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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

Ai sensi dell'articolo 13 del DLgs. 196/2003, UNI - titolare del trattamento dei dati, domiciliato in via Sannio 2 - 20137 Milano - informa che i dati richiesti sono raccolti e trattati per finalità di:

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Martedì, 17 Marzo 2020

In questa pagina trovate tutte le notizie relative al referendum in corso, pubblicate settimanalmente sul sito e sulla nostra newsletter UNInotizie riservata ai Soci.

  1. Un nuovo Statuto, per affrontare qualsiasi sfida
  2. Prendiamoci più tempo per cambiare
  3. Un video per votare lo Statuto
  4. Votazioni in corso…
  5. Si vota il nuovo Statuto!
Martedì, 18 Febbraio 2020

 

Votare è semplice. Con le credenziali e il link ricevuti via email, in pochi semplici passaggi tutti i Soci possono esprimere il proprio voto.
E' possibile votare dalle 12.00 del 17 febbraio 2020 alle 11.00 del 16 aprile 2020 (termine prorogato su decisione del Consiglio Direttivo).

come si vota

Lunedì, 17 Febbraio 2020

di Natalia Gil Lopez, Consigliere UNI e Dipartimento Politiche Ambientali CNA

È ormai assodato che la normazione tecnica è uno strumento di competitività e innovazione a supporto dei sistemi imprenditoriali, che devono confrontarsi con un mercato globale sempre più complesso.
La revisione dello statuto UNI costituisce un’opportunità importante di rilancio e di costruzione di un modello organizzativo e di governance dell’ente in grado di rispondere alle richieste di un contesto economico in continua evoluzione.

Negli ultimi anni le PMI hanno sempre più riconosciuto alla normazione tecnica la capacità di spingere più in alto il livello qualitativo della propria attività per confrontarsi con clienti più esigenti e più attenti al sistema delle garanzie delle conformità e della sicurezza.
Non solo, pensiamo anche al ruolo che la normazione tecnica può assumere rispetto a temi oggi prioritari quali la digitalizzazione o l’economia circolare!

La CNA è da molti anni impegnata in un maggior coinvolgimento delle PMI nella normazione tecnica, una leva che a nostro avviso consente alle imprese di essere migliori protagoniste nel mercato unico comunitario e internazionale.
La cultura della normazione, la facilitazione della comprensione e dell’accesso al processo di normazione per le PMI possono avvenire più agevolmente con un diretto coinvolgimento nelle strategie che sono anche a monte dei processi decisionali.

In questo senso, la nuova struttura di governance UNI proposta nello statuto ha come obiettivo una equilibrata partecipazione dei soci dell’Ente.
Riteniamo infatti fondamentale poter contribuire - tramite un’equilibrata partecipazione di tutte le parti interessate - alla governance per garantire, oltre a una sua maggiore funzionalità, anche un rafforzamento del legame tra normazione e PMI affinché queste possano sfruttare pienamente i benefici - in termini di maggiore competitività ed efficienza - che le norme tecniche offrono.

Si ricorda che gli enti di normazione nazionali vengono sollecitati in tal senso anche dal Regolamento UE 1025/2012, dallo Small Business Act della Commissione europea e più recentemente in Italia dal Decreto Legislativo 223/2017.

In Europa, come è noto, la normazione ha assunto un ruolo fondamentale per il sistema economico e sociale dell’Unione, risultando un punto di riferimento sia per l’armonizzazione del mercato interno, sia per le politiche e la legislazione comunitarie. Di fatto, la revisione del sistema europeo di normazione ha introdotto misure ad hoc per accrescere la partecipazione delle PMI ai processi di elaborazione delle norme tecniche sia a livello nazionale, sia a livello europeo. L’Unione europea infatti ritiene che le PMI siano ancora sottorappresentate nelle attività di normazione europea e vada pertanto incoraggiato e facilitato il loro accesso alle norme e ai processi di sviluppo delle stesse; ecco perché inserire un chiaro riferimento nel testo dello statuto alla partecipazione delle organizzazioni di rappresentanza delle PMI negli organi di governance.

La revisione dello statuto dell’Ente rappresenta inoltre l’occasione per un rilancio del sistema nel suo complesso e per un rafforzamento dell’Infrastruttura Qualità Italia, al fine di rispondere al meglio alle esigenze del mercato e - allo stesso tempo - garantire la competitività del sistema economico italiano in ambito europeo (CEN) e internazionale (ISO).
Per questo motivo, diventa indispensabile stabilire le necessarie sinergie con tutti gli attori della filiera (accreditamento-normazione-certificazione) e soprattutto incrementare il coinvolgimento delle Istituzioni nazionali, necessario per il corretto sviluppo della normazione tecnica e per il rapporto tra questa e la legislazione anche a livello nazionale.

Alla luce della rilevanza strategica e di interesse generale della normazione tecnica, occorre garantire agli enti di normazione nazionali le risorse necessarie a svolgere le funzioni e i compiti loro assegnati dal legislatore nazionale ed europeo e garantire in maniera stabile il posizionamento degli enti nazionali di normazione UNI e CEI sia a livello europeo che internazionale.
Posizionamento, a nostro avviso strategico, che consente di rappresentare al meglio gli interessi del sistema produttivo italiano, in particolare delle micro piccole e medie imprese, nell’ambito delle norme tecniche che regolano processi, prodotti e servizi.

Lunedì, 17 Febbraio 2020

di Andrea Orlando, Vicepresidente UNI e Direttore generale Federazione ANIMA

La revisione dello Statuto UNI rappresenta un traguardo importante per l’industria che da sempre considera il processo di normazione un elemento fondamentale per la competitività delle imprese; attraverso la definizione di regole, elaborate coinvolgendo tutte le parti interessate e approvate con il consenso di tutti, è infatti possibile competere su parametri chiari e inequivocabili.

I profondi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni a livello mondiale, con lo sviluppo del mercato cinese che si contrappone a quello americano, hanno imposto all’Europa, e quindi ai singoli Stati Membri, di modificare le proprie strategie e di sviluppare una politica industriale in grado di rilanciare la produzione nel rispetto di vincoli ambientali sempre più stringenti.
Nell’ultimo decennio abbiamo assistito allo sviluppo della trasformazione digitale che sta cambiando il modo di produrre delle aziende e quindi le sue esigenze e che ha introdotto nuovi temi come la cybersecurity, la IoT, l’Intelligenza Artificiale, i big data, ecc.
Allo stesso tempo, il cambiamento climatico in atto, ha imposto nuovi vincoli introducendo nuovi concetti come quello della economia circolare e dell’efficienza energetica che impongono alle aziende di adottare processi e realizzare prodotti sempre più sostenibili.

La Commissione Europea, che per anni ha lavorato allo sviluppo di un mercato unico e all’attenzione per la sicurezza del lavoratore, ha iniziato a sviluppare una politica industriale che consentisse di aumentare il livello di produzione interna rispetto al PIL introducendo nuovi concetti fondamentali per la salute del cittadino.

Anche la normazione ha risentito di questo cambiamento e a livello europeo sono stati già avviati nuove attività sui temi emergenti e il programma di lavoro elaborato dal CEN per il 2020 testimonia questo cambiamento.
In questo contesto era indispensabile per l’UNI adattarsi alle nuove esigenze imposte dal mercato e di rivedere il proprio statuto per renderlo più adatto al contesto attuale e per dotarsi una governance che consentisse di coinvolgere tutti i soggetti interessati nella definizione delle strategie di lungo periodo, fondamentali per supportare al meglio le esigenze dei propri associati.

Il riconoscimento di UNI da parte del Governo con il Decreto Legislativo 223/2017, conferma l’importanza della normazione come elemento di supporto al sistema paese e per la realizzazione delle strategie industriali.

La revisione dello statuto UNI, per quanto possibile, ha assecondato queste necessità e, in questa ottica, i quattro livelli di governance previsti nel nuovo statuto, e sostenuti anche dal mondo industriale, rappresentano un elemento molto importante.
Poter coinvolgere tutti gli interessi, pur salvaguardando la presenza dei soci, rappresenta un passo importante per riuscire a sviluppare strategie che supportino i cambiamenti in atto. Solo attraverso il coinvolgimento di tutti è infatti possibile elaborare documenti realmente condivisi da tutti e utili per supportare lo sviluppo dei temi di interesse.

Questo obiettivo è stato possibile grazie all’introduzione di diversi livelli di governance che da una parte ha permesso di consolidare la presenza dei soci, compresi gli enti federati, indispensabili per i settori in cui operano e per l’industria, negli organi esecutivi e amministrativi e dall’altra di introdurre il Comitato di Indirizzo Strategico aperto a tutte le parti e in particolare ai soggetti deboli definiti nel Regolamento Europeo 1025/2012.
Questo Comitato infatti avrà il compito di raccogliere le proposte di tutte le parti interessate e di definire le linee di sviluppo dell’ente in modo da soddisfare le esigenze di tutti.

A questi importanti cambiamenti, va aggiunto il maggiore coordinamento tra la parte di governance e la parte operativa stabilendo che uno dei Vicepresidenti dell’ente debba avere la delega a presiedere il Commissione Centrale Tecnica, incaricato di coordinare tutta l’attività normativa.

Questi cambiamenti con altri importanti modifiche dello statuto, consentiranno all’UNI di continuare a svolgere un ruolo fondamentale per tutte le parti e per sostenere la politica industriale dell’Italia e dell’Europa.

Lunedì, 17 Febbraio 2020

di Renato D’Agostin, Vicepresidente UNI e Rappresentante Consiglio Nazionale Periti Industriali

L’attività di normazione tecnica, nata per fotografare lo stato della regola dell’arte di prodotto, ha subito nel tempo l’inevitabile evoluzione legata allo sviluppo della scienza, della tecnica, dell’economia quindi alla complessa evoluzione della Società.

Alla normazione sui prodotti si è affiancata quella sui sistemi e sui servizi. Ancora, la normazione dello stato dell’arte si è completata con quella degli sviluppi in divenire, anticipando, anziché inseguendo, l’evoluzione dei sistemi.
Tale ruolo di responsabilità sociale della normazione è stato regolato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, recepito dalla Legislazione italiana. La revisione dello Statuto UNI è quindi risultata opportuna e necessaria per adeguare gli organi sociali e gli organismi tecnici alle nuove esigenze di competenza, partecipazione, indirizzo, amministrazione e gestione.

In tale quadro il contributo delle professioni, con le loro istituzioni di rappresentanza e con le conoscenze e competenze dei singoli professionisti, sarà sicuramente qualificante nell’organizzazione strategica del sistema normativo, nei lavori degli organismi tecnici in generale e nei gruppi di lavoro in particolare, soprattutto per le norme di sistema e di servizio. Nelle collegialità comprendenti molteplici gruppi di interesse e competenze, quello di professionisti specialisti operanti sul territorio, costantemente aggiornati sull’evoluzione della loro specifica attività, costituirà contributo imprescindibile allo studio di norme di elevato ed equilibrato contenuto tecnico.

Le esperienze delle prossime gestioni consentiranno di verificare, ed eventualmente mettere a punto, l’equilibrio tra il sistema di ampia partecipazione all’Comitato di Indirizzo Strategico e quello di stretta rappresentanza nel suo Consiglio Direttivo, anche con riferimento alla necessaria rilevanza delle espressioni elettive dell’Assemblea dei Soci.

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