Notizie | 24 Settembre 2020
La normazione strumento del nuovo Green Deal europeo
Dal workshop europeo sul Green Deal, un richiamo al ruolo fondamentale della normazione per affrontare con successo le sfide del futuro.
A far da sfondo al semestre tedesco della presidenza UE, il 16 settembre scorso si è tenuto un workshop – voluto fortemente dal Ministero per gli Affari Economici e l’Energia, dall’Ente di Normazione DIN e dalla Commissione Europea – su un tema di grande attualità: quello della transizione “verde”, secondo i dettami del Green Deal.
Il workshop è stato strutturato in due sezioni: la prima dedicata alle attuali sfide della normazione europea e la seconda più specificatamente al Green Deal e, in particolare, al supporto che la normazione europea può offrire affinché questo abbia successo.
Un particolare rilievo va però sicuramente dato ai due interventi molto significativi che hanno aperto i lavori e che hanno dato il senso di una visione strategica unitaria.
Il primo è stato quello di Elisabeth Winklermeier-Becker, in rappresentanza del Ministero tedesco degli Affari Economici e dell’Energia, ed il secondo di Thierry Breton, Commissario Europeo per il Mercato Interno: per quanto espressione di due mondi diversi, entrambi hanno dimostrato di avere una visione comune della normazione – intesa come principio – e delle norme tecniche – intese, invece, come strumento – per arrivare ad un’economia pulita, ad un’industria “a prova di futuro”, ad un sistema del commercio con regole chiare e, last but not least, ad un’Europa che abbia un ruolo e una posizione di leadership, meglio ancora di “primo motore” nei due settori-chiave della transizione: quella verde e quella digitale.
Di questo Breton è fortemente convinto, tanto da sottolineare non solo il ruolo della normazione europea in chiave di resilienza, ma anche l’importanza della dimensione internazionale che quest’ultima deve acquisire, per garantirsi legittimazione e leadership, in un contesto sempre più globale: un obbiettivo ambizioso a cui chiama a concorrere anche industria e pubblica amministrazione.
Quanto emerso non solo dalle parole di Breton, ma anche dal dibattito che si è sviluppato durante il workshop, è perfettamente in linea con le dichiarazioni di Ursula Von der Leyen nel suo discorso programmatico agli Stati Generali: uguali le priorità, a partire proprio dal Green Deal, identico l’approccio, improntato alla fiducia e alla necessità di una collaborazione sempre maggiore tra tutti gli attori, ma identiche anche le tematiche e gli obbiettivi, con un occhio sempre più attento all’emergenza climatica e alla necessità di una rapida trasformazione digitale.
Ovviamente l’industria è un partner privilegiato di questa partita, come testimoniato dai rappresentanti soprattutto di multinazionali presenti ai tavoli del workshop, ma non è mancato neanche il mondo dei consumatori, tutti accomunati dall’idea che sia arrivato il momento di intervenire nel nostro attuale modello di business e di ripensare il nostro modo di operare, di agire e di vivere.
In tutto questo alla normazione è stato riconosciuto un ruolo primario, per la sua dimensione trasversale, per il fatto di essere uno strumento in grado – come ha sottolineato Breton – di ridurre i costi, di favorire l’innovazione e di assicurare l’interoperabilità, ma anche di essere una piattaforma aperta ed inclusiva.
Un concetto confermato da Cristoph Winterhalter, Direttore Generale del DIN e moderatore dello specifico Panel dedicato al Green Deal, il quale è andato anche oltre auspicando che la normazione europea possa avere anche una capacità “anticipatoria” rispetto ai bisogni, alle necessità e alle richieste che arrivano dall’esterno. Un auspicio condiviso anche da Clara de la Torre, Vice-Direttore Generale della DG Clima della Commissione Europea.
Perché tutto questo avvenga è necessaria una forte sinergia tra le parti in causa ed una più stretta collaborazione tra il mondo della normazione europea con le sue tre Organizzazioni (CEN, CENELEC ed ETSI) e la Commissione europea.
Cooperare di più e meglio, quindi. O, come è stato più volte ricordato con un motto di particolare efficacia “Stronger together” (più forti insieme).
E che non si tratti solo di uno slogan ad effetto, ma di una realtà alla quale tutti stanno lavorando intensamente è dimostrato da un esempio concreto di collaborazione vincente di cui è stato riconosciuto il valore, con l’apprezzamento e il plauso di tutti: aver reso disponibili gratuitamente tutte le norme necessarie al settore sanitario in occasione dell’emergenza Covid. Una scelta delle Organizzazioni Europee di Normazione che ha visto protagonisti i vari membri nazionali, a partire da UNI che è stato il primo in assoluto a rispondere all’appello.
Insomma, lo spirito che ha animato i lavori del workshop è quello della massima collaborazione e di una sempre maggiore sinergia, perché la posta in gioco è importante e lo richiede.
Transizione verde, resa necessaria dalla drammatica situazione del clima, e transizione digitale, per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie: sono questi i due “driver” che giustificano ed impongono l’impegno e il coinvolgimento da parte di tutti.