale (92.44 Kb)

pdf La gestione degli incidenti da gas combustibile sull'impianto di distribuzione (440.89 Kb)

pdf La gestione delle emergenze da gas combustibile (352.93 Kb)

pdf Il controllo dell'odorizzazione del gas negli impianti di distribuzione (609.83 Kb)


L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha emesso le regole della qualità del servizio di trasporto gas naturale (sicurezza, continuità e qualità commerciale) pubblicando la deliberazione 1 ottobre 2009 - ARG/gas n. 141/09 Testo Unico della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di trasporto e dispacciamento del gas naturale per il periodo di regolazione 2010-2013 (TUTG): approvazione della Parte I "Regolazione della qualità del servizio di trasporto del gas naturale per il periodo di regolazione 2010-2013 (RQTG)".

La delibera entrata in vigore il primo gennaio 2010 ha riaffermato il giudizio sulla protezione catodica come fattore di sicurezza e continuità del servizio di trasporto gas trovando quell’attenzione che sicuramente merita in conseguenza dei danni e delle condizioni di pericolo che possono derivare per effetto dei processi corrosivi.

Fatta salva la legislazione vigente in materia, la delibera, in merito alle norme tecniche per la sicurezza, fa obbligo alle imprese di trasporto di rispettare le norme tecniche, le specifiche tecniche o i rapporti tecnici vigenti UNI e CEI, nonché le linee guide definite dagli organismi tecnici competenti CIG e APCE, pubblicate dall’UNI.

pdf Protezione catodica della rete in acciaio di trasporto del gas naturale (435.48 Kb)  (prima edizione) - Le linee guida forniscono regole comuni e criteri univoci e comparabili relativi all’attuazione, alle misurazioni, alle verifiche e ai controlli della protezione catodica delle reti in acciaio di trasporto del gas.

pdf Metodologia di valutazione dell’efficacia dei sistemi di protezione catodica della rete di trasporto del gas naturale (516.80 Kb)  (prima edizione) - Le linee guida hanno definito un modello di calcolo per valutare i criteri di progettazione, gestione e conduzione adottati dall’impresa di trasporto del gas naturale sui sistemi di protezione catodica.Il valore finale dell’indicatore di protezione catodica indica in modo sintetico il grado di adeguatezza di quanto messo in atto ed eseguito nel corso dell’anno sui diversi sistemi di protezione catodica, in conformità alle disposizioni legislative, norme e linee guida.

pdf Redazione del rapporto annuale dello stato elettrico dei sistemi di protezione catodica della rete di trasporto gas naturale (416.26 Kb)  (prima edizione) - Le linee guida indicano le regole comuni relative alle modalità di presentazione della valutazione generale dello stato elettrico dei sistemi di protezione catodica della rete di trasporto gas, precisando in particolare come esporre i dati e le informazioni da riportare in un modello allegato al documento stesso.Il rapporto annuale dello stato elettrico è strutturato in cinque sezioni e sono descritti i dati e le informazioni ritenute utili per avere sotto controllo nel tempo l’efficienza e affidabilità di quanto attuato per ciascun sistema di protezione catodica.

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