Articoli | 6 Agosto 2025

Un’estate tra mare, norme e relax

Dalla brochure “Sole amico: estate sicura… all’aria aperta”, edita da UNI, una guida per una vacanza sicura a prova di imprevisto!

Sono ovunque attorno a noi, ma non le vediamo: si annidano tra i prodotti cosmetici, si insinuano tra i giochi gonfiabili, nuotano nelle acque cristalline delle piscine e si celano tra le stanze degli hotel e tra gli ombrelloni in spiaggia.  

Sembrerebbe quasi la trama di un nuovo film horror estivo, ma non lo è. Al contrario: parliamo di norme tecniche che stanno a guardia della nostra sicurezza, della qualità dei prodotti che usiamo e dell’efficienza e accessibilità dei servizi di cui usufruiamo. 

Perché le norme tecniche, definendo requisiti di qualità e sicurezza anche dei prodotti, servizi e professioni tipicamente “estivi”, svolgono un tacito ma essenziale lavoro per garantirci una vacanza tranquilla e priva di sgradite sorprese.  

Così ci sentiamo al sicuro dai raggi del Sole se nel tubetto di crema solare è indicata la UNI EN ISO 24444 che determina il fattore di protezione solare (SPF): oppure possiamo rilassarci se i nostri bambini cavalcano un coccodrillo gonfiabile se nella confezione viene specificato che rispetta la UNI EN 14960 sui requisiti sicurezza dei giochi gonfiabili. 

 

Uno sguardo di qualità
 

“E tu quale occhiale scegli?” 

“Conforme alle norme, grazie”. 

Scegliere un occhiale da sole che sia sicuro e di qualità significa avere cura della propria vista e della propria incolumità: la UNI EN ISO 12312-1:2025 Protezione degli occhi e del viso – Occhiali da sole e dispositivi similari – Parte 1: Occhiali da sole per uso generale aiuta infatti a delineare quelli che sono i requisiti minimi per la produzione di lenti e montature non rischiosi per la salute di chi li indossa.
Secondo la norma, pur lasciando ampio spazio al design e alla creatività del fabbricante per ciò che concerne forme e colori, le lenti da sole devono sempre mantenere le caratteristiche necessarie per proteggere l’occhio dai raggi ultravioletti e dalla luce blu, che potrebbero danneggiare anche in modo permanente l’occhio esposto – senza protezioni – a tali radiazioni.  

Come riconoscere un occhiale “a norma”: 

Per assicurarsi che gli occhiali da sole – o le lenti – che acquistiamo siano conformi si raccomanda di verificare che riportino almeno le seguenti informazioni: 

  • Marcatura CE obbligatoria. 
  • Il riferimento alla norma UNI EN ISO 12312-1 (o solo EN ISO 12312-1) che solitamente si trova all’interno del libretto di istruzioni che accompagna il prodotto. 
  • Il nome del fabbricante o del fornitore. 
  • Il numero di categoria del filtro montato (da 0 a 4). 
  • Le istruzioni per la cura, la manutenzione e la pulizia. 

Proteggersi con stile 

Sapevi che anche l’abbigliamento sportivo può proteggerti dai raggi solari? 

Non saranno alla moda come un elegante pareo o un caftano ampio e fresco, ma a differenza di questi capi, il tessuto tecnico può avere una funzione protettiva ai raggi UV. 

Grazie alla UNI EN 13758-1:2007 Tessili – Proprietà protettive alle radiazioni UV le aziende produttrici possono realizzare metodi di prova per la determinazione della capacità dei tessuti di filtrare le radiazioni ultraviolette, al fine di assegnare il livello di protezione ai raggi solari UV (UPF, Ultraviolet Protection Factor). 

L’acronimo UPF indica quanto più a lungo si può restare esposti al sole senza scottarsi rispetto al tempo di esposizione senza protezione. 

La norma in questione non definisce come deve essere fabbricato il tessuto “anti UV” ma si limita a fornire un sistema per poter garantire che quel tessuto abbia le caratteristiche protettive che il fornitore dichiara. 

 

Come riconoscere un tessuto conforme alle norme: 

L’etichetta di un capo d’abbigliamento “anti-UV” dovrà riportare un pittogramma con UPF +40 in modo da renderli facilmente identificabili. 

Inoltre, l’etichetta dovrebbe riportare le diciture: 

  • “l’esposizione al sole causa danni alla pelle” 
  • “soltanto le aree coperte sono protette” 
  • “assicura la protezione UVA + UVB per l’esposizione al sole”.  

Quali sono le caratteristiche che determinano la capacità di un tessuto di proteggere la pelle dai raggi solari?  

  • la composizione chimico/fisica della fibra 
  • la lavorazione del filato 
  • la costruzione del tessuto (i tessuti a maglia stretta proteggono meglio) 
  • la tintura con materiali “assorbenti”  

Tintarella di norma 

“La crema non mi serve, tanto non mi scotto”. 

Quante volte abbiamo ascoltato queste parole in spiaggia? 

La regola vale per qualsiasi pelle: l’esposizione ai raggi solari, soprattutto se lunga e senza adeguate protezioni, può danneggiare la pelle aumentando il rischio di scottature, favorendo l’invecchiamento precoce e soprattutto può portare a conseguenze più gravi come tumori della pelle. 

Eppure, basta un piccolo accorgimento per limitare i danni in spiaggia: il Sun Protection Factor (SPF) è un indice del livello di efficacia di protezione di un prodotto solare che contiene componenti in grado di assorbire e riflettere i raggi ultravioletti (UV) e viene espresso con un valore numerico determinato mediante prove. Questo valore indica quante volte può essere aumentato il tempo di esposizione al sole rispetto a quello previsto in assenza di protezione, prima che si verifichi un danno alla pelle.  

La UNI EN ISO 24444:2022 Cosmetici – Metodi di prova su protezione solare  specifica, dunque, il metodo per la determinazione del fattore SPF dei prodotti di protezione solare. 

La norma viene usata per uniformare e specificare un unico metodo per attribuire lo stesso valore al SPF in tutto il mondo, al fine di rendere ancora più sicuro l’uso dei prodotti solari. In questo modo si avranno indici di protezione solare omogenei, indipendentemente dalle case produttrici, che renderanno più sicure e serene le nostre abbronzature 

 

Un tuffo in sicurezza 

Giochi Galleggianti 

Ciambelle colorate, simpatici coccodrilli e unicorni glitterati…non lasciamoci ingannare dall’estetica: un gonfiabile è pur sempre un oggetto destinato a sostenere corpi in movimento sull’acqua, garantendo il galleggiamento e la sicurezza di chi lo “cavalca”. Soprattutto quando si parla di bambini. 

Le norme della serie UNI EN ISO 25649 sono dedicate a tutti quei giochi e “articoli galleggianti per il tempo libero per l’utilizzo su e in acqua”, definendo i requisiti di sicurezza e metodi di prova di ogni tipo di galleggiante che vengono usati in acqua.  

Secondo i requisiti richiesti, i prodotti non devono presentare rischi come l’intrappolamento, il taglio o l’abrasione; deve essere facile risalire in caso di caduta (ad esempio tramite adeguati appigli sui bordi) e devono garantire il galleggiamento anche in caso di sgonfiamento di parte delle camere d’aria. 

 

Acquascivoli 

E per chi predilige gli acquapark, la UNI EN 1069 parti 1 e 2 è la norma che aiuta a verificare la sicurezza e l’usabilità degli acquascivoli: classifica e definisce gli acquascivoli, i materiali utilizzati per la loro fabbricazione, le corrette analisi di rischio in fase di progettazione e sviluppo del progetto, il collaudo finale prima dell’apertura al pubblico, la gestione delle emergenze. 

La UNI EN 1069 garantisce dunque che non vi siano ostacoli di ogni genere, spuntoni o bordi taglienti che possano arrecare danni: inoltre, i requisiti consentono la progettazione di uno scivolo con il giusto flusso di acqua, impedendo così eventuali abrasioni sulla pelle. 

La norma valuta tutto il percorso dell’acquascivolo, dalla partenza alla vasca di arrivo, segnalando quest’ultima come una zona a rischio di collisioni tra utenti, soprattutto se qualcuno si ferma e viene urtato da chi scende dopo. 

Per evitare questo rischio, il documento normativo fornisce alcune soluzioni, come ad esempio una zona di rallentamento sullo scivolo o di deviazione laterale lenta in piscina.

 

 

Sostenibili e ospitali 

Accessibilità 

Accedere ad una spiaggia può essere per i più un’azione semplice quanto piacevole: una corsa verso il bagnasciuga per evitare la sabbia rovente, un tuffo tra le acque cristalline per poi rilassarsi, a mollo, senza pensieri.  

È un’immagine familiare? Ora proviamo a immaginare la stessa azione da parte di chi soffre per una disabilità fisica o una qualsiasi limitazione motoria: le rotelle della sedia che si inabissano nella sabbia, stampelle che non riescono a garantire l’equilibrio, l’assenza di un corrimano che rende più faticosa la camminata e infine il mare, che anziché cullare con le sue onde si trasforma in qualcosa di pericoloso e insormontabile. 

Si parla di accessibilità quando si pensa e si costruisce un luogo, un prodotto o un servizio che segua le esigenze della diversità umana. E non si parla solo di disabilità. 

Sedie a rotelle, stampelle, passeggini, donne in gravidanza, ma anche anziani e qualsiasi tipo di persona con caratteristiche “non conformi” deve poter raggiungere facilmente qualsiasi luogo, soprattutto se si parla di vacanze e relax in sicurezza. 

 La UNI/PdR 131:2023 “Accessibilità dei servizi offerti da strutture ricettive, stabilimenti termali e balneari, e impianti sportivi – Requisiti e check-list” è un ottimo strumento messo a disposizione delle strutture ricettive di ogni genere per poter assicurare servizi a disposizione della più ampia pluralità di soggetti. 

Rendere accessibile un servizio non è un mero atto burocratico, ma è un segno di rispetto e cura verso ogni ospite, assicurando un piacevole momento di relax senza barriere. 

 

Sostenibilità 

Anche una vacanza può essere sostenibile: non stiamo parlando semplicemente degli accorgimenti quotidiani che ogni persona può intraprendere autonomamente, ma della scelta consapevole ed etica di “dove” passare qualche giorno di relax. 

Con la UNI ISO 21401:2019+A1:2024 “Turismo e servizi correlati – Sistema di gestione per la sostenibilità nelle strutture ricettive – Requisiti”, pubblicata la prima volta nel 2019 e aggiornata al 2024, una struttura ricettiva può implementare un sistema di gestione per la sostenibilità seguendo una serie di requisiti per attuare, mantenere e migliorare le pratiche sostenibili nelle attività o assicurare la conformità con la sua politica di sostenibilità definita.  

 

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In cerca di una lettura estiva? Leggi ora il nostro numero di STANDARD dedicato al Turismo! 

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