Notizie | 8 Marzo 2026
8 marzo: compiti per casa
Una riflessione in occasione della Giornata internazionale della Donna: non una festa, ma un giorno per guardarci allo specchio.
Esercizio
Per la lettura di questo articolo, vi invitiamo ad eseguire dei piccoli esercizi alla fine di ciascun paragrafo. I risultati vi aiuteranno a rispondere autonomamente alla domanda “Serve ancora parlare di parità di genere?”
Ci siete? Andiamo!
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Anche quest’anno, pubblichiamo con orgoglio i nostri risultati, le iniziative e le attività che favoriscono le politiche di genere nell’ ente, ma anche al di fuori.
Ma il nostro è un orgoglio amaro.
Perché dover ribadire l’impegno sul tema dell’inclusione, quasi come un’eccezione alla regola, dimostra che la nostra società è ancora indietro su questo aspetto.
A parlare sono soprattutto i dati sull’occupazione femminile nel nostro paese, che vedono l’Italia detenere il valore più basso tra i ventisette paesi dell’Unione europea (Rapporto CNEL-ISTAT 2025), ma anche il difficile percorso sul congedo parentale paritario, che mira a riequilibrare la genitorialità e a gravare meno la maternità sulle donne.
Eppure, eccoci qui, a ricordare quanto è essenziale applicare iniziative di inclusione in un’organizzazione, non come facciata, ma come tangibile vantaggio a favore dell’azienda stessa e delle persone.
Abbiamo però fatto una promessa: smetteremo di parlare di parità di genere quando non ci sarà più bisogno di farlo.
Ma, purtroppo, non è questo il giorno.
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1° Esercizio: Ragionate su quanti uomini, tra amici, parenti o compagni, hanno subìto cambiamenti a lavoro, dimissioni o demansionamenti dopo la nascita di un figlio o una figlia, e quantificate. Ora, eseguite lo stesso esercizio, cambiando il soggetto da uomo a donna.
“Non sono queste le battaglie”
Quante volte avete sentito questa frase? Quante volte vi è stata detta in faccia? O quante volte l’avete pronunciata?
Nessuna battaglia è vana, se portata avanti da chi vive qualsiasi tipo di discriminazione. E chi dice il contrario, semplicemente non ne ha mai subite.
Cambiare una mentalità comune non è facile, ma si inizia con piccoli passi, partendo dal riconoscere l’esistenza del singolo individuo.
Un semplice “benvenute e benvenuti” pronunciato all’inizio di una riunione, un programma alla tv che non abbia solo uomini come ospiti, “Direttrice” piuttosto che “Direttore”, sono piccoli dettagli che generano grandi cambiamenti, proprio perché riconoscono l’esistenza della figura femminile.
E se per caso qualche termine vi risulterà cacofonico, è semplicemente perché, come la storia ci ricorda, l’impiego di donne in determinati ruoli, soprattutto istituzionali, era allora vietato.
Sul potere del linguaggio quale strumento di cambiamento e riconoscimento, ne abbiamo ampiamente parlato nella nostra brochure “Comunicazione Inclusiva: Linee guida per la parità di genere nel linguaggio”, pubblicata nel giugno 2024.
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2° Esercizio: Osservate gli ospiti del prossimo evento a cui parteciperete: quante donne saranno ad intervenire? Qual è l’età media dei partecipanti?
Contro ogni pregiudizio
C’è un dato che in UNI resta invariato da anni, e che ci permette di essere una piccola eccezione nel contesto aziendale italiano.
Tra 112 persone dipendenti, il 63% è composto da donne, con il restante 37% di uomini. Non chiamateci azienda “in rosa”, perché non applichiamo preferenze, ma ogni persona viene assunta per il suo valore e per le sue capacità, a prescindere dal genere.
Inoltre, quest’anno possiamo evidenziare un 56% delle donne in ruoli manageriali, mentre le donne in prima linea di riporto al vertice sono il 58%.
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3° Esercizio: Se dovessi guardare alla tua azienda, o ad altre aziende che conosci, quanto divario c’è tra la presenza di uomini e donne? Quante donne ricoprono ruoli manageriali?
Uguali, con le nostre diversità

Quest’anno abbiamo introdotto un’iniziativa che è stata accolta con grande entusiasmo dalle colleghe: grazie alla collaborazione con This Unique, nelle nostre sedi di Roma e Milano ogni bagno femminile ha a disposizione un box di assorbenti e salva slip.
Una novità che consente alle colleghe di sentirsi a proprio agio anche fuori casa, senza imbarazzo, accogliendo ogni tipo di necessità.
Inoltre, il progetto si sposa perfettamente con il nostro impegno di sostenibilità: gli assorbenti sono infatti realizzati con 100% cotone biologico certificato ICEA.
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4° Esercizio: Conosci aziende che hanno integrato questa iniziativa o altre simili nei propri uffici?
Per sentirti sempre al sicuro
Lo scorso novembre abbiamo sposato una causa molto importante volta a contrastare la violenza di genere grazie alla pluriennale collaborazione con Fondazione Libellula.
Abbiamo formato e istruito una Ambassador Libellula, una persona che gestirà un punto di ascolto interno all’azienda: non sportello di denuncia, bensì di accoglienza e di supporto in una prima fase di richiesta di aiuto, che sia da parte di una donna e di un uomo.
Lo spiega con parole sue Sabrina Pucci, la nostra Ambassador ufficiale:
5° Esercizio: Ti è mai capitato o conosci qualcuna/o che si è trovata/o nella situazione di dover cercare supporto? Hai mai pensato di istituire nella tua realtà uno sportello di ascolto?
Non “mammo” ma papà
Il tema del congedo parentale paritario, già citato nelle prime righe, anima il dibattito politico e ha il pregio di riportare in primo piano tutele e diritti associati al ruolo di genitore.
Da sempre la genitorialità grava sulle madri, portandole spesso a dover riadattare i propri orari di lavoro, e nei casi peggiori, a dover rinunciare completamente al proprio impiego.
Eppure, in UNI ogni nuova vita è una grande notizia: in questi ultimi anni, infatti, il cambio generazionale del personale ha portato già a due nuove nascite, più una in arrivo.
Questa novità ci ha spinto a realizzare una nuova politica per la tutela della genitorialità. Qualcosa di innovativo, che si adattasse alle esigenze attuali e alle necessità di ogni genitore, unendosi alle tutele già presenti e politiche attive:
- Tra le recenti novità, infatti, per agevolare i momenti pre e post nascita, è possibile lavorare in smart working 5/5 giorni fino a 8 settimane prima del congedo di maternità obbligatoria. Tale modalità lavorativa si estende ad altre 12 settimane consecutive dopo il rientro dal congedo obbligatorio o facoltativo, per le neomamme e sì, anche per i nostri neopapà!
- I congedi previsti in relazione alla maternità/paternità concorrono anche alla maturazione del premio di risultato. Questo perché nessun giorno passato in famiglia è tempo perso!
- Durante i congedi parentali facoltativi, UNI integra fino al 75% della retribuzione spettante, maturando ferie, sensibilità aggiuntive e premio di risultato.
- Per tutti i genitori, sono riconosciuti inoltre 7 giorni all’anno di permessi retribuiti per malattia figlio/a, fino al compimento di 15 anni di età.
- Dal 2024 è attivo un servizio dedicato di supporto e coaching per la gestione e il rientro da paternità/maternità e più in generale per il difficile mestiere di essere genitori. Un supporto in più per chi si trova ad affrontare un cambiamento così importante.
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6° Esercizio: Quali politiche di genitorialità sono presenti nella tua realtà? Tali iniziative tutelano anche il padre?
Risultati:
- Se hai risposto principalmente “No”, “Mai sentito” “Non conosco queste iniziative” “I problemi sono altri”:I
l tuo livello di inclusione è ancora molto basso: devi uscire dal tuo campo visivo, ascoltando i pareri altrui, senza il timore di ciò che non conosci. Perché ricorda, “Solo perché non comprendi qualcosa, non significa che sia sbagliato”.
- Se hai risposto principalmente “No, ma vorrei saperne di più”, “Si, effettivamente è capitato”, “Mi piacerebbe ma non so come si fa”:
Sei sulla via giusta, ma ancora hai strada da fare: per conoscere provare a cambiare la tua percezione, informati, chiedi e prendi spunto da chi applica da tempo iniziative per la parità di genere. La volontà c’è, mancano solo le conoscenze!
- Se hai risposto principalmente “Si, mi è capitato” “Anche noi facciamo così”, “Non conoscevo questo aspetto, ma abbiamo altri tipi di iniziative”:
Congratulazioni, il tuo viaggio è già iniziato e conosci molte iniziative in circolazione. Sai comprendere la realtà che ti circonda e ne conosci i limiti: continua così, e non fermarti mai! Si può sempre fare di meglio.