Notizie | 3 Ottobre 2024
Infrastruttura per la Qualità: l’Italia al sesto posto nel mondo
I dati arrivano dal “Global Quality Infrastructure Index Report 2023”, che studia il livello di sviluppo dell’Infrastruttura per la Qualità in 185 economie nel mondo.
Qualità, sicurezza e interoperabilità di prodotti, servizi, processi e sistemi?
E’ il risultato di un lavoro di squadra. Ed è quello che svolge la filiera Normazione, Metrologia, Accreditamento, Valutazione di Conformità che costituisce l’ossatura di quella che viene chiamata Infrastruttura per la Qualità (IQ) e che rappresenta un tassello fondamentale dei nostri sistemi economici.
Nel nostro Paese l’Infrastruttura per la Qualità Italia è un sistema articolato e ben consolidato, che vede coinvolti diversi soggetti interdipendenti (tra cui ovviamente UNI e CEI per il sistema di normazione). Per scoprirne di più, vai alla nostra pagina di approfondimento.
Non c’è dubbio che il ruolo dell’Infrastruttura per la Qualità in un moderno paese industrializzato è imprescindibile, perché promuove in maniera organica l’innovazione e l’interoperabilità, favorisce l’accesso ai mercati, rafforza la competitività: insomma, è un grande supporto per le imprese, oltre che una garanzia di affidabilità per i consumatori.
Eppure, nonostante i suoi benefici siano ormai ben conosciuti, sono ancora pochi gli strumenti che ne misurano la diffusione e lo sviluppo a livello globale.
Ad ogni modo gli strumenti che ne misurano l’efficacia sono ad oggi fondamentalmente due: il “Quality Infrastructure for Sustainable Development (QI4SD) Index“, sviluppato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO) in collaborazione con l’International Network on Quality Infrastructure (INetQI), una rete internazionale che favorisce lo scambio delle informazioni e, ove possibile, la collaborazione per lo sviluppo di infrastrutture tecniche; e il “Global Quality Infrastructure Index (GQII)” sviluppato dalla società di consulenza tedesca Mesopartner, cofinanziato e supportato dalla Physikalisch-Technische Bundesanstalt (PTB) e dal Ministero Federale Tedesco per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (BMZ).
Mentre il primo (QI4SD) si concentra principalmente sul contributo della Infrastruttura per la Qualità al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), il secondo (GQII) mette in luce la stretta relazione tra l’Infrastruttura per la Qualità e il commercio globale: un rapporto diretto e veramente simbiotico, come è stato efficacemente definito, se solo si pensa a quanto, ad esempio, l’adozione di standard internazionali promuova le attività di esportazione e importazione in tutto il mondo e faciliti gli interscambi.
Ebbene: l’ultimo indicatore GQII 2023, basato su dati raccolti da 185 economie, fornisce numeri interessanti nella sua correlazione con i valori di import di beni e servizi (clicca qui).
Nel dettaglio l’Italia si posiziona al 6° posto di questa classifica, dopo Germania, Cina, Stati Uniti, Regno Unito e Giappone. Un posizionamento di tutto prestigio che testimonia l’importanza del nostro Paese su scala internazionale e che ci offre l’occasione anche di ricordare un altro dato significativo che riguarda in particolare l’attività di standardizzazione: l’Italia, con UNI, è al 7° posto tra gli enti di normazione del mondo secondo il ranking ISO.
In termini più generali, questo Quality Infrastructure Index evidenzia quanto un sistema nazionale di IQ contribuisca ad una elevata integrazione economica, ad una efficace transizione ecologica e a raggiungere risultati di rilievo in ambiti come salute, sicurezza, inclusione e responsabilità sociale.
In breve: avere una Infrastruttura per la Qualità ben sviluppata è un indicatore del buono stato di salute di una società. E consolidare la nostra Infrastruttura per la Qualità Italia può essere un fattore di crescita determinante.
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