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Mercoledì, 10 Marzo 2010

logo_ccfeLa Camera di Commercio di Ferrara ha stanziato 100.000 euro per favorire la crescita e lo sviluppo dell'imprenditoria locale. La somma si riferisce a contributi da erogare alle imprese della provincia di Ferrara che decidono di adottare sistemi di gestione ambientale (UNI EN ISO 14001), di qualità dei processi e dei prodotti (UNI EN ISO 9001; UNI 10939; UNI 11020; UNI 10854; UNI EN ISO 22000) e di responsabilità sociale.
Per quanto riguarda la responsabilità sociale, si fa riferimento alla messa in opera di azioni che supportino le donne, e dunque la famiglia, nella conciliazione tra impegni professionali e familiari nonché ad interventi volti al superamento di barriere architettoniche, sensoriali e/o percettive.

Secondo il bando emanato dalla Camera di Commercio sono ammesse al contributo camerale le spese, al netto di IVA, sostenute dalle imprese nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2010 e il 31 marzo 2012 relative a consulenze specialistiche esterne, formazione del personale, ottenimento della prima certificazione da parte di un organismo accreditato.
Per la certificazione dei sistemi di gestione per la qualità (realtive a prodotti o processi), il contributo riconoscibile è pari al 50% dell’importo complessivo delle spese sostenute (al netto IVA), sino ad un massimo di 5.0000 euro. Per lo sviluppo e la certificazione dei sistemi di gestione ambientale il contributo riconoscibile è sempre pari al 50% delle spese sostenute, con un massimo che varia da 3.000 a 5.000 euro a seconda del tipo di intervento sostenuto.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 22 marzo 2010 fino al 30 giugno 2010.
La modulistica sarà a breve disponibile sul sito internet www.fe.camcom.it.
La Camera di Commercio di Ferrara si riserva la possibilità di decretare la chiusura anticipata del bando in caso di esaurimento dei fondi a disposizione.
Per ulteriori dettagli e informazioni sul bando, è possibile consultare e scaricare il documento "Contributi per l’adozione di sistemi di qualità, di gestione ambientale, marcatura CE e di sistemi di responsabilità sociale" (pdf), online sul sito internet della Camera di Commercio di Ferrara.

Venerdì, 05 Marzo 2010

telepedaggioUna nuova specifica tecnica ISO armonizza i requisiti relativi ai sistemi di riscossione elettronica dei pagamenti (EFC-Electronic fee collection) per i tratti stradali soggetti a pedaggio. Il documento intende facilitare la mobilità tra le diverse reti stradali e contribuire a garantire l'affidabilità della raccolta dei dati e la corretta tariffazione.
Dal titolo "Electronic fee collection - Compliance check communication for autonomous systems", la ISO/TS 12813:2009 contribuirà a garantire che attrezzature di bordo (OBE-on-board equipment) che si basano su sistemi di localizzazione satellitare per il pagamento del pedaggio possano essere verificate dalle autorità stradali.

La ISO/TS 12813 definisce i requisiti di comunicazione dedicata a corto raggio (DSRC-dedicated short range communication) tra l'attrezzatura di bordo e un lettore di identificazione destinato a verificare la validità di tale attrezzatura. È infatti noto che quando si utilizza un sistema di pedaggio basato su comunicazione a corto raggio (DSRC) gli equipaggiamenti di bordo sono automaticamente verificati dalle attrezzature a terra, mentre nel caso di sistemi autonomi di pedaggio (come ad esempio quelli basati su tecnologie satellitari), le stazioni di terra non sono usate per il pedaggio. Si pone quindi il problema per un concessionario di una infrastruttura soggetta a pedaggio, di verificare che i veicoli che percorrono quell’infrastruttura siano equipaggiati con apparecchiature valide, cioè non falsificate o modificate.
Il sistema consentirà il controllo dei veicoli aumentando al tempo stesso la coerenza e la precisione nella riscossione elettronica dei pedaggi, nell'interesse degli operatori come degli utilizzatori.

Secondo Wolfgang Beier, responsabile del gruppo di esperti che ha elaborato il documento, "la ISO/TS 12813 sarà di aiuto agli utenti della strada e alla loro crescente richiesta di mobilità e praticità, così come agli operatori dei servizi di pedaggio, che potranno stabilire l'accuratezza dei pagamenti sulla base di dati affidabili".

Il campo di applicazione delle norme sulla riscossione elettronica dei pagamenti (EFC) riguarda i sistemi di pedaggio e gli scambi di dati e informazioni fra i diversi attori (concessionari, fornitori di servizio, autorità) che costituiscono il sistema complessivo del pedaggio. Tali norme riguardano principalmente i sistemi EFC basati sulle tecnologie di comunicazione dedicata a corto raggio (DSRC), i sistemi "autonomi", tipicamente basati su posizionamento satellitare e comunicazione via rete cellulare (GNSS-CN - Global Navigation Satellite Systems - Cellular Network) e le tecnologie delle carte a circuito integrato (ICC-Integrated Circuit Card).
Le norme EFC non riguardano solamente i "requisiti". Esse trattano anche le procedure di prova associate che permettono di valutare la conformità delle unità on-board e dei dispositivi a terra.

Le norme EFC sono fondamentali per raggiungere l'interoperabilità nazionale e internazionale. Esse sono utilizzate in più di 40 Paesi (Giappone, Australia, Sud America, Europa, ecc.) e da un centinaio di sistemi nel mondo. Più di 50 milioni di equipaggiamenti di bordo e più di 25.000 equipaggiamenti sulle strade sono stati prodotti in conformità a queste norme.

La ISO/TS 12813:2009 è stata elaborata congiuntamente dal comitato tecnico internazionale ISO/TC 204 "Intelligent Transport Systems" e dal comitato tecnico europeo CEN/TC 278 "Road transport and traffic telematics".

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Venerdì, 05 Marzo 2010

iso26000La futura norma ISO 26000 sulla responsabilità sociale ha fatto un ulteriore importante passo in avanti: la bozza sottoposta a votazione nelle scorse settimane (il voto degli enti normatori membri ISO si è chiuso il 14 febbraio scorso) può ora passare alla versione FDIS (Final Draft International Standard), in pratica l’ultimo passaggio prima che il documento venga pubblicato ufficialmente come norma internazionale.

L’iter, dal voto favorevole ottenuto dal DIS al raggiungimento dello status di bozza finale (FDIS), si è necessariamente allungato per dare modo al gruppo di lavoro (l’ISO/WG SR) di valutare e prendere in debita considerazione i commenti ricevuti da quei membri ISO e da quelle organizzazioni che hanno collegamenti con il gruppo di lavoro - e che, a vario titolo, rappresentano il più vasto campo degli "stakeholder" (i portatori di interesse) - i quali, pur non avendo diritto di voto, seguono direttamente i lavori di elaborazione della norma esprimendo, in termini meno formali, il proprio giudizio.

Ora, a seguito della votazione favorevole di febbraio e della valutazione approfondita dei commenti ricevuti, il Gruppo di lavoro ISO sulla responsabilità sociale ha concluso che sussistono i requisiti per registrare il documento come versione FDIS.
Con questa importante decisione ora l’ISO/WG SR si concentrerà con maggior dettaglio sui ben 2.650 commenti ricevuti nel corso della fase di votazione, così da ottenere il più ampio consenso sull’elaborazione finale del documento.
Con questo obiettivo fondamentale, a livello operativo si intendono individuare i temi principali scaturiti da questa ingente mole di commenti e farne il perno della discussione in occasione della prossima riunione del gruppo di lavoro ISO in programma a Copenhagen nel mese di maggio.
Dopo la riunione di Copenhagen sarà quindi elaborata una nuova versione del documento che sarà sottoposta per due mesi a un’ulteriore votazione. Se al termine di questo periodo il FDIS otterrà un responso favorevole, la norma ISO 26000 potrà finalmente vedere la luce. Se i tempi saranno rispettati, questo indicativamente potrà avvenire entro la fine dell’anno.

Si è dunque giunti ad una fase cruciale dei lavori normativi.
A conferma del grande e proficuo lavoro finora svolto, l’ISO/WG SR ha voluto esprimere ufficialmente il proprio ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato, in particolare a coloro che hanno fatto pervenire i loro commenti, sia di ordine positivo che negativo. Tutti saranno presi in considerazione e grazie ad essi sarà infine possibile sviluppare un testo che realmente sia l’espressione di un largo consenso.

La futura norma ISO sulla responsabilità sociale fornirà una guida generale sull’argomento - basata su un consenso internazionale - in grado di incoraggiare in futuro l’adozione delle migliori pratiche in questo ambito. La ISO 26000 fa infatti tesoro delle concrete iniziative di responsabilità sociale sinora messe in atto nel settore sia pubblico che privato.
L’ISO/WG SR è composto da 436 esperti e 195 osservatori, in rappresentanza di 94 paesi e 42 organizzazioni collegate.

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Giovedì, 04 Marzo 2010

Alla presenza di circa un centinaio di partecipanti, si è tenuto oggi a Milano presso la sede UNI l’incontro di presentazione della norma UNI 9795 "Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d'incendio - Progettazione, installazione ed esercizio".
La norma, pubblicata a gennaio di quest’anno, definisce i criteri per la progettazione, l'installazione e l'esercizio dei sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione di allarme antincendio, destinati a essere installati in edifici, indipendentemente dalla loro destinazione d'uso.

L’incontro è servito per fare un quadro dell’attuale situazione normativa in materia e per illustrare nel dettaglio le novità introdotte nel testo della norma tecnica rispetto alla precedente edizione risalente a cinque anni fa. Non sono mancati inoltre i riferimenti al quadro legislativo, in particolare al Decreto Ministeriale 37/2008 che fissa obblighi e responsabilità delle ditte installatrici.

L’aspetto della effettiva funzionalità degli impianti è un punto cruciale in merito al quale si concentrano tanto gli sforzi legislativi quanto quelli di ordine tecnico. Per questo la rispondenza alla "regola dell’arte" per tutti gli impianti è diventata un elemento che da un lato qualifica in termini competitivi e dall’altro tutela in termini di responsabilità.

All’incontro hanno partecipato tra gli altri Paolo Borloni e Mirco Damoli, membri della commissione tecnica UNI "Protezione attiva contro gli incendi", Cristiano Fiameni, Funzionario tecnico UNI della medesima commissione tecnica, Umberto Paroni, Segretario CT 20 CEI e Alessandra Toncelli, Responsabile Servizio Centrale Legale Federazione ANIE.

Mercoledì, 03 Marzo 2010

isots22002La pubblicazione di un nuovo documento nella famiglia delle norme ISO 22000, volto a prevenire e a controllare i pericoli relativi alla sicurezza degli alimenti, porterà su scala mondiale dei benefici alle migliaia di operatori del settore alimentare.
Si tratta della specifica tecnica ISO/TS 22002-1:2009 "Prerequisite programmes on food safety - Part 1: Food manufacturing", che stabilisce i requisiti dei programmi di prerequisiti necessari a realizzare prodotti sicuri e a fornire alimenti sicuri per il consumo umano. La ISO/TS 22002-1 è destinata ad essere utilizzata in combinazione e a supporto della ISO 22000 (UNI EN ISO 22000:2005 "Sistemi di gestione per la sicurezza alimentare - Requisiti per qualsiasi organizzazione nella filiera alimentare"), norma che specifica i requisiti per un sistema di gestione della sicurezza alimentare in cui una organizzazione della filiera necessita di dimostrare la propria capacità di controllo dei pericoli sulla sicurezza alimentare in modo da assicurare che gli alimenti siano sicuri al momento del consumo umano.

Elaborata nel sottocomitato tecnico ISO/TC 34 "Food products" SC 17 "Management systems for food safety", la specifica tecnica si applica a tutte le organizzazioni coinvolte nella fase di produzione della catena alimentare, indipendentemente dalle dimensioni o dalla loro complessità; può essere utilizzata interamente o in parte, a seconda della natura delle operazioni coinvolte nella produzione di alimenti.

Si tratta della prima di altre specifiche tecniche da elaborare che trattano i programmi di prerequisiti relativi allo specifico settore alimentare.

La ISO/TS 22002-1 specifica i requisiti per stabilire, attuare e mantenere programmi di prerequisiti progettati per aiutare i produttori di alimenti a controllare:

  • la probabilità di introdurre pericoli per la sicurezza alimentare provenienti dall'ambiente di lavoro,
  • la contaminazione biologica, chimica e fisica del prodotto, inclusa la contaminazione incrociata tra prodotti,
  • i livelli di pericolo per la sicurezza alimentare del prodotto stesso e dell'ambiente in cui il prodotto alimentare è lavorato.

Jacob Faergemand, presidente della sottocommissione responsabile delle norme della serie ISO 22000, commenta: "Vista la possibilità dell'introduzione di pericoli relativi alla sicurezza alimentare nella fase di fabbricazione all'interno della catena di approvvigionamento, un ambiente igienico è essenziale. La ISO/TS 20002-1 si rivela pertanto molto utile nel ridurre la probabilità che i prodotti alimentari siano sottoposti a pericolo di una contaminazione e che i pericoli si moltiplichino".

L'impatto sul mercato della nuova specifica tecnica ISO/TS 22002-1:2009 sarà enorme: a fine 2008 infatti erano almeno 8.206 le organizzazioni certificate ISO 22000 in 112 Paesi.

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Martedì, 02 Marzo 2010

lentiacontattoMorbide, rigide o semirigide, le lenti a contatto sono utilizzate sia per correggere difetti visivi sia per motivi estetici. In ogni caso non bisogna dimenticare che si tratta sempre di dispositivi medici e che nell'utilizzarle è necessario seguire attentamente le istruzioni d'uso per una corretta applicazione, rimozione, pulizia e manutenzione. Un uso scorretto delle lenti a contatto può infatti danneggiare anche irreparabilmente gli occhi.
In Europa questi dispositivi sono coperti dalla Direttiva 93/42/CEE che riporta una serie di riferimenti a norme tecniche sui requisiti che devono avere le lenti a contatto e i liquidi per la loro conservazione.

Per assicurare regole comuni e per fornire un contributo globale in questo settore, è stata aggiornata e pubblicata la nuova edizione della norma internazionale UNI EN ISO 14534:2009 "Ottica oftalmica - Lenti a contatto e prodotti per la cura delle lenti a contatto - Requisiti fondamentali".
La norma specifica i requisiti di sicurezza e prestazionali di questi prodotti e stabilisce che l'effettiva prestazione delle lenti a contatto deve essere dimostrata mediante valutazioni delle informazioni esistenti e -se necessario- con prove cliniche.
Nella valutazione della sicurezza e delle prestazioni delle lenti si dovrà tener conto di alcuni elementi fondamentali, tra cui, ad esempio:

  • le caratteristiche funzionali;
  • le proprietà microbiologiche (compreso il carico biologico, la sterilità, la disinfezione e la conservazione di lenti a contatto);
  • la biocompatibilità;
  • la valutazione clinica;
  • la compatibilità chimica e fisica;
  • la stabilità (compresa la durata e la data di scadenza).

Per ciascun modello di lenti a contatto la norma prevede che si debba effettuare una valutazione dei rischi che deve essere eseguita utilizzando una metodologia riconosciuta. I materiali utilizzati per la loro fabbricazione devono essere scelti tenendo conto delle proprietà necessarie a soddisfare i requisiti di sicurezza, di prestazione, di fabbricazione, di manipolazione e di compatibilità con altri materiali con i quali possono venire a contatto. Nel testo della norma vengono inoltre fornite indicazioni riguardanti la progettazione, i processi di fabbricazione e la valutazione clinica.
Le lenti a contatto ed i prodotti per la loro cura devono tra l'altro rispettare alcuni requisiti microbiologici cioè devono garantire che la produzione di germi durante l'uso non crei l'insorgere di infezioni o di patologie all'utilizzatore.

La norma distingue inoltre i seguenti prodotti per la cura delle lenti a contatto:

  • i liquidi per la conservazione, pulizia e manutenzione delle lenti i quali devono essere forniti sterili e contenere principi attivi per la pulizia e la conservazione che però non danneggino le lenti;
  • i contenitori per lenti, costruiti in materiali atossici per garantire "l'incolumità" delle lenti durante la conservazione e il trasporto evitando i rischi di schiacciamento, taglio o perforazione.

Considerata la delicatezza di questi prodotti, particolare cura dovrà essere dedicata anche all'imballaggio che dovrà essere progettato in modo da proteggere i prodotti e da non comprometterne la funzionalità e la sicurezza.

La data di scadenza delle lenti a contatto dovrà essere stabilita sulla base di prove che dimostrino che ciascun prodotto, chiuso nel proprio imballaggio, conservi le caratteristiche specificate. L'imballaggio dei prodotti che non sono etichettati come sterili deve assicurare il mantenimento della pulizia del prodotto nelle normali condizioni di trasporto e conservazione mentre l'imballaggio dei prodotti sterili deve essere a prova di manomissione.

Particolare attenzione dovrà essere posta all'etichettatura e alle informazioni che devono essere fornite a cura del fabbricante: per le lenti non sterili il fabbricante deve specificare le eventuali controindicazioni, avvertenze e precauzioni o qualsiasi altra informazione necessaria ad un utilizzo sicuro delle lenti e dei relativi prodotti. Se si tratta di lenti che devono essere sostituite ad intervalli definiti, il fabbricante lo dovrà indicare chiaramente definendo anche il periodo di "validità". Al termine del periodo di utilizzo raccomandato nella confezione (giornaliero, bisettimanale, mensile ecc.) le lenti dovranno essere sostituite con un nuovo paio.
Per i prodotti destinati all'utilizzo in più occasioni, l'etichettatura e le istruzioni d'utilizzo devono comprendere un'indicazione che informi l'utente circa il periodo massimo possibile di utilizzo dopo l'apertura, alla scadenza del quale il prodotto deve essere scartato, in conformità con le istruzioni del fabbricante.

La UNI EN ISO 14534:2009 è una "norma armonizzata" ai sensi della direttiva europea, cioè interpreta i requisiti essenziali di salute e sicurezza obbligatori, previsti dalla legislazione.

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Lunedì, 28 Giugno 2010

prodotticostruzioneNella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea n. L38 dello scorso 11 febbraio è stata pubblicata una Decisione della Commissione che definisce le classi di reazione al fuoco di alcuni prodotti e materiali da costruzione, in attuazione della direttiva 89/106/CEE.

Nello specifico, i prodotti da costruzione interessati sono i seguenti:

  • adesivi per piastrelle: nell'Allegato alla decisione, la tabella "Classi di reazione al fuoco per gli adesivi per piastrelle ceramiche" riporta il riferimento alla norma EN 12004 (UNI EN 12004:2007 "Adesivi per piastrelle - Requisiti, valutazione di conformità, classificazione e designazione")
  • rivestimenti murali decorativi sotto forma di rotoli e pannelli: nella nota (1) della tabella in allegato viene citata la norma EN 15102 (UNI EN 15102:2008 "Rivestimenti murali decorativi - Prodotti in rotoli e pannelli")
  • sigillanti che essiccano all'aria: nella tabella alla voce "Dettagli del prodotto per il sistema sigillante" si fa riferimento alla EN 13963 (UNI EN 13963:2005 "Sigillanti per lastre di gesso rivestito - Definizioni, requisiti e metodi di prova")
  • massetti a base di cemento, massetti a base di solfato di calcio e massetti a base di resina sintetica: è invece alla EN 13813 (UNI EN 13813:2004 "Massetti e materiali per massetti - Materiali per massetti - Proprietà e requisiti") il riferimento riportato nelle due tabelle in allegato al provvedimento.

Relativamente alla prima decisione citata relativa agli adesivi per piastrelle, ricordiamo che UNI detiene la segreteria del comitato tecnico europeo CEN/TC 67 "Piastrelle di ceramica".

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Venerdì, 25 Giugno 2010

electricroadvehiclesL'ISO ha recentemente pubblicato una edizione aggiornata e migliorata di una norma internazionale che fornisce le specifiche di sicurezza per i veicoli stradali elettrici. Le due parti della ISO 6469 aiuteranno i produttori a progettare dei veicoli a propulsione elettrica dotati di un dispositivo di sicurezza integrato, oltre a fornire un quadro di riferimento contenente le informazioni che sono tenuti a mettere a disposizione del personale addetto alla sicurezza e ai servizi di soccorso che devono intervenire in caso di incidente quando coinvolti questo tipo di veicoli.

La pubblicazione di questa norma si inserisce in un contesto di esigenze politiche per una maggiore sicurezza dei trasporti e di un ridotto impatto ambientale dei veicoli stradali. Il dibattito su quest'ultimo tema, in corso dal 1980, ha influenzato profondamente l'evoluzione tecnologica delle autovetture e la tendenza a favorire nuovi modelli di propulsione come i motori elettrici, alimentati da batterie.

La nuova ISO 6469-1:2009 "Electric road vehicles - Safety specifications - Part 1: On-board rechargeable energy storage system (RESS)" specifica i requisiti di sicurezza applicabili ai sistemi di accumulo di energia ricaricabile a bordo dei veicoli elettrici stradali, compresi i veicoli elettrici a batteria, i veicoli fuel-cell (celle a combustibile) e i veicoli elettrici ibridi, per la protezione sia delle persone all'interno e all'esterno del veicolo sia dell'ambiente del veicolo stesso.
I requisiti delle batterie ricaricabili a bordo dei veicoli - specificate nella norma - trattano differenti aspetti, tra cui:

  • la misurazione della resistenza di isolamento della batteria
  • le emissioni di gas pericolosi, al fine di prevenire i rischi di esplosione, d'incendo o di tossicità
  • la generazione di calore da parte del sistema di accumulo di energia ricaricabile, che può costituire un pericolo per le persone
  • la generazione di sovra-corrente
  • la realizzazione di un crash-test per valutare la protezione degli occupanti o di terzi e la protezione contro i corto circuiti
  • marcatura: i sistemi RESS che fanno parte di circuiti elettrici di tensione di classe B dovranno riportare un simbolo specifico -descritto nella norma- visibile in caso di accesso al sistema di accumulo di energia ricaricabile.

La ISO 6469-2:2009 "Electric road vehicles - Safety specifications - Part 2: Vehicle operational safety means and protection against failures" specifica i requisiti concernenti le misure di sicurezza funzionale e la protezione contro i guasti specificatamente associati ai rischi della propulsione elettrica. La norma tratta:

  • la sicurezza funzionale relativa al sistema di propulsione, alla guida, al parcheggio, la compatibilità elettromagnetica
  • la protezione contro i guasti
  • la marcatura
  • l'intervento in caso emergenza.

La ISO 6469-3, attualmente allo stadio di inchiesta (ISO/DIS), specifica infine i requisiti applicabili ai sistemi di propulsione elettrica e ai sistemi elettrici ausiliari per la protezione delle persone all'interno e all'esterno di un veicolo elettrico.

La norma è stata elaborata dal comitato tecnico ISO/TC 22 "Road vehicles" sottocommissione 21 "Electrically propelled road vehicles".
A livello nazionale i lavori normativi sono seguiti da CUNA - Commissione Tecnica di Unificazione nell'Autoveicolo - Ente federato UNI.

CUNA
Corso Galileo Ferraris 61, 10128 Torino
tel. 0115621149 - fax 011532143

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Martedì, 29 Giugno 2010

noise_unitr11347La legislazione italiana in materia di prevenzione e protezione dai rischi da rumore si basa ormai da alcuni anni sul recepimento della direttiva 2003/10/CE.
Tra gli adempimenti più significativi presenti nel decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro", integrato e modificato dal decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106 vi è indubbiamente quello di aver previsto l'obbligo per le aziende con livelli di esposizione al rumore elevati (LEX maggiori di 85 dB(A) oppure Lpicco, C maggiori di 137 dB(C)) di elaborare ed applicare un "programma di misure tecniche e organizzative" volte a ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori.

La valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro è una attività che prevede misurazioni con le seguenti finalità:

  • calcolare il valore di esposizione personale al rumore da cui far discendere le misure di prevenzione per la salute degli esposti, nonché stabilire se i dispositivi di protezione auricolare in uso danno luogo ad una attenuazione corretta;
  • indicare gli interventi tecnici e organizzativi che possono essere adottati dall'azienda per ridurre l'esposizione al rischio nelle aziende con rumorosità superiore ai valori previsti dalla legislazione vigente nonché identificare le aree di lavoro a maggior rumorosità al fine della loro delimitazione, segnalazione e restrizione all'accesso.

Mentre la UNI 9432:2008 affronta quanto indicato nel primo punto, il rapporto tecnico UNI/TR 11347, pubblicato in gennaio 2010, definisce un modello di programma aziendale di riduzione dell'esposizione (sintetizzato nell'acronimo "PARE") al rumore nei luoghi di lavoro evidenziandone contestualmente il livello di dettaglio, allo scopo di fornire uno strumento di orientamento in una realtà che al momento propone le soluzioni più differenziate.

Per ciascuna situazione con livelli di esposizione elevati il datore di lavoro deve indicare nel PARE gli interventi tecnici e organizzativi che, tra quelli concretamente attuabili, intende effettivamente realizzare fissando l'obiettivo acustico, dove tecnicamente possibile, in accordo con le indicazioni tecniche contenute nelle norme della serie UNI EN ISO 11690. Tali norme che riportano raccomandazioni pratiche per la progettazione di ambienti di lavoro produttivi a basso livello di rumore consigliano i seguenti valori di LAeq:

  • per gli ambienti industriali, da 75 dB(A) a 80 dB(A);
  • per gli uffici, da 45 dB(A) a 55 dB(A).

Le modalità di riduzione dell'esposizione sono suddivise in due categorie: interventi tecnici ed interventi organizzativi.
Nell'identificazione delle modalità di riduzione del rischio devono essere considerati innanzitutto gli interventi che riducono il rumore alla sorgente, quindi quelli che lo riducono lungo il percorso di propagazione, infine quelli che agiscono direttamente sul posto di lavoro.
Il PARE deve considerare le azioni per la riduzione dell'esposizione al rumore per tutte quelle situazioni che superano i valori previsti dalla legislazione vigente. Andranno quindi esaminate le sorgenti, le attività e i luoghi di lavoro con LAeq maggiore di 85 dB(A) e con Lpicco,C maggiore di 137 dB(C).

Nel documento si riporta un aiuto per una attenta valutazione dei molteplici fattori che intervengono nella scelta di un intervento di insonorizzazione. Ogni situazione reale necessita, infatti, di una analisi specifica e per questo sono previsti specifici allegati che considerano:

  • le linee di indirizzo generale per ogni possibile tipologia di intervento presentando elementi favorevoli e sfavorevoli con delle note di confronto;
  • gli orientamento sulla scelta degli interventi tecnici in alcune situazioni-tipo;
  • l'efficacia ottenibile dalle diverse tipologie di intervento;
  • un indice di costo comparativo.

Il rapporto tecnico UNI/TR 11347 ricorda che la progettazione dell'intervento deve essere tale da evitare ulteriori rischi come quelli per la sicurezza (per esempio rischio incendio) e per la salute (per esempio minor ricambio d'aria) verso i lavoratori o problemi igienico-sanitari verso il prodotto (per esempio nel settore alimentare o farmaceutico) ovvero maggiori rischi verso i recettori esterni; da ultimo fornisce indicazioni sulle caratteristiche professionali e formative nonché delle disponibilità strumentali del "personale qualificato" chiamato a progettare gli interventi riportati nel PARE.
Vista la già importante presenza di norme con specifico contenuto tecnico riguardanti gli interventi di bonifica del rumore e l'ampia variabilità delle problematiche presenti negli ambienti di lavoro e delle soluzioni possibili, la UNI/TR 11347 si è quindi proposta di armonizzare le normative esistenti con un carattere prettamente gestionale.
Essa dovrebbe pertanto rivelarsi di grande utilità particolarmente per:

  • i responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, principali riferimenti aziendali del processo di valutazione dei rischi e soggetti promotori delle decisioni aziendali in tema di prevenzione e protezione dal rumore;
  • i tecnici di acustica, in qualità di estensori delle proposte di intervento per fornire loro uno strumento di orientamento in un mercato che propone le soluzioni più differenziate;
  • gli operatori degli organi di vigilanza, principalmente i tecnici delle ASL, in qualità di verificatori dell'applicazione dell'obbligo legislativo;
  • i datori di lavoro, in quanto titolari ultimi della responsabilità di redazione ed applicazione del PARE.

In definitiva il documento intende quindi aiutare le aziende e i loro consulenti a focalizzare gli interventi di bonifica acustica necessari, ad affrontarli con le necessarie attenzioni tecniche per un efficace investimento economico e a documentarli per un corretto rapporto informativo tanto verso l'interno quanto verso l'esterno dell'azienda.

UNI, Roberto Bottio
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Venerdì, 25 Giugno 2010

roadaccidentQuando si verifica un incidente stradale, la rapidità di intervento dei soccorsi può fare la differenza. Per aiutare i centri di emergenza a inviare più rapidamente le squadre e i materiali di soccorso sul luogo dell'incidente, una nuova norma internazionale (ISO) contribuirà a garantire che i messaggi automatici di sicurezza provenienti dal veicolo vengano immediatamente compresi dai servizi di emergenza.

Dopo un incidente stradale che lascia il guidatore e i passeggeri del veicolo in stato di shock, feriti o incoscienti, un veicolo equipaggiato con un sensore di collisione trasmette ai servizi di emergenza un messaggio automatico -comprensibile e non equivocabile- che indica il luogo, l'ora e la direzione del veicolo coinvolto. Tali informazioni permettono alle squadre di soccorso di raggiungere il più rapidamente possibile il luogo dell'incidente, portando materiale adeguato e assistenza medica. Messaggi automatici di questo tipo sono decisivi se il luogo dell'incidente si trova su una strada poco frequentata dove potrebbe rimanere non rilevato per ore.

La norma ISO 24978:2009 "Intelligent transport systems - ITS Safety and emergency messages using any available wireless media - Data registry procedures" permette ai servizi di emergenza di comprendere in modo chiaro e preciso il significato del messaggio di soccorso di emergenza.

Secondo Bob Williams, responsabile del gruppo di lavoro che ha elaborato la norma "la ISO 24978 aiuterà a rendere comprensibili al punto di ricezione dei servizi di soccorso le informazioni derivanti dal veicolo. I vantaggi sono chiari e significativi, soprattutto per gli incidenti che si verificano in aree remote o lontano dai centri città. Le statistiche dimostrano che l'esatta localizzazione riduce i tempi di risposta dei soccorsi del 40% in aree urbane e del 50% in ambienti rurali".

L'utilità di un registro di dati relativo a messaggi di sicurezza e di urgenza non si limita alle situazioni di incidente. Se il veicolo incontra un tratto ghiacciato o nebbia, può trasmettere il messaggio agli altri veicoli nelle vicinanze o al centro locale di informazione stradale, avvisandoli del pericolo. Al contrario, un centro locale di gestione della rete stradale può disporre di informazioni relative a ghiaccio, vento o nebbia: in questo caso è il centro stesso che può inviare il messaggio ai veicoli in transito nella zona ritenuta pericolosa. I metadati per tali messaggi sono memorizzati nel registro dei dati di sicurezza e di urgenza, in modo da poter essere compresi al momento del ricevimento.

La ISO 24978 fornisce il quadro in cui gestire un registro comune dei dati, un deposito di messaggi di sicurezza e di informazioni. Essa specifica un insieme normalizzato di protocolli, di parametri e un metodo di gestione di un registro di dati soggetto ad aggiornamento. La norma si applica a tutti i mezzi di trasmissione wireless (senza fili) al fine di migliorare l'accuratezza di ricezione delle informazioni relative agli incidenti.

Secondo il Global Status Report on Road Safety pubblicato dall'Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), ogni anno gli incidenti stradali provocano più di 1,3 milioni di morti e tra 20 e 50 milioni di feriti nel mondo. A livello globale, il bilancio delle perdite dovute a incidenti stradali è stimata sui 518 miliardi di USD, dall'1 al 3% circa del prodotto nazionale lordo.

Per dimezzare queste cifre nell'arco di un decennio, sono stati sviluppati sistemi intelligenti per il trasporto e iniziative di sicurezza elettronica (eSafety) come per esempio "eCall" e "Automatically Crash Notification". Il progetto europeo "eCall" si è fissato l'ambizioso obiettivo di fornire automaticamente ai centri di soccorso in tutta Europa un "insieme minimo di dati" comuni; la norma ISO 24978 è chiamata a giocare un ruolo importante in seno a questo progetto.
La norma sarà d'aiuto anche ai fabbricanti di automobili, per identificare rapidamente e correggere difetti di progettazione e di software e ridurre così il rischio di responsabilità.

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